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EDITORIALE DEL MESE DI MARZO 2004

Mete inarrivabili?

San Paolo e San Francesco: non sono certo due nomi qualsiasi; anzi, sono certamente fra i più grandi uomini nella storia spirituale dell'umanità intera. Talmente grandi, da apparire irraggiungibili! In un certo senso, nonostante la grande diversità fra loro, hanno una storia comune - ed è per questo che li abbiamo qui collegati - avendo entrambi cominciato, potremmo dire, dal basso.

Entrambi hanno vissuto la prima parte della loro esistenza in un modo totalmente estraneo, se non contrario, al cosiddetto "sentiero spirituale". Sono quindi entrati in crisi, fino a che "una luce li abbagliò", sia pure in circostanze e con modalità diverse. Quella luce era in realtà una luce interiore, che si manifestava alla loro coscienza. Possiamo chiederci: sarebbero diventati quello che sono diventati poi, senza quella precedente esperienza di tutt'altro genere? Certamente no! Anzi, possiamo essere sicuri che anche quella parte della loro vita vissuta in modo contrario al sentiero spirituale, contribuì a far nascere e crescere in loro la spiritualità: in altre parole, anch'essa faceva parte del loro sentiero spirituale.

All'inizio non fu manifesta la santità, e la conversione fu una conquista. Proprio come succede a noi: ancora non siamo santi, ma è possibile, come successe a loro, diventarlo. Non sono affatto irraggiungibili, a meno che non scegliamo di non seguire il sentiero. Se la nostra massima aspirazione è quella di incamminarci in esso, allora una magnifica sorpresa ci attende: scopriamo di stare già calcando la sua via; di esserci già inoltrati e avere già percorso un tratto di strada!

"Non sapete voi che siete Dei?" ci ricorda San Paolo, e San Francesco rivive le stesse esperienze di Gesù Cristo; perciò è irraggiungibile solo quello che ci rifiutiamo di raggiungere.

Nel mese di marzo la natura inizia a risvegliarsi, e i semi sepolti nella terra ri-nascono. Anche la maestosa quercia - da sempre presa come simbolo della grandezza della natura - nacque da un piccolo seme. Se quel seme avesse potuto vederla prima di essere interrato, forse si sarebbe scoraggiato, avrebbe potuto pensare: "è irraggiungibile per me una tale grandiosità". Eppure quella stessa grandiosità non si sarebbe potuta manifestare senza quel piccolo e apparentemente insignificante seme. Proprio come Paolo e Francesco, e tanti altri, non sarebbero diventati quello che sono senza la vita precedente alla loro riconversione (o ri-nascita, o resurrezione).

In questo mese di marzo, perciò, osservando la natura e conoscendo la legge di analogia, consideriamo non scoraggiante, ma al contrario promettente l'annuncio della Pasqua che si avvicina, e che porta alla nostra coscienza un esempio della nostra stessa resurrezione.
"Voi stessi farete le cose che io faccio, e anche di più grandi." (Gesù di Nazareth).

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