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Editoriali apparsi sul Bollettino informativo
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| Febbraio: | Il divertimento e la gioia |
| Marzo: | Il nostro Centro di Guarigione |
| Aprile: | Il sacrificio della Pasqua |
| Maggio: | New Age e New Economy |
| Giugno: | La Vergine e il corpo-anima |

L'uomo è l'unico essere che ha la facoltà di scegliere: egli si trova sempre davanti ad una scelta, e l'uso che fa di questa prerogativa e di questo privilegio può trasformarsi in benedizione o in maledizione. La mente, alleatasi con il corpo del desiderio durante la sua evoluzione, fa sì però che queste scelte siano dettate da fattori egoistici. L'egoista è colui che pensa a soddisfare prima di tutto se stesso, anche a scapito degli altri, chiunque essi siano.
Egli però, per fare questo, usa il pensiero decaduto, e quello che considera suo interesse non è tale per lo Spirito. l'Ego continuamente gli propone occasioni di ripensamento, anche sotto forma di dolori e preoccupazioni, ma la sua risposta è la rimozione o una dilazione del problema. Egli pensa a distogliersi dalle "grane" della vita, e cerca rifugio nel "divertimento". Passa la vita a cercare di divertirsi, fuggendo di fatto le scelte che, una volta fatte e affrontate, risolverebbero il problema, portando con sé il relativo insegnamento.
"Divertire" significa cambiare strada, dirottare dalla via tracciata. La mancata risposta ai suggerimenti dello Spirito crea un vuoto interiore, che si fa sentire e si cerca continuamente di colmare con altro divertimento, aggiungendo così insoddisfazione ad insoddisfazione. Si chiede, si ha bisogno, si pretende: non basta mai! È un vero dolore questo divertirsi. Esso non è che un falso riempire (per fuggire) i veri bisogni della vita, e come tutto quello che non trova radici nell'interiorità, ma pretende di sostituirsi ad essa, causa dipendenza; la tragedia è che si dipende da qualcosa che non può risolvere i nostri problemi; può solo aggravarli.
Come il divertimento così inteso attira, a mo' di vampiro, verso sé tutto quanto non può che accrescere il vuoto che si cerca di colmare, il comportamento opposto, cioè l'affrontare i problemi con l'ottica dello Spirito, che non è quella di dividere, ma di condividere, "vivere la vita" come diciamo noi, porta invece alla gratificazione spirituale, il ricordo della vittoria si imprime nella mente, porta al riempimento di quel vuoto.
Possiamo dire che la "gioia" di dare, mettendosi al servizio della nostra natura spirituale, riempie la vita fino a farla traboccare verso l'esterno, e sostituisce così il divertimento materiale. Come quest'ultimo, volendo attirare per riempire aumenta invece il senso di vuoto, la gioia dell'anima, che dà senza pensare a sé, dona un senso di appagamento che spinge a ripetere l'esperienza.
Ricordiamo le parole che leggiamo ogni domenica nel Servizio del Tempio:
"Il servizio, amorevole, altruistico e disinteressato, che facciamo agli altri, è il cammino più breve, più sicuro e più gioioso che conduce a Dio".

Molte associazioni od organizzazioni di carattere spirituale (non autenticamente in sintonia con le energie della Nuova Era) funzionano come un cerchio chiuso, che sembra esaurirsi nell'aiuto reciproco degli appartenenti. Non è soltanto questo lo spirito con il quale noi decidiamo di riunirci nel Gruppo, nel Centro o nella più grande Associazione Rosacrociana; anzi, dovremmo ogni tanto esaminarci per chiederci se lo facciamo chiedendoci "cosa posso ricevere"- cosa che implica un giudizio, invece di "cosa posso dare" - cosa che si traduce in servizio.
Lo scopo per cui noi ci riuniamo non discende da una nostra amicizia; lo scopo è l'approfondimento e la condivisione degli Insegnamenti Rosacrociani, che ciascuno si sforza di fare diventare fattore vivente nella propria vita, e perciò diventiamo amici. Il nostro Gruppo è aperto a chiunque voglia entrare od uscire, senza che si debba sentire in obbligo, nemmeno morale, di giustificare le sue scelte o che questo influisca nell'amicizia instaurata.
Quindi siamo aperti all'esterno: l'aiuto più grande che possiamo darci reciprocamente è quello di unirci nel servizio all'esterno, perché così agevoliamo il nostro cammino spirituale.
Il lavoro di guarigione è sempre stato privilegiato - in ossequio al mandato del Cristo - nel nostro sentiero: i Fondatori dell'Ordine Rosa-Croce, quando decisero di dividersi per disseminare gli Insegnamenti nel mondo, si diedero come regola che l'unico lavoro che avrebbero eseguito sarebbe stato quello di guarire, gratuitamente, gli ammalati. Essi potevano dare perché, a loro volta, avevano ricevuto.
In questo mese di Marzo, nel quale trovano il loro inizio le attività della sfera fisica, vogliamo lanciare un appello che speriamo trovi ascolto in modo tale da consentirci di essere pronti in Settembre, quando trovano il loro inizio gli influssi della sfera spirituale.
Unito a questo numero, troverete un questionario che rivolgiamo a tutti, ma particolarmente a coloro che già operano nel campo della salute, le risposte al quale ci consentiranno di iniziare a "costruire" il CENTRO DI GUARIGIONE. Dobbiamo intanto chiarire che l'idea che noi abbiamo di guarigione è strettamente connessa con il percorso di sviluppo spirituale; crediamo che un percorso riesca a portare veramente alla guarigione se è interiore e di coscienza.
Ci poniamo quindi al di fuori di quello che è il campo medico strettamente inteso, con il quale non ci riteniamo in conflitto. Sarebbe più esatto dire che ci poniamo al di dentro, nel suo significato esoterico, del campo medico. Come non si vuole fondare una nuova religione, così non si vuole fondare una nuova medicina: semmai integrarle fra loro in una visione più completa.
Abbiamo seriamente approfondito gli ingredienti utili all'opera che desideriamo iniziare, e che speriamo si traduca in una possibilità di servizio e di arricchimento spirituale per i nostri amici che si sentono di parteciparvi, e quello principale riguarda l'impronta Rosacrociana che riteniamo debba avere.
Unico requisito che richiediamo a coloro che risponderanno al questionario, è quindi di voler cogliere l'essenzialità di quella impronta, che si può tradurre nel VIVERE il SERVIZIO DISINTERESSATO, perché solo il frutto del lavoro fatto su di sé può essere offerto anche all'esterno. A nostra volta, dobbiamo aver ricevuto prima di poter dare o, meglio, condividere.

In questo periodo dell'anno, la nostra attenzione viene condotta a considerare l'apice e la fine del "Sacrificio del Cristo" che, nella nostra visione, termina il suo lavoro nel centro della Terra per liberarsi provvisoriamente del suo costrittivo e ostacolante peso. Primizia del giorno della Liberazione finale, nel quale Lui e noi potremo festeggiare la vera Pasqua dell'umanità.
Proprio la parola "sacrificio" può aiutarci in qualche importante considerazione, capace forse di farci vivere più consapevolmente e profondamente la Pasqua. Nel suo significato comune, un sacrificio rappresenta un'azione colorata negativamente. Compiuta magari malvolentieri, ma che comunque produce sempre un dolore o una rinuncia, ispirata da un senso del dovere verso qualcosa o qualcuno di esterno a noi.
In questo senso, il sacrificio appartiene al livello della Legge, e indica pertanto la necessità di un dare/avere, di una retribuzione. Quante volte abbiamo sentito dire, o abbiamo noi stessi detto (o pensato): "Così mi ripaghi di tutti i sacrifici che ho fatto per te?" Se ci pensiamo bene, questo modo di intendere il sacrificio esclude l'amore, che non ne è il vero movente, o lo è solo molto parzialmente.
Il vero significato del termine però, deriva da "fare-sacro", ed assume in questa luce un senso completamente diverso, con valenza positiva e costruttiva. Il "sacrificio" fatto dal Cristo per noi, è osservabile così da un'altra prospettiva: il Suo Amore lo ha spinto verso questa libera scelta, la quale non è quindi un sacrificio inteso come sopra; probabilmente lo sarebbe stato, per Lui, non avere la possibilità di intervenire nella nostra evoluzione ed offrirci il Suo aiuto.
Il sacrificio, spinto da tanto amore, non può essere, alla fine, che gioia di poter fare qualcosa per chi si ama, senza chiedere qualcosa in cambio se non l'efficacia dell'azione stessa, rispettando e anzi, come sappiamo, promuovendo la libertà dell'oggetto di tale amore. Passiamo così dal livello della Legge a quello dell'Amore.
Forse possiamo ora comprendere meglio le parole del Cristo: "Chi ama la sua vita la perderà; chi odia la sua vita, la salverà". Chi offre (interpretiamo noi) la sua vita in "sacrificio", la salverà. Frase messa, come sempre, in pratica per primo dal Cristo stesso, che ne ha ottenuto la Resurrezione. Sacrificio e Resurrezione sembrano così strettamente legati, apparendo la seconda la conseguenza del primo.
Pur consapevoli della fragilità umana, noi sappiamo che dobbiamo tendere verso l'imitazione del Cristo, contenente in sé il sacrificio, la gioia, l'Amore e la Resurrezione.
Buona Pasqua a tutti!

New Age e New Economy: sono termini che vanno d'accordo? Noi sappiamo benissimo che la bontà dello strumento non dipende tanto da una sua qualità intrinseca, ma dall'uso che ne viene fatto. Possiamo dire che al giorno d'oggi abbiamo degli strumenti con potenzialità d'uso innovative e straordinarie, mai prima d'ora esistite. Ma come vengono usati?
Nei nostri Insegnamenti ci viene detto di prestare attenzione a non usare poteri particolari a fini egoistici, perché questo apparterrebbe al dominio della magia nera. Ebbene, proprio molti dei suddetti strumenti odierni contengono in sé la capacità di insinuarsi, più o meno palesemente, nella mente di migliaia e migliaia di individui, condizionandone le idee e i comportamenti a beneficio di chi può utilizzare quegli strumenti. Mai prima d'ora era esistita una possibilità così estesa in questa direzione; ma tutto questo non potrebbe avere le stesse caratteristiche della magia nera di cui si parlava all'inizio?
Già nei primi anni del secolo scorso, Max Heindel criticava una società (allora in embrione) nella quale la schiavitù era stata legalmente abolita, ma imperava ugualmente nell'oppressione dell'uomo sull'uomo, e nella quale si condannava la guerra armata, ma si continuava a combattere quella di coloro che usavano il loro potere contro altri esseri umani.
Noi non riusciamo nemmeno più a scandalizzarci di fronte a strumenti di persuasione e pressione psicologica sempre più sottili e sofisticati, quasi come fossero un segno ineluttabile di modernità.
Siamo però lontani da quella "verità che ci farà liberi" verso cui evolutivamente stiamo andando, e che rappresenta perciò la vera modernità, quella che è destinata a lasciare l'eredità dei tempi attuali.
Altra novità della vita moderna è la cosiddetta realtà virtuale, in ordine alla quale, accanto al problema eterno dell'uso (buono o cattivo) che può farsene, possiamo fare un'ulteriore considerazione. L'uomo scoprirà la via verso la propria spiritualità - e quindi verso la vera emancipazione e libertà - solo se saprà farvi appello nella propria interiorità, dove essa risiede.
Appoggiandosi a tecnologie per ottenere comunicazione, emozione, intelligenza - doti dello spirito - esclude la ricerca interiore e rischia di allontanarlo definitivamente da… se stesso, e di restare schiavo della tecnica. Ovviamente non pensiamo ad eliminare la tecnologia, ma a considerarla come dovrebbe: uno strumento meraviglioso creato dall'intelligenza dell'uomo, che non può sostituirsi alla sua anima, ma che gli può essere di grande aiuto se usato al servizio della stessa.
Qualsiasi vero progresso spirituale può solo derivare da uno sforzo interiore, e nessuno strumento esterno lo può sostituire o accelerare, senza trasformarsi in una ingannevole e passeggera illusione.

La luce della ragione è ciò che rende l'uomo tale. Il processo di individuazione, che alla fine ha portato l'uomo a scoprire se stesso e a considerarsi entità distinta - e separata - non può disgiungersi da un "processo di illuminazione". Vi è però luce e luce.
La mente, ci viene insegnato, è l'ultima e perciò ancora primordiale conquista evolutiva dell'uomo: essa è ancora al suo stadio minerale, corrispondente al lavoro del Periodo di Saturno. L'antico globo detto Saturno fu assai arduo da vivificare: rifletteva come uno specchio qualsiasi tentativo di inserirvi un germe modificatore/evolutivo. Simile è la nostra mente.
La luce dello Spirito - la luce della conoscenza - è riuscita alfine a penetrare e a illuminare quell'essere in sviluppo che è così diventato uomo. Ma il processo di illuminazione è solo ai suoi esordi e non si può fermare qui: esso è ancora limitato allo stadio minerale corrispondente a Saturno.
Il risultato è il pensiero riflesso, capace di investigare e conoscere solo l'aspetto superficiale ed esteriore (materiale) della realtà. "La luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l'hanno accolta": questo processo infatti dovrebbe proseguire, sennonché l'intervento Luciferico (cioè della falsa "luce") tende ad impedirlo, relegandoci in un mondo conosciuto solo materialmente, e perciò estraneo e "deserto".
Tale proseguimento deve avvenire illuminando anche la sfera del sentimento, spingendosi quindi ai piani eterico/emozionali. Schematicamente lo possiamo raffigurare come il prolungamento della freccia che trasporta l'influsso spirituale che, dall'alto, penetra nei propri veicoli, dapprima nella testa (la mente attuale) e poi più in profondità, verso il cuore. Solo chi ha già iniziato questo cammino può davvero dirsi illuminato.
È la Vergine il simbolo di questo passaggio, che ottiene lo sviluppo del dorato manto nuziale tramite il Matrimonio Mistico, le "Nozze Chimiche" fra l'io inferiore e l'Io Superiore: da questa pura unione nasce la luce radiante, che è il Cristo Bambino interiore, "vera" luce capace di aggiungere calore e profondità alla fredda conoscenza esteriore della mente attuale: è la nascita dell'AMORE.
La Vergine sottomette il serpente luciferico, innalzando tramite la purezza il fuoco di Nettuno lungo la colonna vertebrale e, superando la sfera lunare della Legge, ci permette di ascoltare la voce del cuore, l'intuizione che ci avvicina alla sfera d'Amore del Cristo Solare. La Vergine può quindi rappresentare per noi lo sviluppo della luce radiante che cresce man mano che, attraverso il superamento delle "tentazioni" ci innalziamo al di sopra della Legge (la luna e il serpente ai nostri piedi), per rivestirci della splendente aura del nostro corpo-anima.
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GRUPPO STUDI ROSACROCIANI di PADOVA Centro Autorizzato della Rosicrucian Fellowship Oceanside, California. |