"MENTE SERENA" N. 3
Un percorso per conoscere se stessi e gli altri
Sommario percorso

Un bel giorno d'estate, mentre una rana stava prendendo il sole
sulla riva di uno stagno, le si avvicinò uno scorpione.
"Buon giorno, disse la rana allo scorpione, desideri
qualcosa?".
"Sì, rispose lo scorpione, ho saputo che sei molto gentile.
Mi porteresti sull'altra riva dove ho un importante affare da
sbrigare... sai io non so nuotare..."
"Neanche per sogno, rispose la rana, qualche tempo fa uno
scorpione come te ha chiesto ad una mia amica di portarla
sull'altra riva e quando sono giunti in mezzo allo stagno l'ha
punta; così sono affogati tutti e due".
"Pensi che sia matto?, incalzò lo scorpione, ti prego, fai
la brava, in cambio ti posso dare 100.000 denari". La cifra
era alta e la rana acconsentì. Si mise sulle spalle lo scorpione
e nuotando a rana iniziò la traversata dello stagno.
Quando furono a metà traversata lo scorpione non seppe
resistere, punse la rana che, avvelenata, cominciò ad affondare
nello stagno. La rana, poveretta, con quel filo di voce che le
restava, trovò la forza di chiedere allo scorpione: "Ma
perché mi hai punto? Ora dovremo morire tutti e due". Lo
scorpione, boccheggiando, rispose tristemente: "Mi spiace ma
non ne ho potuto fare a meno. Sai... io sono fatto così!".
Eric Berne è uno psicologo contemporaneo. Il suo grande merito
è quello di aver elaborato un sistema di psicologia altamente
semplificato che può essere insegnato a tutti, adolescenti
compresi. La sua linea psicologica prende il nome di
"Analisi Transazionale" per il fatto che si interessa
dei meccanismi con cui gli individui interagiscono tra loro;
meccanismi da lui definiti "transazioni".
Per transazione, pertanto, si indica qualsiasi scambio che
avviene tra due o più persone: un dialogo è una serie di
transazioni, così come lo può essere uno scambio di gesti di
affetto.
L'Analisi Transazionale prende in considerazione queste
"transazioni", con particolar riguardo a quelle
verbali, e ne deduce delle informazioni sulle quali è possibile
basarsi per una eventuale terapia (o autoterapia), rivolta ad
eliminare i vari elementi che possono risultare disturbanti nella
vita psichica o affettiva di un individuo.
Tutto il mondo è un palcoscenico e tutti gli uomini
non sono che attori, essi entrano ed escono; ed ogni uomo, nel suo tempo,
recita molte parti (Shakespeare
Nel volume "L'assassinio di Cristo", William Reich
scrive che gli uomini, da tempi immemorabili, nascono in una
"gabbia" di cui, a causa dell'abitudine, non vedono
più nemmeno le parti. In questa gabbia ognuno cerca di fare il
meglio che può, i musicisti la inondano di musica, i pittori ne
riempiono di quadri le pareti, i negri ci cantano gli struggenti
spirituals ed ognuno si ingegna di fare la sua parte.
Dal comportamento dipende la sopravvivenza. Questo vale per tutti
gli esseri viventi però l'uomo, a differenza dell'animale, può
cambiare l'ambiente in cui vive usando la sua intelligenza ed il
suo ingegno.
La stessa intelligenza, che per tanti motivi è utile e
necessaria, ha però sopito nell'uomo la saggezza istintiva. Egli
necessita perciò di esempi, ed insegnamenti, per poter acquisire
le modalità di comportamento che utilizzerà poi nel corso della
vita.
Questo fatto crea delle serie problematiche perché non sempre i
genitori, e gli educatori vari, sono in grado di fornire
l'esempio più corretto, od i più saggi insegnamenti. Nella
pagina precedente questo fatto viene chiaramente espresso e
porta, necessariamente, a delle amare riflessioni.
Il comportamento è pertanto la somma delle influenze, dei
messaggi e delle esperienze, che ciascuno di noi ha catalogato
dalla nascita in poi. Buona parte delle azioni che compiamo sono
perciò automatiche anche se pensiamo di farle in completa
consapevolezza e con la autodeterminazione più assoluta.
Quanto segue rappresenta un'analisi di alcuni dei comportamenti
automatici, delle ragioni che li hanno instaurati e dei motivi
che li mettono in azione. Vedremo pertanto le "tre posizioni
esistenziali"; i "tre ruoli fondamentali" che
l'uomo può recitare sul grande palcoscenico della vita; i
"giochi psicologici" che egli attua per certe finalità
ed i "copioni" che egli recita per ottenere ciò che
vuole o semplicemente per sopravvivere.
Una attenta lettura di quanto segue, ed un'onesto esame del
proprio modo di agire, potranno certamente aiutare a raggiungere
un modo di vivere più libero, più sereno e decisamente
migliore.
I bambini piccoli sono particolarmente aperti a tutti i tipi di
influenze. Il "tocco" nelle prime 6 settimane di vita,
ed anche dopo in misura minore, rappresenta un elemento molto
importante per creare nel bimbo un atteggiamento di sicurezza e
fiducia. In seguito, con l'educazione, i bimbi vengono per così
dire "programmati" e perdono in parte la loro
sensibilità.
I bimbi sono molto aperti e percepiscono i messaggi relativi a
loro stessi ed al loro valore nelle prime esperienze di vita che
consistono nell'essere toccati od essere ignorati dagli altri.
Assai presto imparano a guardare le espressioni dei volti ed a
rispondere ad esse così come accade per il tocco ed i suoni.
Un bimbo che viene accarezzato ed a cui si parla dolcemente
riceve perciò dei messaggi ben diversi di uno che viene ignorato
o trattato malamente. Un bimbo che riceve pochi tocchi e poche
attenzioni può, ad esempio, arrivare alla conclusione di essere
una nullità e comunque qualcosa di non valido. Questo porterà
in lui la sensazione di essere non a posto, in inglese NON OK.
La prima cosa che un bimbo, già nei primi anni, decide
confrontandosi con gli adulti è quale delle seguenti posizioni
esistenziali ricoprirà nella vita:
- Io non sono ok, gli altri sì
- Io sono ok, gli altri no
- Io non sono ok, gli altri neppure
- Io sono ok, anche gli altri lo sono
Il bimbo, pertanto, deciderà di assumere una posizioni che sarà
dominante nel suo carattere, mentre le altre, pur coesistendo,
avranno un peso minore.
Va notato che l'atteggiamento universale nella primissima
infanzia è quello "Io non sono ok, gli altri sono ok".
Questo accade perchè il bambino, a causa della sua situazione di
dipendenza, si considera inevitabilmente inferiore alle figure
adulte che lo circondano. Il bimbo, crescendo ed osservando
coloro che lo circondano, potrà cambiare oppure no la sua
posizione ed, eventualmente, accettarne una migliore o peggiore.
Vediamo ora il carattere di una persona quando ha assunto una
delle posizioni esistenziali:
- 1. Io non sono Ok, gli altri sì
Questa persona si sente inferiore agli altri e tenderà alla
depressione; in effetti è ancora nella medesima posizione della
sua primissima infanzia.
- 2. Io sono Ok, gli altri no.
È la persona che biasima gli altri per le sue miserie. Questa
posizione viene assunta dai bambini malmenati brutalmente che
arrivano a concludere "Se mi lasciano solo sto benissimo, io
non ho bisogno di nessuno, lasciatemi solo". Di solito
questa posizione è sorretta da odio anche se ben celato; spesso
ne fanno parte i delinquenti, i fanatici ed i criminali.
- 3. Io non sono Ok, gli altri neppure.
Questa persona non ha alcun interesse nella vita, ne sono un
esempio gli abulici. È un posizione assunta da coloro che non
hanno avuto calore e attenzione nei primi mesi ed al loro posto
hanno ricevuto rimproveri e percosse, magari anche dopo aver
compiuto il secondo anno di età.
- 4. Io sono Ok, anche gli altri lo sono
È la persona che si piace e che accetta gli altri come sono.
Mentre molti individui rimangono nella posizione "Io non
sono ok, gli altri sì" per tutta la vita, ve ne sono di
fortunati che furono aiutati dai genitori a superare questa
posizione esistenziale ed a raggiungere quella "Io sono ok,
gli altri sono ok".
Va notato che, mentre le prime tre posizioni sono acquisite nella
prima infanzia e a livello subconscio (in base alle esperienze
vissute), la quarta può essere acquisita anche da adulti
mediante una decisione cosciente. È la posizione migliore, ma
può essere accettata solo quando si dispone di un numero
notevole di informazioni su noi stessi e gli altri.

Queste posizioni non appaiono mai nello stato puro in quanto ogni
persona, seppur in modo percentuale, tende a collocarsi in almeno
tre di esse.
In effetti anche una persona "Io sono ok, tu sei ok"
difficilmente lo sarà in modo perfetto, ovvero al cento per
cento. Se potessimo osservarla nel corso della sua vita noteremmo
che in certi casi assumerà un atteggiamento di leggera
superiorità (Io sono ok, tu non sei ok) oppure di inferiorità
(Io non sono ok, tu sei ok). Sarà comunque difficile che arrivi
ad assumere la posizione "Io non sono ok, tu non sei
ok".
La posizione esistenziale di ogni persona la porterà ad una
serie di atteggiamenti e comportamenti la cui conoscenza può
essere di estrema utilità per comprendere come ella si ponga nei
confronti di se stessa, degli altri e della vita in generale.
La persona in una posizione "Io sono ok, tu sei ok"
sarà sempre in grado di offrire la sua massima stima e fiducia.
Ella considererà ogni individuo valutandone i pregi ed i
difetti; cercando in questo modo di comprendere, più che
giudicare, gli eventuali comportamenti aberrati.
Colui che si trova nella posizione "Io sono ok, tu non sei
ok" è chiaramente diffidente e cercherà in tutti i modi di
invalidare ogni consiglio, o suggerimento, che comporti un lavoro
da parte sua. Ciò che egli cerca, in fin dei conti, è la
convalida della sua posizione esistenziale. Il fatto di non
riuscire a risolvere i suoi problemi neppure seguendo i consigli
altrui non fa altro che rinforzare la sua posizione "Io sono
ok, ma tu no".
Al contrario di ciò che potrebbe apparire, la persona nella
posizione esistenziale "Io non sono ok, tu sei ok" non
è per niente facile da trattare. In un primo tempo si
presenterà a voi con un'atteggiamento di assoluta incompetenza e
sudditanza. Non fatevi ingannare, una conoscenza più
approfondita vi dimostrerà che ogni collaborazione, da voi
eventualmente richiesta, non sarà per nulla considerata.
Questo è il modo per suffragare la sua posizione esistenziale,
dopo tutto se riesce a scaricare qualche responsabilità su di
voi può chiamarvi in concorso di colpa e come dice il famoso
adagio: "Mal comune mezzo gaudio"
La persona che occupa l'ultima posizione esistenziale: "Io
non sono ok, tu non sei ok" è certamente la più difficile
da trattare. Difficilmente verrà da solo a chiedervi aiuto; la
maggior parte dei casi vi sarà stato costretto da coloro a cui
rende la vita insopportabile.
Quanto esaminato, è solo una parte di ciò che riguarda
l'Analisi Transazionale. Nelle prossime lettere continueremo il
nostro studio al fine di conoscerci meglio ed eventualmente
migliorare il nostro carattere.
Cerca di definire in quale posizione collocheresti le persone che
così si esprimono:
- Nei confronti di se stesse:
- Io, se mi metto, riesco a fare qualcosa di buono.
- Non sono capace di fare niente.
- Luigi è veramente in gamba, io, invece, non valgo nulla.
- Io non merito di vivere.
- Ce l'hanno tutti con me.
- Noi uomini siamo solo degli animali.
- Nei confronti degli altri:
- La gente è magnifica.
- Sei non ci fossi io questa famiglia andrebbe a rotoli.
- Tu che sei bravo, mi puoi dire come combattere la stitichezza?
- Cercano tutti di approffitarsi di me.
- Nessuno merita la mia fiducia.
- Tutti, in fondo, hanno qualcosa di buono.
- GLi esseri umani sono solo degli animali.
Prova a fare un esame di come ti comporti, per vedere in quale
percentuale sono presenti in te i tre atteggiamenti che abbiamo
esaminato.
>Può esserti utile, quando hai compreso quanta percentuale di
queste posizioni esistenziali sono presenti nel tuo carattere,
rappresentarle come fette di torta, dividendo un cerchio che hai
disegnato a questo scopo.
>Quindi osserva la fetta più grande e decidi se è il caso di
rivedere qualcosa del tuo comportamento oppure no. Ricorda che
ogni processo di crescita individuale inizia con la comprensione
che "noi", prima di tutti gli altri, dobbiamo cambiare
qualcosa della nostra vita.
Nelle prossime lettere continueremo il nostro studio al fine di
conoscerci meglio ed eventualmente migliorare il nostro carattere.
- E. Berne, Guida per il profano alla psichiatria e alla psicanalisi,
Edizioni Astrolabio, Roma, 1969.
- E. Berne, A che gioco giochiamo,
Edizioni Bompiani, Milano, 1982.
- D. Yongeward & M. James, "Winning with people."
Addison Wesley Publishing Company - Reading - Massachusetts - USA.
- Thomas A. Harris, Io sono OK, Tu sei OK.
Rizzoli Editore, Milano, 1974.
- Kahler & Capers, The Miniscript.
Transactional Analysis Journal, VI:1 - January 1974.
- Wilhelm Reich, L'assassinio di Cristo.
Sugar Editore, Milano, 1972.
- Thomas A. Harris, Io sono OK, Tu sei OK.
Rizzoli Editore, 1974.
- E. Berne, A che gioco giochiamo.
Edizioni Bompiani, Milano, 1982.