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EDITORIALE DEL MESE DI SETTEMBRE 2004

La venuta del Cristo e la mentalità scientifica

Si approssima il periodo dell'anno durante il quale lo Spirito del Cristo Cosmico riprende la Sua discesa verso il nostro pianeta per compiere l'annuale azione di salvezza. Ciò è accompagnato da un modificarsi della natura, che tutt'intorno a noi muta di colore, di calore e di odore. La cosiddetta "mentalità scientifica" materialistica attribuisce tutto questo a cause puramente fisiche, e si accontenta di trovare le leggi fisiche che reggono tali mutamenti per illudersi di essere risalita, così, alla causa prima.

Ma non è così, e forse un esempio può aiutarci meglio a comprendere. Una delle forze di natura più note e più evidenti è senz'altro la forza di gravità. Da millenni l'uomo la sfrutta e da centinaia d'anni la studia, fino ad averne scoperto la formula esatta e averle attribuito un nome scientifico. Ma è proprio questo il punto: dare un nome ad una legge e descriverne le modalità, dire che "è quella forza che attira i gravi verso il centro della Terra", e utilizzarla in mille applicazioni pratiche, non vuol dire realmente conoscerla.

Chi ci sa dire che cosa è la forza di gravità? Ci sono tante teorie, è vero, ma non sappiamo PERCHÉ c'è e CHI la regola! E difficilmente riusciremo a scoprirlo se ci intestardiamo a darle una spiegazione puramente fisico-materiale. È proprio così: noi scopriamo le leggi, e non ci accorgiamo che così facendo ammettiamo implicitamente l'esigenza di un Legislatore, dell'Intelligenza che concepisce quelle leggi. La scienza sembra ritenere che trovare le leggi che regolano i fenomeni materiali escluda la necessità dell'esistenza di Dio. Preferisce dare il merito (o la colpa) al "caso e alla necessità" (che probabilmente anch'essi altro non sarebbero che leggi...). In realtà, è proprio vero il contrario, e l'assurdità di questa idea rende assurda anche la conclusione che Dio, il Legislatore, non è necessario.

Fin dagli albori della civiltà i saggi dell'umanità hanno riconosciuto la Mente Universale come fattore primo della creazione, assieme a tutta una serie di intelligenze minori che collaborano nella sua manifestazione, creando quei fenomeni che la scienza studia solo esteriormente e superficialmente. Ricordiamo che Max Heindel dice che il vero scienziato, colui che è consapevole della reale portata della sua ricerca, dovrebbe avvicinarsi al suo tavolo di laboratorio come ad un altare, dove può incontrare l'Intelligenza Prima nella Sua manifestazione.

A che cosa ci serve una conoscenza che sappia scoprire e coprire solo la minima parte fisica della manifestazione? Che trovi giustificazione in se stessa e non sappia trasformarsi in autentico strumento di evoluzione per l'uomo? È logico che in questo modo le sue scoperte e invenzioni diventino, fatalmente, pericolose. Ne nasce la consapevolezza, ormai generalizzata, che dovrebbe soggiacere ad una visione etica. Ma senza considerare la causa spirituale dei fenomeni, è un'illusione richiamarsi ad un'etica che voglia imbrigliare l'intelletto dell'uomo; solo allargando la visuale ad una concezione spirituale del mondo la scienza potrà davvero progredire, unendosi alla religione.

Il solo studio intellettuale non potrà aggiungere un solo atomo al nostro corpo-anima, la cui costruzione invece è il vero scopo per cui stiamo facendo esperienza su questa Terra. È quello che viene ogni anno a ricordarci - e ad aiutarci a costruire - il Raggio Solare del Cristo Cosmico.

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