Testata Associazione Rosacruciana
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THE ROSICRUCIAN FELLOWSHIP (2/2)

Sommario



INNI E SIMBOLISMI ROSACROCIANI


Il Motto (1) up.jpg

Un motto è come un simbolo: è fatto di parole ma deve essere pregno di significato, con poche lettere alfabetiche ben allineate deve poter risvegliare qualcosa nella mente e nel cuore. Il motto della nostra Scuola ben adempie a tali finalità con queste belle parole:

"Un corpo sano, una mente serena, un cuore sensibile"

Graffa Graffa

L'Emblema (2) up.jpg

Simbolo dei Rosacroce

I simboli divini che, di quando in quando, sono stati dati all'umanità, parlano a quell'insieme di verità che sono nel nostro cuore, e risvegliano la nostra coscienza a delle idee divine che sono fuori della portata delle parole. Perciò il simbolismo, che ha giocato un ruolo di primaria importanza nella passata evoluzione, è ancora una necessità primaria per il nostro sviluppo spirituale, se ne consiglia quindi lo studio fatto tramite il nostro intelletto e il nostro cuore (Max Heindel).

Può essere interessante, prima di vedere il significato del simbolo della rosa nella sua vera realtà, così come esposta da Max Heindel, vedere quali e quanti altri significati gli sono stati attribuiti.

La rosa, innanzitutto, è un fiore altamente simbolico e solo pochi Iniziati ne possono comprendere il significato profondo. Tale significato è legato al mistero, infatti non poche Società segrete hanno la rosa come emblema, si vedano, al proposito, la Santa-Vehme, i Templari, la Massoneria e la Fraternità dei Rosacroce.

La rosa fu onorata fin dai tempi antichi gli eroi la usarono per ornare il loro elmo (Enea ed Ettore), oppure lo scudo come fece Achille e i nobili cavalieri del Medio Evo. La segretezza che essa impone la ritroviamo nell'antica usanza di porre un mazzo di rose dove il contenuto delle conversazioni doveva essere tenuto rigorosamente segreto. A ciò si riallaccia pure l'origine del detto "scoprire gli altarini" perché, in francese, questo modo di dire si relaziona al fatto di scoprire il vaso delle rose (pot aux rose).

Il rosone in vetri colorati, che si può vedere in talune cattedrali, trae le sue origini da questo fiore. I primi apparvero nel secolo XIII, ed è mediante la loro luce policroma che la luce (ovvero la verità) poteva penetrare nel santuario. Si pensi che il rosone della cattedrale di Notre Dame di Parigi misura quasi 13 metri di diametro. Anche i numerosi alberghi che usarono la rosa nel loro nome (Alla rosa di provenza - Albergo della rosa - ecc.) potrebbero essere stati così chiamati per dare ai passanti, che sapevano intenderne il significato, la sicurezza che essi avrebbero albergato sotto la rosa e perciò nel più assoluto riserbo.

La rosa fu anche il simbolo della fragilità umana. A questo fatto si riallaccia l'usanza per cui alcuni monasteri fornivano, ogni anno, una rosa d'oro a papa Leone IX in segno di riconoscenza per l'importanza dei compiti a loro affidati; questo accadeva intorno all'anno 1048. Curiosi, al proposito, i tentativi fatti da diversi ricercatori per scoprire il segreto del simbolo della Rosacroce.

Alcune persone ci hanno provato però pare che abbiano soltanto fantasticato. Qualcuno, comunque, pare che si sia realmente avvicinato allo spirito della nostra Fraternità, scrisse infatti Robert Fluud intorno al 1617: "I Rosacroce si chiamano fratelli perché sono tutti figli di Dio, che la rosa è il sangue del Cristo, che senza la croce mistica interiore non vi può essere né abnegazione, né illuminazione".

L'interpretazione data dagli Insegnamenti Rosacrociani. up.jpg

L'emblema della Rosacroce è uno dei simboli divini. La scuola dei Misteri occidentali (a cui appartiene la Rosicrucian Fellowship) ha per emblema una rosa rossa (simbolica nel rappresentare la natura del desiderio) su una croce (la materialità). La sella dorata a cinque punte, che ingloba la croce, indica che il Cristo è nato nell'intimo del discepolo e irradia dal capo, dagli arti superiori e da quelli inferiori. Il sottofondo blu rappresenta il Padre in manifestazione: l'Unità nella Trinità.

Visto nella sua pienezza questo simbolo racchiude anche la chiave per comprendere l'evoluzione fatta dall'uomo. Nella sua forma attuale essa rappresenta lo spirito dell'uomo che irradia attraverso i suoi quattro veicoli, ma un tempo la croce mancava della parte superiore in quanto l'uomo era ancora privo della mente (Epoca Atlantidea).

Prima ancora (Epoca Lemuriana) essa era priva del braccio orizzontale; era in effetti come lo stelo di una pianta e rappresentava l'uomo ancor privo del corpo delle emozioni, perciò casto e privo di desideri. Il significato attuale della croce ci porta a considerare la sua parte inferiore come simbolo della materia, in quanto, come la pianta, affonda le sue radici nel mondo chimico e fisico dei minerali. La parte superiore rappresenta invece l'uomo, che a tutti gli effetti può essere considerato come una pianta capovolta.

La pianta si procura infatti il cibo attraverso le radici che sono in basso, mentre l'uomo usa la bocca che è situata nella sua parte superiore. Non solo, mentre l'uomo riceve un'alta influenza spirituale che proviene dal Sole e lo attraverso dalla testa ai piedi, le piante ricevono le correnti spirituali dal centro della Terra dove risiedono i loro Spiriti di gruppo.

Gli animali, simboleggiati dal braccio orizzontale, sono a mezza strada tra i vegetali e l'umanità. La loro spina dorsale è orizzontale per poter ricevere gli influssi spirituali che arrivano loro dagli spiriti di gruppo che circondano la Terra.

Nel simbolo dei Rosacroce appaiono pure sette rose rosse ed una bianca al centro della croce. Questi due simboli ci ricordano le dodici Gerarchie creative che hanno supportato la creazione del nostro universo. Di queste gerarchie sette sono tuttora all'opera nei nostri confronti (le 7 rose rosse) mentre due sono quasi sul punto di ritirarsi (le due punte basse) e le altre tre si riferiscono alle rimanenti Gerarchie, ormai ritirate, che hanno lavorato per noi, senza obbligo alcuno, con sacrificio e abnegazione.

Una vita vissuta nell'armonia e nel servizio trasformerà il nostro sangue fino a renderlo simile a quello del Cristo. La verde linfa tramutata nel rosso della rosa ci rammenta questo processo per cui, un giorno, saremo in grado di generare, in completa purezza, per mezzo della laringe, rappresentata dalla rosa bianca al centro della croce.

Come ultima interpretazione l'emblema si offre come il punto di arrivo di ogni aspirate al servizio dell'umanità. La rosa bianca rappresenta il cuore puro di colui che è diventato un aiutatore invisibile dell'umanità, senza più ambizioni o desideri personali. La croce è il suo corpo; le sette rose rosse il suo sangue purificato; la stella dorata il suo corpo animico: il veicolo spirituale con il quale può lasciare il suo corpo fisico addormentato per accorrere in aiuto della sofferente umanità.

L'emblema è colmo di profondi significati, dovremo meditare a lungo su quanto esso ci propone, ciò potrebbe elevare la nostra coscienza, stabilire in noi le verità più profonde e farci sempre più comprendere la grandezza di Dio ed il suo amore per noi.


Graffa Graffa

Gli Inni (3) up.jpg

Inno di apertura (parole e musica).
Inno di chiusura (parole e musica).

Per poter comprendere l'importanza rivestita dagli inni della nostra Scuola dobbiamo innanzitutto renderci conto che essi non sono stati scritti da uomini, seppur dotati, ma sono stati ispirati a Max Heindel dai Fratelli Maggiori.

Poi è opportuno che conosciamo qualcosa riguardo alla caratteristica musicale che prende il nome di chiave musicale o tonalità. Non tutti sanno che ogni musica può essere suonata partendo da qualsiasi tasto del pianoforte, cambiandone, in tal modo la tonalità. Cantando è possibile fare la stessa cosa partendo con un tono di voce piuttosto che con un altro.

Può però accadere che, se la partenza è sbagliata, non si riesca più ad emettere i toni più alti, o più bassi, qualora ciò si rendesse necessario. Da queste limitazioni è nata l'usanza di determinare a priori se una persona è dotata per cantare da basso, da tenore, da soprano e così via. Per concludere è necessario ricordare che il nostro universo è stato creato da dodici Gerarchie Creative (esseri altamente evoluti) ognuna delle quali è legata ad un segno zodiacale e ad una sua propria tonalità. Queste tonalità, qualora usate nella stesura di brani musicali, portano l'ascoltatore in sintonia con la Gerarchia e lo mettono perciò in grado di ricevere le qualità migliori del pianeta a lei correlato.

Quanto sopra è estremamente importante perché i pianeti sono delle sorgenti di notevoli influenze che, qualora focalizzate opportunamente, possono creare dei mutamenti nel nostro animo e nel nostro carattere. Vediamo, nella seguente tabella, i pianeti, le tonalità, e le Gerarchie creative a loro corrispondenti:


SEGNO ZOD.PIANETA TONALITÀGERARCHIA CREATIVA
Ariete Marte Re bem. mag.non conosciuta
Toro Venere Mi bem. mag.non conosciuta
Gemelli MercurioFa die. mag.Serafini
Cancro Luna La bem. mag.Cherubini
Leone Sole Si bem. mag.Signori della fiamma
Vergine MercurioDo mag.Signori della sapienza
Bilancia Venere Re mag.Signori dell'individualità
Scorpione Marte Mi mag.Signori della forma
SagittarioGiove Fa mag.Signori della mente
CapricornoSaturno Sol mag.Arcangeli
Acquario Urano La mag.Angeli
Pesci Nettuno Si mag.Umanità

 

Si comprenderà ora perché l'inno di apertura è stato scritto in re maggiore. L'uomo, sentendo questa tonalità, è portato a rispondere all'amore di Venere e, nel tempo, nel suo carattere si instaureranno i principi dell'armonia e dell'unità.

L'inno di chiusura è invece scritto in re bemolle maggiore, la tonalità dell'onda di vita ariana, che è la più avanzata delle dodici, inclusa la nostra e questo porta gli ascltatori innanzi al Trono di Dio. È quindi da meravigliarsi se Max Heindel, che ben conosceva tutto ciò, richiese che i partecipanti lasciassero la cappella in silenzio, onde non disturbare con inutili chiacchere le elevate vibrazioni a cui i veicoli superiori erano ancora sottoposti.


Graffa Graffa

La Preghiera up.jpg

La Preghiera dei Rosacroce, così come il Simbolo e gli Inni, è stata ispirata dai Fratelli Maggiori dell'Ordine Rosacroce, e pertanto deve essere considerata pregna di insegnamenti. Per farne una interpretazione il più fedele possibile useremo una traduzione recente della preghiera originale che, in lingua inglese, viene proposta dalla Sede centrale di Oceanside. In questo modo avremo modo di meglio comprendere alcuni dettagli e alcune sfumature degne della nostra riverente attenzione.

Non ti chiediamo più luce o Signore, ma occhi per vedere ciò che è;

Non canti più dolci, ma orecchie per udire le presenti melodie;

Non più energia, ma come utilizzare il potere che già possediamo;

Non maggior amore, ma la capacità di mutare uno sguardo corrucciato in una carezza;

Non maggior gioia, ma come percepire vicina la tua gentile presenza;

Per dare agli altri tutto ciò che possediamo, in coraggio ed ottimismo.

Non ti chiediamo altre cose, o Signore solo quella saggezza necessaria per comprendere come meglio utilizzare i doni preziosi da Te ricevuti.

Concedici di dominare tutte le paure, di conoscere tutte le sante gioie, di essere gli amici che vorremmo essere, di parlare delle verità che conosciamo, di amare ciò che è puro e di cercare ciò che è buono.

E di lavorare con il massimo impegno per elevare tutte le anime, affinché abitino nell'armonia e nella luce perfetta della libertà.


Interpretazione della preghiera a cura di Mario Rizzi.

Non ti chiediamo più luce o Signore, ma occhi per vedere ciò che è;

Quante volte guardiamo ma non vediamo, sta scritto nel Vangelo: "Come potrete vedere Dio che non ha un corpo quando non riuscite a scorgerlo nel volto dei vostri simili?". Tutto ciò che ci circonda parla di Dio, dal fiore più bello al miserabile che mendica un pezzo di pane. Il male, sottolinea spesso Max Heindel, è solo uno strumento per realizzare il bene. Dietro l'ombra più nera possiamo infatti trovare la luce più fulgida; è perciò giusto chiedere a Dio la grazia di saper vedere la realtà delle cose; di riconoscere la sua presenza in tutto ciò che i nostri occhi sono in grado di vedere (e che esiste) perché Lui lo ha creato e lo mantiene in continua esistenza.

Non canti più dolci, ma orecchie per udire le presenti melodie;

Nel caos dei rumori moderni: musiche assordanti, richiami pubblicitari, motori e tutto ciò che fa parte del mondo acustico dei nostri tempi, è assai difficile ritrovare la dolce melodia di un ruscello di campagna o delle fronde agitate da una brezza leggera. Le chiari, dolci e fresche acque del poverello di Assisi sono ormai lontane, così come i pascoli tranquilli del Salmo 23. Chiedere al Signore la capacità di udire ancora le eterne melodie è perciò una richiesta quanto mai urgente ed attuale.

Un vecchio adagio dice "Dio ti aiuta... Ma tu rema verso la riva". Noi per primi dovremmo perciò cercare un attimo di pace, in cui rifugiarci, per trovare nel silenzio interiore del nostro cuore quella tranquillità in cui Dio stesso possa parlarci, e farci sentire la sua amorevole presenza e le sue eterne melodie.

Non più energia, ma come utilizzare il potere che già possediamo;

Quante volte ci sentiamo deboli, o non ancora pronti, per entrare a far parte degli operai nella vigna del Signore? Tante volte, purtroppo, questi sono soltanto degli alibi creati dalla mente che vuole in questo modo coprire la nostra profonda paura di assumerci delle responsabilità in prima persona. San Francesco ben sottolinea che è solo dando che si riceve. Se vogliamo la forza noi per primi dobbiamo sostenere chi è più debole di noi.

Soltanto in questo modo potremo portare in manifestazione il vero potere in noi: la fede in Dio. Con questa fede, è una affermazione di Gesù, non solo avremo più energia ma potremo arrivare a smuovere anche le montagne.

Non maggior amore, ma la capacità di mutare uno sguardo corrucciato in una carezza;

Questa è una frase che merita un'attenzione particolare; qui il tema trattato comprende sia la consapevolezza che la comprensione. Consapevolezza dei nostri stati d'animo in modo che ogni volta che ci dovessimo trovare con il volto scuro l'amore del Cristo ci possa guidare e trasformare il nostro cipiglio in una frase od un gesto cortese.

Comprensione, invece, per chi ha uno sguardo corrucciato nei nostri confronti. Se siamo colpevoli che il Signore ci doni l'umiltà di saper chiedere scusa; se non lo siamo, che muova le nostre labbra affinché le nostre parole, ricolme di amore, riportino la pace nel cuore di colui che vuol farci del male.

Non maggior gioia, ma come percepire vicina la tua gentile presenza;

Nessuna gioia proposta dal mondo materiale è sicura e durevole. I poveri sono convinti che il danaro dia la felicità e così tutti coloro che mancano di qualcosa credono che se la potessero possedere sarebbero felici. Ciò non è assolutamente vero; basta infatti guardarsi intorno in modo sincero ed obiettivo per vedere quanto avesse ragione Gesù quando disse: "Cercate prima il Regno dei cieli e tutto il resto vi sarà dato in sovrappiù".
Le gioie più grandi provengono infatti da una mente serena ed uno spirito appagato di vivere secondo le leggi divine. Chi vive in questo modo sente il Signore vicino ed il suo spirito si ritrova più prossimo alla sua dimora originale, la dimora celeste che ha abbandonato per poter iniziare la sua evoluzione individuale.

Per dare agli altri tutto ciò che possediamo, in coraggio ed ottimismo.

Se riusciamo a sentire il Signore presente in noi diventa spontaneo riconoscere la nostra unione spirituale anche con tutti gli altri esseri umani. Lui è la vita e noi siamo i tralci. Ciò che di buono risiede in noi è un suo dono ed è giusto chiedere di saperlo offrire, in modo indiscriminato ed altruistico. Offriamo perciò il nostro coraggio a chi langue ed il nostro ottimismo a chi è senza speranza.
Il Signore stesso userà queste nostre offerte come un canale per rendere più leggera la loro sofferenza fisica o la miseria spirituale che ne raggela il cuore, ottenebrandone la mente.

Non ti chiediamo altre cose, o Signore solo quella saggezza necessaria per comprendere come meglio utilizzare i doni preziosi da Te ricevuti.

Veramente noi abbiamo ricevuto tanti doni dal Signore. Purtroppo ciò che viene maggiormente sottolineato è la redenzione del genere umano, ma quanti altri doni, su base prettamente individuale, possiamo noi annoverare. Se la parte istintiva in noi, con il suo gravame di egoismo e selvagge passioni non fosse continuamente illuminata dalla luce del Cristo, quale speranza potremmo noi coltivare di poter un giorno abbandonare questo corpo di carne come già gemette san Paolo?.

Ogni nostra buona qualità scaturisce dal Cristo in noi. Ogni nostra virtù è solo un suo modo dinamico di influenzare la nostra vita. Questa richiesta è perciò giusta e motivata. Facciamola in ginocchio, umilmente e con il cuore colmo di riconoscenza, ben sapendo che non saremo mai in grado di ripagare, neppure in parte, ciò che ci è stato così generosamente donato.

Concedici di dominare tutte le paure, di conoscere tutte le sante gioie, di essere gli amici che vorremmo essere, di parlare delle verità che conosciamo, di amare ciò che è puro e di cercare ciò che è buono.

Si, o Signore, concedici di dominare le paure che ci fanno trovare alibi su alibi per non prestare l'aiuto che dovremmo nel modo che tu ci hai insegnato. Concedici di dare l'amicizia come tu l'hai data a noi e non tingendola di egoismo od opportunismo. Concedici il coraggio di parlare di Te e delle verità che ci hai concesso di conoscere.

Guida i nostri sentimenti affinché diretti dalla tua saggezza sappiamo prima distinguere, e poi amare ciò che è veramente puro e divinamente buono. Fa' che la nostra mente non ci inganni e che non ci porti a false considerazioni e ad errate decisioni, siano esse mentali o sentimentali.

E di lavorare con il massimo impegno per elevare tutte le anime, affinché abitino nell'armonia e nella luce perfetta della libertà.

Qui è opportuno sottolineare che la preghiera presenta una richiesta accorata per essere resi partecipi del grande lavoro attuato dai Fratelli Maggiori a favore dell'umanità. Con questa richiesta vengono sottintese le attività di diffusione degli Insegnamenti e di tutto quanto può aiutare le anime nel loro difficile cammino sul sentiero dell'evoluzione.

Noi che abbiamo ricevuto degli Insegnamenti veri e profondi, in grado di fornire le risposte a cui anelano tante persone intelligenti confuse per i moderni dilemmi esistenziali, abbiamo il sacrosanto dovere di diffonderli, con parole e con stampati, affinché il messaggio sia proposto su ampia scala a beneficio del maggior numero di persone.

È ovvio che non tutti sono in grado di tenere conferenze o animare delle serate intese a coinvolgere chi è "pronto" ai nostri Insegnamenti. Vi sono però molti altri modi per offrire una opportunità in questo riguardo. Presso la segreteria vi sono molti libri tradotti in italiano e diversi pieghevoli adatti per delle proposte non impegnative. Perché non richiederne alcuni e tenerli sempre a portata di mano? sarebbe un modo semplice ed efficace per aiutare il Signore ad esaudire questa nostra ultima richiesta.

Possano le richieste formulate in questa preghiera aiutarci a far fiorire le Rose sulle nostre Croci.

Riferimenti Bibliografici up.jpg
  1. Max Heindel, La Cosmogonia dei Rosacroce.
  2. The Rosicrucian Emblem. - Rosicucian Fellowship Oceanside, CA, USA.
  3. Interpretation of Rosicrucian Fellowship Hymns. Rosicrucian Fellowship Ocenside, CA, USA.

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GRUPPO STUDI ROSACROCIANI di PADOVA
Centro Autorizzato della Rosicrucian Fellowship - Oceanside, California.
Centro Promotore della "Comunità Rosa+Croce Internazionale".