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EDITORIALE DEL MESE DI LUGLIO-AGOSTO 2004

Sappiamo ascoltare?

Ciò che caratterizza e distingue un insegnamento iniziatico è la sua profondità e universalità, per il fatto di comprendere in sé tutti i piani nei quali si svolge la vita e l'evoluzione.

Talvolta noi cerchiamo queste caratteristiche in altri insegnamenti, teorie o idee, ad esempio in ambito sociale, o politico, o economico, o ancora psicologico, ecc.; ma non ci rendiamo conto che non possono esservi contenute e che sarebbe un errore volergliele attribuire, a causa dell'inevitabile parzialità dell'aspetto studiato. Ci sorprendiamo allora perché un'amica o un amico che condivide il nostro stesso percorso spirituale/iniziatico, non la pensi come noi anche in quegli ambiti.

Se fossimo davvero capaci di inserire l'universalità in tutti i campi della vita e del sapere, superando l'idea che è l'apoteosi della parzialità del "torto" o "ragione", la Fratellanza Universale sarebbe già cosa fatta! Purtroppo però ciascuno di noi per arrivarci deve seguire un percorso, e percorrendolo porta con sé la propria storia, la propria educazione, le proprie scelte ed esperienze, e approfondisce maggiormente un aspetto della realtà, trascurandone momentaneamente, e fatalmente, altri. Così si crea incomprensione con coloro che hanno storia ed esperienze che stanno approfondendo altri aspetti.

Un esercizio spirituale molto importante è quello di partire da questa consapevolezza, per iniziare ad ASCOLTARE gli altri senza l'interferenza delle proprie idee personali (che rischiano di diventare preconcetti): dimenticare se stessi nell'ascolto, sapendo che solo questo significa davvero ascoltare. "Sentire" nel suono, nel timbro, nel trasporto della voce di chi ci parla le sue idee, le sue convinzioni, i suoi punti di vista, le sue motivazioni; diventare, in un certo senso, lui stesso, e dimenticare noi, cioè le nostre idee e le nostre convinzioni e convenzioni. Solo così potremo conoscere davvero lui - e giudicare le sue idee - ma soprattutto conoscere noi stessi.

E magari scoprire che il "nemico" non si trova tanto nell'altra persona, ma che essa risveglia, con le sue idee o il suo comportamento, il "nemico" che giace nascosto in profondità di noi stessi, e che l'altro ha il potere, per risonanza, di risvegliare.

È solo un primo, piccolo passo, capace di rendere più universale gli aspetti ancora parziali del nostro punto di vista: un piccolo passo verso la Fratellanza Universale.

"Guardate alla pagliuzza nell'occhio del fratello, e non vedete la trave che si trova nel vostro!" (Matteo 7:3).

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Centro Autorizzato della Rosicrucian Fellowship
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