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THE ROSICRUCIAN FELLOWSHIP (2/2)Sommario
INNI E SIMBOLISMI ROSACROCIANIIl Motto (1)
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| SEGNO ZOD. | PIANETA | TONALITÀ | GERARCHIA CREATIVA |
|---|---|---|---|
| Ariete | Marte | Re bem. mag. | non conosciuta |
| Toro | Venere | Mi bem. mag. | non conosciuta |
| Gemelli | Mercurio | Fa die. mag. | Serafini |
| Cancro | Luna | La bem. mag. | Cherubini |
| Leone | Sole | Si bem. mag. | Signori della fiamma |
| Vergine | Mercurio | Do mag. | Signori della sapienza |
| Bilancia | Venere | Re mag. | Signori dell'individualità |
| Scorpione | Marte | Mi mag. | Signori della forma |
| Sagittario | Giove | Fa mag. | Signori della mente |
| Capricorno | Saturno | Sol mag. | Arcangeli |
| Acquario | Urano | La mag. | Angeli |
| Pesci | Nettuno | Si mag. | Umanità |
Si comprenderà ora perché l'inno di apertura è stato scritto in re maggiore. L'uomo, sentendo questa tonalità, è portato a rispondere all'amore di Venere e, nel tempo, nel suo carattere si instaureranno i principi dell'armonia e dell'unità.
L'inno di chiusura è invece scritto in re bemolle maggiore, la tonalità dell'onda di vita ariana, che è la più avanzata delle dodici, inclusa la nostra e questo porta gli ascltatori innanzi al Trono di Dio. È quindi da meravigliarsi se Max Heindel, che ben conosceva tutto ciò, richiese che i partecipanti lasciassero la cappella in silenzio, onde non disturbare con inutili chiacchere le elevate vibrazioni a cui i veicoli superiori erano ancora sottoposti.
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La Preghiera dei Rosacroce, così come il Simbolo e gli Inni, è stata ispirata dai Fratelli Maggiori dell'Ordine Rosacroce, e pertanto deve essere considerata pregna di insegnamenti. Per farne una interpretazione il più fedele possibile useremo una traduzione recente della preghiera originale che, in lingua inglese, viene proposta dalla Sede centrale di Oceanside. In questo modo avremo modo di meglio comprendere alcuni dettagli e alcune sfumature degne della nostra riverente attenzione.
Non ti chiediamo più luce o Signore, ma occhi per vedere ciò che è;
Non canti più dolci, ma orecchie per udire le presenti melodie;
Non più energia, ma come utilizzare il potere che già possediamo;
Non maggior amore, ma la capacità di mutare uno sguardo corrucciato in una carezza;
Non maggior gioia, ma come percepire vicina la tua gentile presenza;
Per dare agli altri tutto ciò che possediamo, in coraggio ed ottimismo.
Non ti chiediamo altre cose, o Signore solo quella saggezza necessaria per comprendere come meglio utilizzare i doni preziosi da Te ricevuti.
Concedici di dominare tutte le paure, di conoscere tutte le sante gioie, di essere gli amici che vorremmo essere, di parlare delle verità che conosciamo, di amare ciò che è puro e di cercare ciò che è buono.
E di lavorare con il massimo impegno per elevare tutte le anime, affinché abitino nell'armonia e nella luce perfetta della libertà.
Non ti chiediamo più luce o Signore, ma occhi per vedere ciò che è;
Quante volte guardiamo ma non vediamo, sta scritto nel Vangelo: "Come potrete vedere Dio che non ha un corpo quando non riuscite a scorgerlo nel volto dei vostri simili?". Tutto ciò che ci circonda parla di Dio, dal fiore più bello al miserabile che mendica un pezzo di pane. Il male, sottolinea spesso Max Heindel, è solo uno strumento per realizzare il bene. Dietro l'ombra più nera possiamo infatti trovare la luce più fulgida; è perciò giusto chiedere a Dio la grazia di saper vedere la realtà delle cose; di riconoscere la sua presenza in tutto ciò che i nostri occhi sono in grado di vedere (e che esiste) perché Lui lo ha creato e lo mantiene in continua esistenza.
Non canti più dolci, ma orecchie per udire le presenti melodie;
Nel caos dei rumori moderni: musiche assordanti, richiami pubblicitari, motori e tutto ciò che fa parte del mondo acustico dei nostri tempi, è assai difficile ritrovare la dolce melodia di un ruscello di campagna o delle fronde agitate da una brezza leggera. Le chiari, dolci e fresche acque del poverello di Assisi sono ormai lontane, così come i pascoli tranquilli del Salmo 23. Chiedere al Signore la capacità di udire ancora le eterne melodie è perciò una richiesta quanto mai urgente ed attuale.
Un vecchio adagio dice "Dio ti aiuta... Ma tu rema verso la riva". Noi per primi dovremmo perciò cercare un attimo di pace, in cui rifugiarci, per trovare nel silenzio interiore del nostro cuore quella tranquillità in cui Dio stesso possa parlarci, e farci sentire la sua amorevole presenza e le sue eterne melodie.
Non più energia, ma come utilizzare il potere che già possediamo;
Quante volte ci sentiamo deboli, o non ancora pronti, per entrare a far parte degli operai nella vigna del Signore? Tante volte, purtroppo, questi sono soltanto degli alibi creati dalla mente che vuole in questo modo coprire la nostra profonda paura di assumerci delle responsabilità in prima persona. San Francesco ben sottolinea che è solo dando che si riceve. Se vogliamo la forza noi per primi dobbiamo sostenere chi è più debole di noi.
Soltanto in questo modo potremo portare in manifestazione il vero potere in noi: la fede in Dio. Con questa fede, è una affermazione di Gesù, non solo avremo più energia ma potremo arrivare a smuovere anche le montagne.
Non maggior amore, ma la capacità di mutare uno sguardo corrucciato in una carezza;
Questa è una frase che merita un'attenzione particolare; qui il tema trattato comprende sia la consapevolezza che la comprensione. Consapevolezza dei nostri stati d'animo in modo che ogni volta che ci dovessimo trovare con il volto scuro l'amore del Cristo ci possa guidare e trasformare il nostro cipiglio in una frase od un gesto cortese.
Comprensione, invece, per chi ha uno sguardo corrucciato nei nostri confronti. Se siamo colpevoli che il Signore ci doni l'umiltà di saper chiedere scusa; se non lo siamo, che muova le nostre labbra affinché le nostre parole, ricolme di amore, riportino la pace nel cuore di colui che vuol farci del male.
Non maggior gioia, ma come percepire vicina la tua gentile presenza;
Nessuna gioia proposta dal mondo materiale è sicura e durevole. I poveri sono convinti che il danaro dia la felicità e così tutti coloro
che mancano di qualcosa credono che se la potessero possedere sarebbero felici. Ciò non è assolutamente vero; basta infatti guardarsi intorno
in modo sincero ed obiettivo per vedere quanto avesse ragione Gesù quando disse: "Cercate prima il Regno dei cieli e tutto il resto vi sarà
dato in sovrappiù".
Le gioie più grandi provengono infatti da una mente serena ed uno spirito appagato di vivere secondo le leggi divine. Chi vive in questo modo
sente il Signore vicino ed il suo spirito si ritrova più prossimo alla sua dimora originale, la dimora celeste che ha abbandonato per poter
iniziare la sua evoluzione individuale.
Per dare agli altri tutto ciò che possediamo, in coraggio ed ottimismo.
Se riusciamo a sentire il Signore presente in noi diventa spontaneo riconoscere la nostra unione spirituale anche con tutti gli altri
esseri umani. Lui è la vita e noi siamo i tralci. Ciò che di buono risiede in noi è un suo dono ed è giusto chiedere di saperlo offrire,
in modo indiscriminato ed altruistico. Offriamo perciò il nostro coraggio a chi langue ed il nostro ottimismo a chi è senza speranza.
Il Signore stesso userà queste nostre offerte come un canale per rendere più leggera la loro sofferenza fisica o la miseria spirituale
che ne raggela il cuore, ottenebrandone la mente.
Non ti chiediamo altre cose, o Signore solo quella saggezza necessaria per comprendere come meglio utilizzare i doni preziosi da Te ricevuti.
Veramente noi abbiamo ricevuto tanti doni dal Signore. Purtroppo ciò che viene maggiormente sottolineato è la redenzione del genere umano, ma quanti altri doni, su base prettamente individuale, possiamo noi annoverare. Se la parte istintiva in noi, con il suo gravame di egoismo e selvagge passioni non fosse continuamente illuminata dalla luce del Cristo, quale speranza potremmo noi coltivare di poter un giorno abbandonare questo corpo di carne come già gemette san Paolo?.
Ogni nostra buona qualità scaturisce dal Cristo in noi. Ogni nostra virtù è solo un suo modo dinamico di influenzare la nostra vita. Questa richiesta è perciò giusta e motivata. Facciamola in ginocchio, umilmente e con il cuore colmo di riconoscenza, ben sapendo che non saremo mai in grado di ripagare, neppure in parte, ciò che ci è stato così generosamente donato.
Concedici di dominare tutte le paure, di conoscere tutte le sante gioie, di essere gli amici che vorremmo essere, di parlare delle verità che conosciamo, di amare ciò che è puro e di cercare ciò che è buono.
Si, o Signore, concedici di dominare le paure che ci fanno trovare alibi su alibi per non prestare l'aiuto che dovremmo nel modo che tu ci hai insegnato. Concedici di dare l'amicizia come tu l'hai data a noi e non tingendola di egoismo od opportunismo. Concedici il coraggio di parlare di Te e delle verità che ci hai concesso di conoscere.
Guida i nostri sentimenti affinché diretti dalla tua saggezza sappiamo prima distinguere, e poi amare ciò che è veramente puro e divinamente buono. Fa' che la nostra mente non ci inganni e che non ci porti a false considerazioni e ad errate decisioni, siano esse mentali o sentimentali.
E di lavorare con il massimo impegno per elevare tutte le anime, affinché abitino nell'armonia e nella luce perfetta della libertà.
Qui è opportuno sottolineare che la preghiera presenta una richiesta accorata per essere resi partecipi del grande lavoro attuato dai Fratelli Maggiori a favore dell'umanità. Con questa richiesta vengono sottintese le attività di diffusione degli Insegnamenti e di tutto quanto può aiutare le anime nel loro difficile cammino sul sentiero dell'evoluzione.
Noi che abbiamo ricevuto degli Insegnamenti veri e profondi, in grado di fornire le risposte a cui anelano tante persone intelligenti confuse per i moderni dilemmi esistenziali, abbiamo il sacrosanto dovere di diffonderli, con parole e con stampati, affinché il messaggio sia proposto su ampia scala a beneficio del maggior numero di persone.
È ovvio che non tutti sono in grado di tenere conferenze o animare delle serate intese a coinvolgere chi è "pronto" ai nostri Insegnamenti. Vi sono però molti altri modi per offrire una opportunità in questo riguardo. Presso la segreteria vi sono molti libri tradotti in italiano e diversi pieghevoli adatti per delle proposte non impegnative. Perché non richiederne alcuni e tenerli sempre a portata di mano? sarebbe un modo semplice ed efficace per aiutare il Signore ad esaudire questa nostra ultima richiesta.
Possano le richieste formulate in questa preghiera aiutarci a far fiorire le Rose sulle nostre Croci.
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GRUPPO STUDI ROSACROCIANI di PADOVA Centro Autorizzato della Rosicrucian Fellowship - Oceanside, California. Centro Promotore della "Comunità Rosa+Croce Internazionale". |