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EDITORIALE DEL MESE DI APRILE 2004

Guarigione individuale e collettiva

Noi sappiamo, dai nostri studi, che la malattia trova la sua causa prima nel comportamento pregresso dell'ammalato, che ne è il principale responsabile, e non, come dice la scienza ufficiale, nei più svariati agenti patogeni, che vanno anzi sempre più moltiplicandosi, anziché diminuire, nelle società più scientificamente evolute. La vera guarigione, quindi, non dipende tanto dalla cura farmacologica (ufficiale o alternativa che sia), ma dalla presa di coscienza dell'ammalato e dalla riforma che lo stesso effettua nella propria vita.

Il medesimo principio, basandoci sulla legge di analogia che Max Heindel definisce la chiave maestra per la comprensione dell'universo, possiamo applicarlo ad un livello superiore, cioè a quello sociale. Di fronte a "nemici" esterni che cercano di sconvolgere la nostra convivenza e di "farla ammalare" - e di questi tempi davvero non ne mancano! - non dobbiamo fissarci tanto in essi, come fossero agenti patogeni sociali, ma, se vogliamo guarire, dovremmo riformare la nostra stessa società scoprendone gli aspetti da modificare.

Come per le malattie, gli agenti patogeni ovviamente esistono, ma il segreto della guarigione consiste non tanto nell'eliminarli, ma nel rimuovere il "terreno fertile" al loro sviluppo che possono trovare in noi. Se nella nostra società diventa normale lo sfruttamento e la sopraffazione, se anziché cercare l'amore e ciò che unisce ci muoviamo spinti dal più cieco egoismo, se ognuno pensa solo a se stesso e agisce noncurante delle ricadute che le sue azioni e iniziative possono provocare agli altri, credendo con ciò di fare i propri interessi, se per "fare carriera" si è disposti a calpestare, moralmente e fisicamente, i nostri simili, se, infine, l'unico dio al quale siamo disposti di obbedire e sottometterci è il denaro, come possiamo sperare di creare una società che sia sana e trovi in sé le forze di reagire ad attacchi esterni?

E se tutto questo vige all'interno delle nostre società, cosa può succedere nei rapporti con società di altro tipo? Lo stesso sfruttamento lo vogliamo imporre anche all'esterno, e non vogliamo sentirci dire che il tipo di progresso al quale siamo abituati non può essere appannaggio di tutti gli abitanti del pianeta, che non lo reggerebbe, e che dovremmo pertanto rinunciare a un po' del superfluo per dare del necessario a chi ancora non ce l'ha. Allora, quando la nostra società subisce degli attacchi, non dovremmo forse concentrarci sui nostri difetti, sul nostro comportamento, riconoscendolo come la vera causa prima del male che la colpisce? Solo così infatti potremo guarire: se sapremo riformare coerentemente il nostro comportamento.

Utopia? È la stessa utopia per la quale lo Spirito Solare, il Cristo, si è incarnato sulla Terra e ci trasmette la Sua influenza; è la stessa utopia sulla quale Egli ha scommesso perché è la nostra unica e vera via di salvezza. È la stessa utopia che, grazie a Lui, un giorno realizzeremo.

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