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EDITORIALE DEL MESE DI OTTOBRE 2003Emergenza: "il miracolo dell'esperienza""Emergenza" non è una parola molto gradita: ci dà sempre una sensazione di instabilità, di contrarietà, di disgrazie... di fatica. Trovarsi di fronte ad un'emergenza, significa essere costretti ad accantonare le vecchie buone abitudini che ci danno sicurezza, ad incamminarci verso un'avventura che non si sa se sarà o meno a lieto fine, ad affrontare elementi nemici più o meno ignoti. Eppure in quella stessa parola è nascosto un significato che può aiutarci a vederla con occhio diverso: essa deriva dal verbo "emergere". Chiediamoci allora: che cosa deve emergere? Nella vita tranquilla, nel tran tran quotidiano, finiamo con il vivere d'inerzia; la materia e la vita in essa immersa sono sotto la legge dell'inerzia, e se manca lo stimolo finisce con la stagnazione, si rimane ancorati al passato. Il passato è, in realtà, morto, è già finito. Non cambiare significa non continuare a vivere. Lo Spirito che abita ciascuno di noi esige molto di più: siamo qui per fare esperienza, per accrescere le nostre facoltà, per far diventare dinamiche le potenzialità insite in lui. Ecco allora che qualcosa deve intervenire per smuoverci, per spingerci quasi a migliorarci ponendoci davanti a nuove conquiste, a nuovi ostacoli da affrontare e superare. È in questi frangenti che arrivano le crisi, ed è in questi stessi frangenti che riusciamo ad attingere a quelle potenzialità in un modo altrimenti impossibile. Esaminiamo la nostra vita passata: ciascuno di noi certamente si è trovato di fronte a situazioni inattese, e magari pericolose, e le ha sapute superare, o affrontare, con un'energia, una fantasia, una forza, forse anche una conoscenza che non sospettava di avere. È questo l'accesso alla vera conoscenza, che discende non da speculazioni astratte della mente, che formano solo la memoria cosciente, labile deposito parziale di una sola vita, ma dall'esperienza conseguente all'azione. Solo così la conoscenza sarà davvero e definitivamente incisa nell'atomo-seme del cuore, entrando a far parte del bagaglio che ci porteremo per tutte le vite future, come memoria subconscia. Ad ottenere questo "miracolo" è stato l'"emergere" delle potenzialità dello Spirito, al quale abbiamo inaspettatamente saputo ricorrere grazie alla situazione di crisi. La sicurezza delle vecchie abitudini è bugiarda, è basata sull'inerzia del mondo fisico. Anche davanti alle malattie (situazioni tipiche di crisi) non reagiamo consapevolmente, delegando la soluzione ad altri, al "sapere" - fatto di parole, frutto di memoria cosciente - di altri. Le parole sono il corpo delle idee; così come le parole sono sempre povera cosa rispetto alle idee che vogliono trasmettere, il corpo è una povera cosa in sé, se non lo colleghiamo alle energie che lo costruiscono e si manifestano attraverso di esso. Guarire allora, sotto questo aspetto, è anche frutto di una richiesta del corpo di rispondere alla crisi che chiamiamo malattia, sforzandoci di ristabilire il contatto con lo Spirito, che ci dà attraverso essa l'opportunità di far emergere la Sua Presenza. Aspettiamo i tuoi commenti! |
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GRUPPO STUDI ROSACROCIANI di PADOVA Centro Autorizzato della Rosicrucian Fellowship Oceanside, California. |