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EDITORIALE DEL MESE DI MAGGIO 2004

La cura da dare al corpo

Leggiamo nella Cosmogonia: "Si parla molto leggermente ed anche pericolosamente, di far prevalere sull'<Io> il <Non Io>; ma soltanto quando avremo coltivato il nostro <Io> potremo sacrificarlo, e sacrificarlo per il TUTTO.... Quando avremo spezzato i legami del sangue e affermato la nostra personalità divenendo indipendenti, potremo realmente divenire anche collaboratori disinteressati dell'umanità."

Fra le tante considerazioni che questo passo ci può ispirare, mettiamone in rilievo una: il valore dell'EQUILIBRIO. Talvolta rischiamo di confondere l'equilibrio con un comportamento che non si sforza più di tanto in una direzione, che agisce senza convinzione, che, insomma, sta nella "media" che giustamente definiremmo "mediocre".

Il metodo Rosacrociano di sviluppo, invece, è ardito, ma è anche concepito come "naturale"; e nulla in natura è squilibrato. Volere salire una scala saltando a piè pari più gradini è il mezzo più sicuro per procurarsi un brutto ruzzolone! Solo l'equilibrio, cioè il rispetto delle leggi cosmiche, garantisce che si sta seguendo la via giusta, senza pericoli sia spirituali che fisici che ne pregiudicherebbero il risultato finale. Fraintendere questo può condurre, ad esempio, a trascurare il corpo per una malintesa tensione verso lo sviluppo dell'anima; allora la pulizia, o l'alimentazione, ecc., vengono trascurate. Sappiamo invece quanta importanza dava loro Max Heindel, tanto da dedicare un capitolo della Cosmogonia all'alimentazione. La cura del corpo è primo dovere dell'aspirante spirituale, poiché essa si riflette anche sui corpi sottili e sullo sviluppo psichico e animico.

Ricordiamo il percorso evolutivo che porta a costruire l'Anima: abbiamo dovuto prima costruire il corpo, e solo quando il corpo sarà perfezionato (non trascurato) potremo assorbirne la quintessenza, cioè l'Anima. È tanto errato trascurare il corpo pensando di agevolare l'anima, quanto trascurare l'anima per pensare solo al corpo.

Uccidere l'"io" per cercare di avanzare spiritualmente, in realtà è solo un suicidio. Abbiamo impiegato un numero incalcolabile di secoli per conquistare l'autocoscienza: è da essa che dobbiamo partire per riprendere il cammino verso lo Spirito. Ma non dimentichiamo che la Mente è l'anello di congiunzione con lo Spirito, e che rappresenta quindi il passaggio obbligato per raggiungerlo. Con equilibrio potremmo suggerire al nostro io: per ringraziarti del servizio che mi hai reso e che mi rendi, voglio espanderti fino a farti diventare compartecipe dell'Infinito, del TUTTO.

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GRUPPO STUDI ROSACROCIANI di PADOVA
Centro Autorizzato della Rosicrucian Fellowship
Oceanside, California.