I FRATELLI DELLA ROSA-CROCE
Sommario
I Fratelli della Rosa-Croce sono Adepti e fanno parte di quegli esseri altamente evoluti che, attraverso molteplici esistenze,
hanno sviluppato le loro facoltà interiori in un altissimo livello, servendo in modo amorevole e disinteressato la razza umana.
Essi sono passati attraverso le Scuole dei Misteri minori e quelli maggiori, raggiungendo così un grado di evoluzione che li rende
liberi da tutti i legami con il nostro pianeta.
I Fratelli Maggiori hanno un corpo fisico e vivono nel mondo occupando delle case che appaiono normali ma sono circondate da una
atmosfera altamente spirituale che può essere paragonata all'effluvio aurico che permea il Tempio (Ecclesia) a Oceanside.
Essendo capaci di controllare le loro azioni e le loro emozioni non logorano i loro veicoli, così li mantengono giovani e salubri
per centinaia di anni.
Cercare di risalire alle loro origini è un compito assai difficile perché il loro lavoro, tendente ad accelerare l'evoluzione
dell'umanità è iniziato, in un modo o nell'altro, fin dal primo apparire della razza umana. Vi sono comunque delle prove storiche
che nel XIII secolo apparve un tipo di insegnamento assai elevato che, a chi poteva accedervi, appariva brillante come una stella
del cielo.
Durante gli ultimi secoli i Fratelli Maggiori hanno lavorato per l'umanità restando nel segreto. Ogni notte a mezzanotte essi si
riuniscono nel loro Tempio eterico dove, con il supporto di coloro che sono in grado di lasciare il loro corpo fisico durante il sonno,
raccolgono dal mondo occidentale i pensieri di sensualità, ambizione, egoismo e materialismo e li trasformano in puro amore, benevolenza,
altruismo ed aspirazioni spirituali che ritornano alle persone elevandole verso Dio. Se non fosse stato per questo lavoro il materialismo
avrebbe spento da tempo ogni umana aspirazione verso i mondi spirituali.
Sette Fratelli Maggiori sono sempre pronti a recarsi nel mondo per dare servizio. Va comunque considerato che essi non influenzano mai
un individuo in modo contrario ai suoi desideri o alla sua volontà essendo i loro sforzi diretti a rinforzare il bene, sempre e dovunque.
Gli altri cinque Fratelli Maggiori non lasciano mai il Tempio eterico e pur possedendo un corpo fisico lavorano soltanto nei piani spirituali.

Noi dovremmo essere molto grati ai Fratelli Maggiori per averci messo in grado di conoscere ed apprezzare gli Insegnamenti
Rosacrociani. Gli aspiranti che si allineano con gli insegnamenti della "Rosicrucian Fellowship", in spirito e verità,
si pongono sotto l'amorevole attenzione ed influenza di questi Esseri altamente illuminati.
È estremamente importante che gli aspiranti si rendano pienamente conto di questo fatto e che si sforzino di trarre il
massimo profitto da questo grande privilegio. È consigliabile meditare su quanto i Fratelli Maggiori fanno per noi, mandar
Loro pensieri di amore e gratitudine, consacrare la nostra vita ai Loro sforzi diretti a sollevare spiritualmente l'umanità.
Sedir dà per certo che questa Fraternità esisteva, seppur non conosciuta, fin dall'Era cristiana. Secondo lui gli gnostici,
i dottori della Chiesa cattolica, gli alchimisti, i Cabalisti spagnoli e la corrente di pensiero araba non sono altro che
multiformi aspetti di una conoscenza di cui la Rosa-Croce rappresenta la sintesi.
Buhle, citato nel testo, afferma addirittura che i Terapeuti e gli Esseni furono i veri antenati della Rosa-Croce.
Il neo-platonismo di Alessandria, conservato dagli Arabi, avrebbe anche una parte preponderante nella loro dottrina.
Secondo Arnold Gottfried (1700), Tomaso da Kempis, Mattia Kornax, Wigelius, Geber, Lullo, Arnaldo da Villanova e
Paracelso, sarebbero appartenuti a tale comunità, mentre secondo Giovanni Enrico Cohausen (1742) l'alchimista Artephius,
che visse più di trecento anni ed ebbe per maestro Bolenus, sarebbe il patrono dei Rosa-Croce.
Già intorno al 1595 Agrippa scriveva:
"Esistono oggi alcuni uomini di sapere, di una scienza unica, dotati di grandi virtù e di grandi poteri.
I loro costumi sono integri, la loro vita senza difetti. Per la loro forza e la loro età sarebbero capaci di
rendere grandi servigi nei consigli per la cosa pubblica; ma le persone della corte li disprezzano, perché sono
troppo differenti da esse, che hanno per sola saggezza l'intrigo o la malizia, e tutti i loro disegni procedono dall'astuzia,
dalla furberia che è la loro scienza, come la perfidia la loro prudenza e la superstizione la loro religione".
Alla fine del regno di Enrico IV il mondo profano sentì parlare per la prima volta di una associazione molto occulta di teosofi
(studiosi di Dio) e taumaturgi; i Rosa-Croce esistevano di certo da almeno un secolo.
Specialmente a Paracelso, morto nel 1541, dobbiamo chiedere le prove decisive di una Rosa-Croce latente nel sedicesimo secolo.
Egli scrive infatti nel suo trattato De mineralibus che apparirà un uomo straordinario che rivelerà molte cose.
Così Paracelso lo saluta
"Elias artista, genio reggitore della Rosa-Croce, personificazione simbolica dell'ordine, ambasciatore del santo Paracleto,
Paracelso il grande predice la tua venuta, o soffio collettivo di generose rivendicazioni, spirito di libertà, di scienza e di
amore che devi rigenerare il mondo".
L'anonimo autore di un articolo apparso sul Lotus blu (1895) dice invece:
"I Rosa-Croce hanno formato e formano forse ancora la fraternità più misteriosa che si sia mai stabilita sul suolo occidentale:
nessun uomo ha conosciuto coscientemente un vero Rosa-Croce e la tortura alla quale la Chiesa ha sottoposto talora qualcuno
dei suoi membri non ha potuto strappare dalle loro labbra che ingannatrici confessioni".
La comparsa ufficiale dell'Ordine dei Rosa-Croce risale comunque al 1614 quando la stamperia di William Wessel, a Cassel,
pubblicò uno scritto anonimo di 147 pagine con un lungo titolo trattante una "riforma generale che avrebbe dovuto aiutare l'umanità".
La parte principale di questo scritto si chiamava Fama fraternitas e parlava di una Fraternità segreta fondata duecento anni
prima da un tedesco, certo C.R. di cui viene raccontata la vita.
Nato da una nobile famiglia Cristiano Rosenkreuz, divenne orfano assai presto. Fu allevato in un convento che lasciò fin
dall'età di sedici anni per viaggiare in Arabia, in Egitto e nel Marocco. Durante questi viaggi e dai consigli dei Saggi
che frequentò, egli apprese una scienza universale ed armoniosa, di cui si beffarono gli scienziati europei ai quali volle
comunicarla.
Egli attingeva questa scienza dal libro "M" (il libro del mondo), che aveva tradotto; libro che era noto anche a un certo
Teofrasto. Concepì quindi una piano di riforma universale, politica, religiosa, scientifica ed artistica per l'esecuzione
del quale si associò ad altri Fratelli. Per istruire i suoi collaboratori utilizzava una casa chiamata Sancti Spiritus.
Più tardi egli aggiunse a loro il fr. R.C., figlio di un fratello di suo padre, il fr. B. Pittore, e i fr. C.G. e P.D..
A
tutti costoro insegnò la sua lingua magica, chiese il voto di castità e diede il nome di Rosacroce. Insieme scrissero un
libro contenente tutto ciò che l'uomo può desiderare, chiedere e sperare.
Maier, facendo riferimento al loro nome, fa notare che tutti gli ordini di cavalleria che combatterono per Dio ebbero per
sigillo le lettere R.C., ma la vera Rosa-Croce porta questo sigillo in oro. Inoltre il valore numerico di queste due lettere
costituisce la vera chiave del loro significato. Se si mette il simbolo del Sole (un tondo) tra il "C" e la "R" si ottiene
la parola "COR", organo primo dell'uomo e solo sacrificio degno del Signore.
Valentino Tschirness dice sul medesimo argomento:
"Inoltre il pubblico non è nel vero quando ci chiama Rosenkreutzer, dal nome del padre della nostra scuola. La ragione per la
quale il nostro fondatore fu così chiamato la teniamo segreta e non l'abbiamo mai pubblicata" (1616).
Molto poetica la digressione fatta dal Fludd nell'Apologeticis (1617), di cui ne proponiamo un brano.
"Essi dicono di non provare alcuna gioia di ciò che possono fare con l'oro, né, come diceva il Cristo, perché possono farsi
obbedire dai demoni, ma la loro gioia brillerà quando vedranno i cieli aperti, gli Angeli che discendono e salgono verso Dio,
ed il loro nome iscritto nell'albo della vita".
Altrove, nella loro Fama Fraternitas, troviamo:
"Gli ipocriti e le persone avide di ricchezza che vorranno venire a noi, malgrado la loro volontà non potranno seguirci, ma
faranno del male a se stessi fino alla loro distruzione. In quanto al nostro edificio, quand'anche centomila uomini volessero
abbatterlo, esso rimarrebbe tuttavia in piedi, al riparo del maligno, sotto le tue ali, o Jehova".
Così il Fludd termina la sua digressione:
"Concludete dunque con me, o uomini di questo mondo, accecati da una nube di ignoranza, che la virtù e l'efficacia dello Spirito
Santo sono veramente con i Rosa-Croce...".
- Ama Dio sopra ogni cosa.
- Consacra il tuo tempo allo sviluppo spirituale.
- Sii interamente altruista.
- Sii temperato, modesto, energico, silenzioso.
- Impara a conoscere l'origine dei metalli in te.
- Guardati dalle pretese.
- Vivi in una costante adorazione del bene supremo.
- Impara la teoria prima della pratica.
- Esercita la carità verso tutti gli esseri.
- Leggi gli antichi libri della sapienza.
- Cerca di capirne il significato segreto.
- Arcano riservato ai Rosacroce, esso è puramente interiore (Madathanus).
- 1. I Fratelli della Ros-Croce, Rosicrucian Fellowship, Oceanside, CA. USA.
- 2. Sedir, Storia e dottrina dei Rosa-Croce, Edizioni Napoleone.