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EDITORIALE DEL MESE DI FEBBRAIO 2002Il servizio e l'umiltàSupponiamo che appaia un uomo il quale, per salvare una persona dalle rapide, tenda una fune sopra la cascata pur sapendo che, in tal modo, egli stesso non può in alcun modo sfuggire alla morte. Tuttavia, di buon grado e spontaneamente, egli sacrifica la sua vita e colloca la fune modificando le precedenti condizioni in modo che qualsiasi vittima, altrimenti impotente, si aggrapperà alla fune e si salverà. Che cosa penseremmo di una persona che, per propria incuria, fosse caduta nell'acqua e che lottando disperatamente per raggiungere la riva, esclamasse: "Come! Debbo dunque salvarmi e cercare di evitare la pena della mia incuria trincerandomi dietro la virtù di un altro che ha sofferto per errori non suoi, e ha dato la propria vita perché io possa vivere? No, mai! Ciò non sarebbe virile. Affronterò la pena che merito!" Non converremmo tutti che quest'uomo è un insensato?". Nel suddetto brano della Cosmogonia, Max Heindel ci dà un'importante indicazione. In queste pagine, abbiamo sempre messo in risalto la necessità della ricerca di una fonte interiore di autorità e guida, perché solo dall'interno può venire un autentico sviluppo spirituale, essendo lo Spirito la scintilla divina che abita in ciascuno di noi. Tuttavia, ciò non significa che dobbiamo rifiutare l'aiuto, il sostegno e la guida di quelli che sono più avanzati di noi. Dovremmo allora, per restare coerenti, rifiutare anche gli stessi loro Insegnamenti, che sono quelli che ci conducono a questa conclusione. In realtà, il progresso spirituale nell'Universo si basa sul SERVIZIO; le stesse Gerarchie Creatrici, che nella sua infanzia intellettuale l'uomo chiamava Dei, hanno progredito e progrediscono servendo noi stessi, in armonia con il Piano Divino. Pur accettando l'aiuto di chi è più evoluto, siamo ben consapevoli che non dobbiamo sviluppare dipendenza da lui, e anzi questo è un metro di giudizio che dovremmo utilizzare per discriminare l'effettiva validità dell'insegnamento che ci viene proposto. Quando i Fratelli Maggiori dell'umanità, mettendosi al nostro servizio, ci danno delle indicazioni, essi ci chiamano a collaborare con la loro opera, e a considerarci non gli autori del servizio che svolgiamo, ma uno strumento e un "canale cosciente al servizio dell'umanità" . D'altra parte, come noi pretendiamo di poter servire i nostri simili o coloro che appaiono essere, per il momento, più indietro o più bisognosi rispetto a noi, e così otteniamo un avanzamento spirituale, allo stesso modo dobbiamo a nostra volta lasciarci servire da chi è più avanzato di noi. Il DISINTERESSE non può, forse, essere disgiunto dall'UMILTÀ.
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