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Editoriali apparsi sul Bollettino informativo
del GRUPPO STUDI ROSACROCIANI di PADOVA

Anno 2001 (da Luglio a Dicembre)

Sommario:
Luglio/Agosto:Scuola Iniziatica Cristiana
Settembre:Il Meeting Internazionale di Fatima
Ottobre:L'11 settembre 2001
Novembre:Pensiero spregiudicato
Dicembre:Benvenuto, Cristo del nuovo anno!

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EDITORIALE DEI MESI DI LUGLIO/AGOSTO

Scuola Iniziatica Cristiana

Lo scopo della nostra Scuola non è solo quello di trovare una filosofia astratta, più o meno convincente, che ci consenta di accettare meglio la vita, con tutti i suoi - i nostri - problemi. Se così fosse, molte potrebbero essere le vie, compresa quella cattolica.

La nostra Scuola può darci molto di più, e perciò chiede a noi molto di più: ci chiede di aspirare a quello che ora sembra irraggiungibile, a mettere in discussione noi stessi e l'idea che abbiamo della vita. Ci chiede di ampliare la coscienza oltre la sfera della forma, per iniziare ad inoltrarci in quella della vita e del sentire, che ancora le sfuggono. Per sua natura, quindi, la mente attuale è rivolta dalla Fonte, dal centro dell'Essere, alla periferia, direzione governata da Jehovah e dalla Legge, verso la creazione, e cioè verso la differenziazione e la divisione.

Dio Padre - la Fonte - vuole però che torniamo, una volta percorso il sentiero evolutivo, tutti a Lui; dobbiamo perciò invertire - convertire - la direzione, nel senso opposto a quello della mente: è il senso che ripristina "l'unità perduta," il senso dell'AMORE, portatoci dal Cristo. Per calcare questo sentiero, non abbiamo che da ascoltare noi stessi, la nostra natura superiore, poiché "siamo a Sua immagine e somiglianza", e ogni aspetto della personalità è il riflesso - sia pure invertito - di un aspetto Divino.

Soltanto se sapremo iniziare questa via avremo la possibilità di ottenere quello che viene normalmente definito "miracolo": la capacità di attingere a leggi cosmiche che, nella limitatezza ordinaria della mente, non sono per noi attive.

Non siamo soli in questo lavoro: abbiamo la fortuna di esserci meritati l'accesso ad una vera Scuola Iniziatica, e chiunque sia disposto ad ascoltare potrà col tempo sentire l'"aiuto e la dolcezza della Sua Presenza", purché mantenga l'umiltà necessaria a consentire alla propria natura inferiore - e alla mente - di entrare in risonanza con le intuizione che l'Io Superiore continuamente ci invia. Cominceremo allora a renderci conto di quanto limitatamente questi Insegnamenti vengono spesso vissuti

EDITORIALE DEL MESE DI SETTEMBRE 2001 up.jpg

Il Meeting Internazionale di Fatima

V Meeting Europeo Rosacrociano; Fatima (Portogallo) dal 2 al 5 Agosto 2001.

Fatima: terra di contraddizioni. Vibrazioni molto forti, quanto l'idea e la pratica dell'espiazione. Alcuni di noi, più sensibili ad una rigida educazione cattolica probabilmente non ancora del tutto rielaborata attraverso i nostri Insegnamenti, hanno dovuto lavorare in se stessi per superare una crisi interiore. È come se avessimo fatto un tuffo nel nostro passato, nell'Antico Testamento, dove imperava la Legge, ancora non addolcita e completata dalla religione dell'Amore e del perdono portataci dal Cristo.

Leggiamo dalla Cosmogonia: "Questo fu un lungo ed arduo passo da superare. Era relativamente facile condurre al tempio un agnello o un bue per offrirli in sacrificio. Se l'uomo portava i primi frutti dei suoi campi e delle sue vigne, o le greggi e le mandrie, sapeva che ne aveva degli altri e sapeva anche che il Dio della Tribù gli avrebbe fatto riempire i magazzini e lo avrebbe abbondantemente ricompensato.

Ma, in questo nuovo ordine di cose, non si trattava di sacrificare i propri beni materiali. Gli si domandava di sacrificare se stesso. Non era nemmeno un sacrificio da compiersi con un supremo sforzo di martirio; anche questo sarebbe stato relativamente facile. Invece gli si chiedeva che, giorno per giorno, ora per ora, egli agisse misericordiosamente verso tutti. Doveva liberarsi dall'egoismo e amare il prossimo come era abituato ad amare se stesso." (Cosmogonia: Parte III, Capitolo XV).

Tuttavia, quelle persone che percorrevano centinaia di metri in ginocchio, spesso con un bambino in braccio, ci hanno anche dato una lezione: ci hanno fatto fare i conti con la nostra Fede e ci hanno dato un esempio, sotto questo aspetto, da seguire. Il rispetto verso il loro sincero dolore e la loro fiduciosa richiesta di un miracolo esteriore è stato unanime: come possiamo sapere, senza farlo noi stessi, quali dinamiche, quali incontri avvengano nell'intimo, nel compiere quel faticoso, duro percorso dove si è, nel dolore, soli con se stessi e con Dio, comunque lo si concepisca?

Come sempre avviene, dallo scambio, dall'incontro, dall'esperienza diretta, siamo tornati a casa più arricchiti e con una maggiore consapevolezza - fecondata dalla conoscenza della Filosofia Rosacrociana - del percorso evolutivo che stiamo attraversando e delle mete e traguardi che ci aspettano e alle quali siamo impegnati a tendere.

Da questo ognuno di noi sappia trarre impulso per un continuato impegno nella nostra Opera.

EDITORIALE DEL MESE DI OTTOBRE 2001 up.jpg

L'11 settembre 2001

La data dell'11 Settembre 2001 è destinata probabilmente a rimanere tristemente impressa nella memoria di tutti noi.

La domanda da farci, però, è la seguente: possiamo noi, grazie alle conoscenze che i nostri studi suggeriscono, trovare una spiegazione più piena, e, soprattutto, possiamo ottenere un orientamento interiore che ci consenta di reagire nella maniera giusta?

Due dati 'storici' per iniziare questa analisi: le guerre fra popoli furono, nella storia dell'umanità, uno strumento usato dagli Spiriti di Razza per guidare e fare evolvere, fino ad un certo punto, gli individui che erano loro sottoposti; noi stessi, come Cristiani, facemmo le nostre brave guerre - anche di religione - e continuiamo a farle.

Noi sappiamo però che tutto questo non appartiene al vero Cristianesimo, che dovrà invece soppiantare le Religioni di Razza e condurre l'umanità all'Unione. Il solo strumento che può consentire questo è - lo consideriamo ovvio - l'Amore (di origine interiore), che dovrà sostituire la Legge (di origine esteriore), in forza della quale agiscono le Religioni di Razza (occhio per occhio, ecc.).

Se noi ci riteniamo davvero Cristiani, allora, la vendetta e l'odio - che possono solo derivare dalla non conoscenza e dalla non compassione, anche verso chi ci ha ferito - non possono essere le nostre reazioni. Esse ci farebbero rimanere nello stesso terreno dell'offensore, rinforzando l'azione razziale e, quindi, ritardando il progresso di tutta l'umanità verso l'Unione col Cristo. Siamo quindi responsabili anche verso chi ci ha offeso, perché una risposta da lui non contemplata lo potrà indurre (o potrà indurre coloro che sono, fra quelle fila, più pronti) a rivedere la propria posizione.

Fin qui abbiamo parlato di "noi" e di "loro", quasi avallando la frase ora così abusata: "lotta fra civiltà". La linea di demarcazione nel nostro caso, tuttavia, è rappresentata solo dall'avanzamento interiore di ciascun individuo, totalmente a prescindere dalla sua nazionalità religione, ecc. Non si tratta perciò di lotta fra civiltà diverse, ma piuttosto di confronto fra livelli individuali diversi di evoluzione spirituale.

Nel mondo Occidentale, pur fra innumerevoli incongruenze ed ingiustizie, l'uomo sta imparando la lezione dello sviluppo interiore (che è passato e sta passando necessariamente anche attraverso l'egotismo e l'egoismo), e il valore della diversità: è questo progresso che è minacciato, e più che gli Spiriti di Razza, dietro questi crimini può celarsi lo Spirito Oppositore dell'avanzamento spirituale dell'umanità, che cavalca i frutti più deteriori e negativi di quella forma religiosa ormai in via di involuzione.

Quale lo strumento che possiamo noi usare allora? Quello che il Cristo stesso ci ha insegnato, non a parole, ma con la Sua vita: l'Amore e il perdono verso i propri carnefici. Il perdono non è segno di debolezza; al contrario, è praticabile solo dal vero forte emancipandolo dalle catene karmiche di azione e reazione, portando con sé il seme della libertà.

EDITORIALE DEL MESE DI NOVEMBRE 2001 up.jpg

Pensiero spregiudicato

La nostra società potrebbe definirsi "la società dell'esperto". La grande frammentazione, complicazione e specializzazione che la vita ha assunto in tutti i campi, da quello medico a quello scientifico, da quello sociale a quello politico, a quello tecnico, ecc., rende sempre più difficile muoversi agevolmente al suo interno e richiede conoscenze e capacità sempre più specialistiche e mirate; a scapito, ovviamente, della specializzazione negli altri settori. Ecco che così, per qualsiasi cosa, siamo costretti ad andare dall'esperto, a delegare all'esperto la soluzione di un qualsiasi problema.

Da un altro punto di vista, la grande raffinatezza e sofisticata tecnologia raggiunta - talvolta definita esoterica - diventa accessibile e manovrabile da una piramide sempre più ristretta di persone.

Gli utenti di questi, definiti servizi, siamo tutti noi, e nella stragrande maggioranza non ci ravvediamo di delegare sempre più scampoli di interessi, di attività, di conoscenza e di vita, a individui che neppure conosciamo. D'altronde, siccome siamo tutti protesi, si dice, alla conquista dei beni, anziché del bene, la cosa non ci turba più di tanto.

È inevitabile che la conseguenza del delegare ad altri ci renda verso questi dipendenti, e così le idee che ci formiamo sempre più non sono nostre, i gusti dipendono dalla pubblicità, lo stile di vita dalla moda.

Non siamo neppure più capaci di formarci una critica personale, e davanti ad eventi che imporrebbero una presa di posizione, la nostra reazione spesso è: "l'amore va bene, ma…", la pace sì, ma...", il perdono è bello, ma...", e così via.

Se leggiamo il Vangelo, in nessun passaggio troviamo che nel suo insegnamento e nella sua vita il Cristo dicesse "ma...". Al giovane ricco disse: "Se tu vuoi diventare perfetto, va, lascia tutto, e seguimi!", e ancora: "Chi non è con me, è contro di me". Egli non conosceva mezze misure, perché le decisioni devono essere convinte, autentiche e incondizionate, devono cioè provenire da una sorgente interiore. E non possono così che essere libere da qualsiasi condizionamento esterno che ci offuschi coscienza e conoscenza.

Il vero Cristianesimo è il cammino della Libertà, perché proviene dal risveglio della divina scintilla interiore. Dovremmo tutti vigilare noi stessi, affinché la tecnologia dell'Era dell'Acquario sia al nostro servizio, rendendoci più liberi invece che ancora più schiavi.

EDITORIALE DEL MESE DI DICEMBRE 2001 up.jpg

Benvenuto, Cristo del nuovo anno!

Dal punto di vista intellettuale, conosciamo lo scopo di questo Tuo ritorno fra noi, dopo avere volontariamente connesso la Tua liberazione da questo legame terreno - per Te, Spirito Solare, così pesante e costringente - alla nostra.

Come possiamo concorrere alla Tua liberazione, affinché Tu possa liberare noi, se siamo succubi del mondo, anziché artefici del nostro destino; se Ti accettiamo come una bella favola, anziché come un impegno quotidiano; se ci piace parlare di Te, ma senza che le Tue parole diventino esperienza in noi; se ci facciamo condizionare da illusioni esterne, anziché attingere alla fonte spirituale interiore; se aspiriamo a mete elevate, quasi irraggiungibili, mentre non vediamo il vicino in carne ed ossa che ha bisogno di noi?

Come orientare verso di Te i nostri passi, se non sforzandoci di seguire il Tuo esempio?

Tu non ti poni contro il male, non cerchi di eliminarlo lottando contro di esso, non consideri nemico chi sbaglia e si allontana da Te. Tu agisci solo per mezzo dell'Amore, accettando su di Te e trasmutando le nostre azioni, la Tua Via essendo quella dell'Unità e della Fratellanza, non quella "diabolica" della divisione, o quella esterna dello Spirito di Razza.

Ogni nostra azione si ripercuote in Te, e Tu agisci dentro di noi, nel silenzio del cuore, aspettando che la nostra coscienza si svegli a Te; ma noi preferiamo seguire idoli esterni, il denaro e il potere, farci condurre dalla personalità, allontanarci dalla vera libertà, per il cui rispetto Tu stai soffrendo. I Tuoi veri seguaci sono coloro che operano nello stesso modo.

I Fratelli Maggiori, che ogni notte si espongono alle negatività prodotte nel mondo per partecipare al Tuo lavoro di trasmutazione, vera Alchimia che consente a tutti noi di continuare, nostro malgrado, ad essere liberi e a sviluppare e praticare, spesso contro noi stessi, quella stessa libertà.

Al Tuo ritorno, anche quest'anno, come ci hai trovati? Abbiamo saputo fecondare la nostra vita col Tuo esempio? Noi troviamo coraggio dalla Tua promessa: "Sarò con voi fino alla fine dei tempi." Possiamo essere certi che essa verrà mantenuta.

Il nostro impegno sarà allora raddoppiato nel prossimo anno, quando, ancora una volta, volgendo a noi, quaggiù, il Tuo sguardo, tornerai a donarci la Tua Vita per la nostra sopravvivenza.


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GRUPPO STUDI ROSACROCIANI di PADOVA
Centro Autorizzato della Rosicrucian Fellowship
Oceanside, California.