"MENTE SERENA" N. 6
Un percorso per conoscere se stessi e gli altri
Sommario percorso

Nella lettera n. 3 abbiamo visto come un bimbo, già nei primi
anni di vita, dal suo quotidiano confronto con gli adulti abbia
modo di decidere quale delle seguenti posizioni esistenziali ricoprirà nella vita:
- Io non sono ok, gli altri lo sono.
- Io sono ok, gli altri non lo sono.
- Io non sono ok, gli altri neppure.
- Io sono ok, anche gli altri lo sono.
Questa posizione esistenziale, una volta cresciuto, resterà
dominante nel suo carattere, mentre le altre, pur coesistendo,
avranno un peso minore.
Va notato che l'atteggiamento universale nella primissima
infanzia è quello Io non sono ok, gli altri sono ok, pertanto
una persona può rimanere in tale posizione o, a seconda del tipo
di educazione ricevuta, passare ad una delle altre posizioni.
Vediamo di riepilogarle brevemente:
- Io non sono ok, gli altri sì
Questa persona si sente inferiore agli altri e tenderà alla
depressione; in effetti è ancora nella medesima posizione della
sua primissima infanzia.
- Io sono ok, gli altri no
E' la persona che biasima gli altri per le sue miserie. Questa
posizione viene assunta dai bambini malmenati brutalmente che
arrivano a concludere "Se mi lasciano solo sto benissimo, io
non ho bisogno di nessuno, lasciatemi solo". Di solito
questa posizione è sorretta da odio anche se ben celato; spesso
ne fanno parte i delinquenti, i fanatici ed i criminali.
- Io non sono ok, gli altri neppure
Questa persona non ha alcun interesse nella vita, ne sono un
esempio gli abulici. E' un posizione assunta da coloro che non
hanno avuto calore e attenzione nei primi mesi ed al loro posto
hanno ricevuto rimproveri e percosse, magari anche dopo aver
compiuto il secondo anno di età.
- Io sono ok, anche gli altri lo sono
E' la persona che si piace e che accetta gli altri come sono.
Io mi contraddico, sono ampio, contengo una moltitudine
(Walt Withman).
In relazione alla posizione esistenziale prescelta ognuno di noi
sceglie un "ruolo principale", che gli servirà per
quasi tutte le occasioni che incontrerà nella vita. In certi
casi, specie quando compaiono la rabbia o la paura, è comunque
possibile che venga adottato un ruolo differente. I tre ruoli
fondamentali sono:
- Il Persecutore
- La Vittima
- Il Salvatore
Questi ruoli, se sono portati avanti in modo legittimo, non sono
mai negativi. Lo diventano, invece, quando vengono usati allo
scopo di manipolare la altre persone. Vediamo qualche esempio:
Ruoli legittimi e produttivi
IL PERSECUTORE: chi decide dei giusti limiti e li fa applicare.
Ad. es. un padre di famiglia che educa i suoi figli con un'amorevole e comprensiva autorità.
LA VITTIMA: chi è ammalato, cerca qualcuno che lo aiuti ed è
disposto a fare i necessari cambiamenti di dieta o abitudini di
vita, necessari per conseguire una buona salute.
IL SALVATORE: chi aiuta il prossimo a vivere meglio,
senza per questo vantarsi, guadagnarci o creare dei vincoli di gratitudine.
Ruoli illegittimi e negativi
IL PERSECUTORE: chi decide dei limiti irragionevoli, o fa
applicare quelli esistenti con brutalità. Ad es. il padre di un
bambino di 10 anni, che pretenda da lui 4 ore di studio prima di
poter giocare. La matrigna di Cenerentola ne è un classico
esempio.
LA VITTIMA: chi è ammalato, piange e si dispera, ma non è
assolutamente disposto a cambiare dieta o fare altre cose che lo
aiuterebbero a risolvere il suo problema.
IL SALVATORE: chi propone il suo aiuto ad un prezzo troppo
elevato, oppure se ne vanta o fa in modo che gli altri dipendano
da lui a causa del loro debito di gratitudine.
Quasi tutte le attività umane sono programmate da qualche
"ruolo psicologico". Ovunque vi siano delle persone
riunite possiamo notare come ognuna di esse cerchi di
interpretare il suo "ruolo". Vi sono coloro che si
dimostrano calmi e freddi, quelli che giocano a fare gli
intellettuali, quelli che cercano aiuto e quelli che invece lo
offrono.
Pertanto, ognuno di noi, anche senza rendersene conto, vive i
suoi giorni recitando delle parti così come se fosse sul
palcoscenico di un teatro. E' notevole come, generalmente, chi ha
adottato un certo ruolo scelga gli amici, il consorte ed i
compagni, aspettandosi che essi siano propensi a recitare il
ruolo complementare.
Non siamo affatto liberi come pensiamo di essere
Da quanto esposto apparirà evidente come la maggior parte delle
nostre azioni e dei nostri pensieri non sia così libera da
condizionamenti come saremmo portati a pensare.
La nostra certezza di essere liberi di fare quello che
desideriamo e quando lo vogliamo è quasi sempre un'illusione.
Quasi tutti, infatti, ci portiamo appresso dei condizionamenti,
più o meno celati, che spesso rendono difficile una genuina
onestà, una libera creatività ed una pura e semplice intimità.
Una posizione esistenziale è un ruolo che un individuo tenderà
a recitare nel corso della sua vita. Ciò che va sottolineato è
il fatto che per poter continuare nel tempo tutte le posizioni
esistenziali necessitano almeno due persone, i cui ruoli si
combinino tra loro. Il "persecutore", ad esempio, non
può continuare ad esserlo senza almeno una "vittima. La
"vittima" cercherà il suo "salvatore" ed
quest'ultimo una "vittima da salvare".
Il condizionamento a recitare uno dei ruoli è assai subdolo e
lavoro del tutto inosservato. Questa è la causa del fallimento
di alcune amicizie o matrimoni, infatti le persone interessate
non si sono unite a fronte di una genuina simpatia ma allo scopo
di trovare nell'altra persona un soggetto adatto per giocare il
proprio ruolo.
Se ci soffermiamo un attimo, a considerare le coppie di sposi che
conosciamo, non dovremo certo far molto fatica per trovare la
"bimba" che ha sposato il "papà" (ruoli
vittima-salvatore) o la moglie che si lamenta continuamente del
marito, però se ne guarda bene di pensare al divorzio (ruoli
vittima-persecutore).
Note: questa lettera si basa sulle informazioni fornite nelle lettere
"Mente serena", n. 3, 4, 5 e 6.
Osserviamo come viviamo e come la nostra presenza fa vivere
quelli che ci circondano. Siamo sani? Sereni? Le persone intorno
a noi gioiscono della nostra presenza? Il nostro coniuge parla
bene di noi? I nostri figli ci considerano come amici? Quanti
amici abbiamo? A quante porte possiamo bussare in una situazione
grave?
Se non siamo sereni e non abbiamo amici, proviamo a
considerare che, molto probabilmente, la nostra posizione
esistenziale ed il ruolo che recitiamo non sono quelli megliori.
Infatti, se lo fossero, avremmo serenità, salute e tante amici
che ci vogliono bene.
Dopo di ciò, se abbiamo deciso di cambiare qualcosa, dovremmo
iniziare cercando di scoprire quali messaggi, provenienti dal
nostro "Genitore", sono ancora presenti nei nostri
pensieri, parole ed azioni. Se scopriamo dei messaggi che ci
creano conflitti dovremmo cercare di analizzarli con l'Adulto in
noi per vedere se "veramente" li dobbiamo ascoltare
oppure no.
Osserviamo anche come si comportano le persone che ci circondano
in famiglia o sul lavoro. Con un poca di attenzione potremo
scoprire se la nostra presenza le riempie di gioia o se crea in
loro: noia, paura, ansia, agitazione o insicurezza.
Cerchiamo pure di osservarci da fuori onde comprendere se diamo
spazio ai nostri interlocutori o se parliamo sempre noi (magari
solo di noi stessi). Vale anche la pena di notare quante delle
parole che ascoltiamo trovano il nostro consenso o il nostro
Genitore critico pronto a distruggerle o buttarle via.
E' anche importante ascoltare il tono della nostra voce, siamo
pacati, comprensivi e gentili o costantemente in una posizione
arrogante di coloro che hanno sempre e comunque ragione?
Se il nostro esame di coscienza ha dato dei frutti positivi, nel
senso che avendo scoperto dei difetti è nato in noi il desiderio
di migliorare, tutto ciò che segue sarà un utile strumento
perchè è solo conoscendo che si può controllare qualcosa e,
tra l'altro, la nostra personalità. Stà scritto nel Vangelo: "E
conoscerete.. E la verità vi farà liberi".
Da quanto esposto emerge la necessità di potenziare in noi la
terza parte: l'Adulto che, facendo da mediatore tra il Genitore
ed il Bambino, ci porti ad agire con intelligenza e saggezza.
Nei primi anni di vita la parte Adulto non esiste. Può succedere
che essa non abbia mai modo di svilupparsi, come nella posizione
"Io non sono ok, ma neppure tu". Generalmente in tutti
noi compare un poco di Adulto ed è nostro dovere farlo
sviluppare sempre di più.
Prendete due cucchiai di pazienza,
Una tazza di bontà,
Quattro cucchiai di buona volontà,
Un pizzico di speranza e una dose di buona fede.
Aggiungete due manciate di tolleranza.
Un pacco di prudenza,
Qualche filo di simpatia,
Una manciata di quella piccola pianta rara,
che si chiama umiltà,
E una grande quantità di buon umore.
Condite il tutto con molto buon senso,
lasciate cuocere a fuoco lento.
Ed avrete una buona giornata.