|
| Sommario Editoriali | Home page |
EDITORIALE DEL MESE DI GENNAIO 2002La pratica della "pace"L'attuale crisi mondiale può far sentire a qualcuno, più sensibile, un deprimente senso di impotenza; mentre da un lato si rifiuta la soluzione "guerra", dall'altro sembra impossibile fare qualcosa di positivo per contribuire alla pace. La risposta sociale piuttosto che quella spirituale può apparire più pratica e concreta. Concreta forse - nel senso di materiale - ma non, in verità, pratica. Sono ormai decenni che sperimentiamo risposte sociali concrete, e il risultato così perseguibile ha ormai raggiunto quanto era ottenibile. Puntare sul sociale (la legge esterna) appiattisce verso il basso; aspirare allo spirituale (la legge individuale interiore), tende all'elevazione. La sola effettiva, pratica rivoluzione è quella che inizia nell'interiorità dei singoli, e da lì si moltiplica fino ad arrivare ad influire socialmente. Non dimentichiamo che il mondo fisico è quello degli effetti; per modificarlo veramente è necessario partire dalle cause, che sono sempre nei piani superiori. È un po' quello che succede con la malattia: sotto questo aspetto, le divergenze, le ingiustizie, i disequilibri sociali sono come malattie collettive, che per guarire hanno bisogno di un intervento che sappia risalirne alle cause prime. L'ultimo continente da scoprire dalla nostra cultura, l'ultimo traguardo da raggiungere, è in realtà il primo, ma che ancora manca: è l'uomo stesso, che non sospetta di poter trovare dentro di sé la soluzione ai propri problemi, che nascono dallo sguardo volto esclusivamente verso l'esterno e l'obiettivo, cioè verso l'effimero e il transitorio. Ed allora dobbiamo convincerci che non dipendiamo da nessun altro che non noi stessi per iniziare il pratico cammino che può condurre alla pace - esteriore e interiore. Quando, con i nostri familiari, con i vicini di casa, con i colleghi di lavoro, instaureremo relazioni di vera amicizia e altruismo - che solo proviene dall'interiorità - avremo dato inizio ad un reale processo di pace, dando anche l'esempio a chi si relaziona con noi, che potranno imitare il nostro comportamento. Ecco che allora sì, che avremo fatto la nostra parte, senza la quale il processo verso la pace non potrebbe mai iniziare. Comprenderemo allora quanto sia puerile lamentarci e brontolare, o dibatterci in sterili rivolte, fonti di ulteriore violenze e divisioni, senza mai nemmeno pensare che sarebbe invece tempo di FARE e COSTRUIRE.
Aspettiamo i tuoi commenti! |
| Sommario Editoriali | Home page |
|
GRUPPO STUDI ROSACROCIANI di PADOVA Centro Autorizzato della Rosicrucian Fellowship Oceanside, California. |