"MENTE SERENA" N. 4
Un percorso per conoscere se stessi e gli altri
Sommario percorso

Durante la fase iniziale dell'elaborazione dell'Analisi
Transazionale, Eric Berne ebbe modo di notare come le persone
cambino il loro atteggiamento più volte nel corso di una
giornata. Sembrava quasi che in loro si alternassero dei diversi
stati mentali, proprio come se delle "persone diverse"
prendessero il controllo della loro personalità. Iniziò perciò
a definire questi stati, che in ogni istante, controllano il
pensiero e le azioni di ognuno di noi, con il nome di:
"Genitore", "Adulto" e "Bambino".
Le indagini, fatte in seguito, hanno confermato che ogni persona
porta in sé questi tre stati, che rappresentano la sua
personalità ed suoi genitori, nei primi cinque anni della sua
vita.
Pertanto, nel corso del nostro studio, le parole
"Genitore", "Adulto" e "Bambino"
non indicheranno un papà, un uomo che ha compiuto i 18 anni ed
un bambino piccolino, bensì delle condizioni mentali che ora
andremo ad analizzare.
Gli strumenti della mente diventano ceppi,
quando l'ambiente che li ha resi necessari
ha cessato di esistere (Henry Bergson).
Il "Genitore", può essere considerato un grande
registratore a nastro magnetico dove, nei primissimi anni di
vita, sono stati memorizzati i messaggi (amorevoli, critici,
invalidanti, lusinghieri, ecc.) ricevuti da parte dei genitori ed
educatori.
Alcuni di tali messaggi, dal profondo della mente, hanno ancora
un effetto quando la persona diventa adulta e possono alterarne
il comportamento ed il modo di vedere le cose.
Solitamente i messaggi di papà tendono ad essere registrati come
"Genitore Critico" e quelli di mamma come
"Genitore amorevole", pertanto i messaggi che abbiamo
registrato si possono classificare in queste due grandi
categorie:
a) Genitore Critico (ordini o invalidazioni): Sei uno stupido -
Non sei capace di far niente - Stai attento - Evita di parlare -
Mangia la minestra che fa bene - Gli uomini non piangono mai -
Sei apprezzato solo se sei ricco - ecc.
b) "Genitore amorevole" (supporto amorevole): Hai
ragione, tua sorella è proprio cattiva. - Poverino, cosa c'è
che non va? - Quando stai male ti voglio più bene - Non andare
con i compagni, non vedi che rimango sola? - Come farò senza di
te? - ecc.
Se stiamo attenti a ciò che generalmente diciamo ai nostri figli
scopriremo che, tutto sommato, usiamo le stesse frasi che sono
state dette a noi tanti anni fa. È la parte "Genitore"
in noi che le ripete inalterate nel tempo.
Va sottolineato che tutto ciò che una persona pensa di
negativo sul suo conto gli è stato detto da altri, infatti, se
una persona fosse sola al mondo non penserebbe certamente di
avere qualche aspetto negativo. Pertanto ogni idea di questo tipo
ha le sue radici nel Genitore Critico e non dovrebbe essere
ascoltata. Questo è un fatto su cui dovrebbero riflettere tutti
coloro che soffrono per qualche complesso di inferiorità.
Se mi tocchi dolcemente,
Se mi guardi e mi sorridi,
Se qualche volta mi ascolti prima di parlare,
Allora io crescerò, veramente crescerò. (Bradley -9 anni).
Il "Bambino" è la parte pura ed istintiva in ciascuno
di noi. È la parte che, nello stato libero e naturale, desidera
affetto, ama giocare e inventare. Il Bambino allo stato naturale
è anche capace di esternare i suoi sentimenti in piena libertà:
ride, piange, si lamenta, corre, gioca, inventa qualcosa o fa il
sentimentale in modo del tutto privo da timori o tabù.
Ogni bimbo che nasce è interamente nello stato "libero e
naturale". Questo comporta che, crescendo, dovrà
necessariamente scontrarsi con gli adulti che non accetteranno
tutto ciò che lui vuol fare od avere. Da questo fatto nasceranno
pianti, urli e magari capricci. Questo modo di agire, ovviamente,
dovrà essere corretto perché nella vita sociale non ci si può
comportare in modo selvaggio. Subentrerà, perciò, l'azione del
"Genitore" che porrà dei limiti alla libertà del
"Bambino naturale".
Questi limiti, all'inizio, sono generalmente posti con dolcezza.
Purtroppo però, non sempre la dolcezza risulta efficace,
subentreranno allora minacce e punizioni. Tutto questo, seppur
criticabile, è necessario per educare il bimbo a comportarsi
"bene" nell'ambiente sociale e famigliare. Il risultato
di questa educazione, come si chiama normalmente, è un
adattamento del bambino agli schemi sociali.
Risulta ovvio come, dopo questo adattamento, solo una parte del
Bambino sarà rimasta libera e naturale perché alcune sue azioni
o modi di esprimersi saranno stati limitati. Possiamo perciò
dire che in ognuno di noi vi è un "Bambino libero" ed
un "Bambino adattato".
Il Bambino libero è ancora capace di agire in piena libertà
mentre il Bambino adattato, nelle sue azioni, segue degli schemi
ben precisi che, in altri termini, potremo chiamare
"condizionamenti". Questi condizionamenti sono tanto
maggiori quanto più i suoi genitori sono stati severi ed
autoritari.
Molte persone potrebbero applicarsi con successo ad attività
artistiche se il loro Genitore Critico non avesse bloccato il
loro Bambino mentre, nella prima infanzia, si esprimeva in modo
libero e naturale.
Uno dei modi peggiori di condizionare un bimbo consiste nel
"doppio vincolo": un'azione che, qualora ripetuta, è
in grado di creare un conflitto assai profondo nella sua
personalità. Il "doppio vincolo" consiste di una frase
in cui vengono affermate due cose di cui, la seconda è in netta
contraddizione logica con la prima. Esempio: "Ti voglio
molto bene, per questo ti punisco", "Se lo fai ancora
ti punirò duramente, ma non dovrai considerarla come
punizione".
Tra la parte "Bambino" di una persona ed i messaggi del
"Genitore", si sviluppa nel tempo un mediatore logico e
razionale che prende il nome di Adulto.
In ogni individuo compaiono queste differenti stati mentali o
personalità, che possono essere più o meno sviluppate. Vi sono
persone con un Genitore Critico molto grande ed un Bambino
Naturale molto piccolo (sono serie, critiche, dure e
autoritarie). Ve ne sono altre con un Bambino Naturale molto
grande, un Genitore Critico piccolo ed un Adulto inesistente
(sono gli irresponsabili che corrono dietro ad ogni tipo di
desiderio).
Le persone equilibrate hanno un Bambino Naturale abbastanza
grande, un Adulto che funziona ed un Genitore che offre messaggi
utili per affrontare responsabilmente la vita quotidiana. Questi
individui sono capaci di vedere come stanno realmente le cose e
comportarsi di conseguenza.
Genitore critico:
Devi, Non devi - Se io fossi in te... - Non farlo mai più -
Continua così e andrai all'inferno - Tu sei cattivo (stupido,
ignorante, ecc.) - Non disturbare - Tu sei una maledizione per
tutti noi - ecc.
Genitore amorevole:
Che cosa penseranno i vicini? - Attento al freddo! - Senza di te
non so che cosa farei? - Tu si che sei bravo, invece tua
sorella... - Tu sei una benedizione per tutti noi - ecc.
Bambino Naturale:
Non voglio! - È mio! - Ho paura! - Non l'ho fatto io! - Lo
voglio! - Dammelo! - È colpa sua! - Raccontami una storia. -
Voglio guardare la televisione. - ecc.
Bambino Adattato:
Per favore, mi presti la penna? - Buona sera come sta? - La
maestra mi ha dato un brutto voto, ha fatto bene perché non
avevo studiato. - Non mangio le caramelle perché lo zucchero
guasta i denti. - Potrei guardare la televisione per mezzora? -
ecc.
Adulto:
Quali sono i fatti? - Fammi capire bene come stanno le cose -
Quali sono le ragioni? - Hai fatto i dovuti controlli? -
L'incontro è martedì alle 14.00, vedrò di non mancare. - ecc.
Si supponga che in un ufficio arrivi un ragazza con una mini-minigonna.
Bambino Naturale: "Però... guarda che gambe!"
Genitore Critico: "Dovrebbero proibire certi vestiti in un
ufficio."
Genitore Amorevole: "Poverina, chissà come soffre il
caldo."
Adulto: "Penso che una gonna un po' più lunga sarebbe più
adatta".

Secondo l'Analisi Transazionale, i conflitti non sono altro che
la conseguenza di un'azione che il Bambino Naturale vuole
intraprendere e che il Genitore Critico blocca con messaggio
generalmente intimidatorio. Questo Genitore, alto quasi due
metri, è ancora lì, come tanti anni prima ad intimorire, il
"piccolo" bambino. Pertanto è ovvio che nell'animo di
questa persona nascano delle paure che si possono riassumere con
le frasi: "chissà cosa mi faranno", "chissà cosa
mi diranno", "e adesso cosa faccio?", "devo
stare attento perché, se sbaglio, me la faccio pagare!",
ecc.
Questo spiega perché alcune persone vanno in crisi quando devono
prendere una o più decisioni.
In una vita sana ed equilibrata, i messaggi del Genitore non
dovrebbero mai arrivare direttamente al Bambino ma passare per il
filtro dell'Adulto. È solo l'Adulto, che può fare un'attenta
valutazione e decidere al di fuori dei timori che risalgono alla
primissima infanzia.
La comprensione di queste paure è necessaria affinché l'Adulto
possa fare un attento esame della situazione attuale. Le paure di
un tempo, se non comprese ed eliminate, creano pericolosi
pregiudizi e possono portare ad azioni o giudizi fuori luogo.
I messaggi provenienti dal Genitore, sia esso Critico o
Amorevole, andrebbero sempre analizzati, T. Harris ha detto che
non vale la pena di basare la propria vita su un Genitore non
analizzato, potrebbe avere torto.
Chi lo desidera potrà fare un autoesame con le domande poste
nella lettera Pratica n. 4. Queste domande sono state studiate
per conoscere in che percentuale sono presenti in noi le
differenti "personalità".
Il risultato di questo esame potrebbe essere utile a coloro che
soffrono per problemi esistenziali (paure, pochi amici, pochi
interessi, paura del giudizio altri, complesso di persecuzione,
ecc.) al fine di comprendere se alcuni tratti della loro
personalità richiedono un cambiamento.

Istruzioni
- 1. Prepara un foglio di carta con disegnate cinque colonne verticali.
- 2. In alto, nella colonna più a sinistra, scrivi "GRUPPO 1", in quella dopo "GRUPPO 2",
e così di seguito per tutte le colonne.
- 3. Parti dal gruppo di domande n. 1 e rispondi a tutte
le domande. Somma i punti che hai guadagnato per ogni domanda e scrivili nella colonna
di quel gruppo.
- 4. Dopo aver risposto alle domande di tutti i gruppi passa al capitolo Valutazione.
Esempi pratici
- Supponiamo che stai rispondendo alle domande di un dato gruppo.
- Se rispondi "Mai" ad una domanda
non segnerai alcun punto.
- Se rispondi "Talvolta" ad una domanda
dovrai sommare 1 punto al totale di quel gruppo.
- Se rispondi "Sovente" ad una domanda
dovrai sommare 2 punti al totale di quel gruppo.
- Se rispondi "Sempre" ad una domanda
dovrai sommare 3 punti al totale di quel gruppo.
Gruppi di Domande
--- Gruppo n. 1 ---
- 1. Ritieni che le tue opinioni siano più vere di quelle degli altri?
- 4. Nelle discussioni cerchi di far prevalere il tuo parere?
- 7. Trovi che le cose una volta andassero meglio?
- 16. Ti sente critico nei confronti dei giovani?
- 21. Credi che la sofferenza sia una componente necessaria della vita?
- 29. Pretendi che il lavoro sia fatto bene, con precisione e rapidità?
- 32. Ti rammarichi che certe tradizioni di cortesia e di buona creanza vadano perdendosi?
- 39. Sei esigente nei confronti di te stesso e degli altri?
- 43. Ti attieni a solidi principi morali?
- 50. Senti la necessità di porre riparo agli errori dovuti all'incapacità degli altri?
--- Gruppo n. 2 ---
- 3. Ti fa piacere che gli altri abbiano bisogno di te?
- 11. Ti fa piacere prenderti cura degli altri?
- 15. Dai aiuto senza che ti sia richiesto?
- 19. Hai la sensazione di sacrificarti per la tua famiglia o per i tuoi amici?
- 23. Sei indulgente verso gli altri?
- 28. Ti piace fare il bene degli altri, loro malgrado?
- 33. Tendi ad incoraggiare gli altri con espressioni del tipo:
"Come ti capisco" oppure "Coraggio figliolo!"?
- 38. Dai molte spiegazioni a chi stenta a capire?
- 41. Ti piace occuparti dei bambini?
- 47. Metti in ordine ciò che gli altri hanno lasciato fuori posto?
--- Gruppo n. 3 ---
- 2. Ti procuri adeguate informazioni prima di prendere una decisione?
- 5. Cerchi di prevedere in anticipo il risultato delle tue azioni?
- 14. Hai il senso dell'organizzazione?
- 18. Tieni conto delle opinioni degli altri?
- 24. Prendi delle precauzioni di fronte a delle situazioni potenzialmente pericolose?
- 26. Ti piace risolvere problemi?
- 31. Sai rimettere in discussione le tue idee?
- 40. Sei solito programmare in anticipo le tue scelte?
- 42. Ridimensioni i tuoi obiettivi ln funzione delle tue possibilità?
- 48. Prendi in considerazione più soluzioni possibili?
--- Gruppo n. 4 ---
- 6. Agisci secondo i tuoi impulsi?
- 9. Ti vesti come ti pare?
- 13. Dai liberamente sfogo alla tua collera?
- 17. Una situazione nuova ti entusiasma?
- 22. Ti piace giocare con i bambini?
- 34. Ti piace fare lavori manuali?
- 35. Cerchi le cose che producono "piacere"?
- 37. Ti risulta facile dare del tu?
- 46. Sei sensuale?
- 49. Ti sente bene nel tuo corpo?
--- Gruppo n. 5 ---
- 8. Ti sente maldestro?
- 10. Attendi di avere il parere degli altri prima di incominciare un'azione?
- 12. Ti senti "perseguitato"?
- 20. Aspetti che il tuo parere sia richiesto, prima di esprimerlo?
- 25. Ti senti a disagio nei tuoi panni?
- 27. Rimandi a domani ciò che potresti fare oggi?
- 30. Ti pesa passare inosservato agli occhi delle persone che contano?
- 36. Ti danno fastidio le persone sottomesse?
- 44. Provi paura?
- 45. Esiti a lungo prima di prendere una decisione?
Somma il numero di punti totalizzato in ogni colonna, dovresti ottenere cinque totali.
Il totale del Gruppo n. 1 indica la parte di Genitore Critico.
Il totale del Gruppo n. 2 indica la parte di Genitore Amorevole.
Il totale del Gruppo n. 3 indica la parte di Adulto.
Il totale del Gruppo n. 4 indica la parte di Bambino Libero.
Il totale del Gruppo n. 5 indica la parte di Bambino Adattato.
Questi valori sono relativi, ciò significa che vanno considerati
gli uni rispetto agli altri. Esempio: se il Genitore Amorevole ha
totalizzato molti più punti di quello Critico significa che
tendi più a essere una "dolce mamma" che un
"autorevole papà".
- Thomas A. Harris, Io sono Ok, Tu sei Ok.
Rizzoli Editore (1974).
- E. Berne, Guida per il profano alla psichiatria e alla psicanalisi.
Edizioni Astrolabio, Roma, 1969.
- D. Yongeward & M. James, Winning with people.
Addison Wesley Publishing Company. Reading - Massachusetts - USA.