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EDITORIALE DEL MESE DI MARZO 2005

Le diversità come opportunità

Le nostre città stanno sempre più accogliendo elementi "estranei" al loro tessuto tradizionale, nuovi cittadini dalle più diverse provenienze, con conseguente difficile comprensione e convivenza. Ciò ci forza a mettere in discussione vecchie abitudini e, di conseguenza, condizionamenti.

Il risultato è che all'interno del nostro quartiere si affiancano zone di integrazione ad altre che potremmo definire "off-limits". Queste ultime sorgono quando da entrambe le parti non si sa accogliere la diversità, e come reazione sorge un rifiuto e un arroccamento che vorrebbe tornare alla città monoetnica e... tranquillizzante.

Si vorrebbe espellere il diverso dalla nostra città, dalla nostra vita... dalla nostra coscienza. Si vede il diverso come un nemico - ridando vita alle logiche della tribù che si doveva difendere, monoliticamente, dagli attacchi dei "diversi" - anziché come una ricchezza, che oltre ad essere materiale e culturale è soprattutto interiore, esprimendosi come opportunità di comprendere e superare quei condizionamenti che tengono lontani dall'adattamento a nuove situazioni, elemento indispensabile all'evoluzione.

"Come in alto, così in basso": se ancora una volta utilizziamo questa idea come chiave di conoscenza, troviamo un riscontro a questi problemi nel nostro sistema solare. La sfera di Saturno è quella che porta il risultato finale della nostra mancanza di sforzi di adattamento: la disintegrazione. All'interno di ogni onda di vita, di ogni Gerarchia, di ogni razza, di ogni società, vi sono individui che più di altri si adeguano alle sempre nuove necessità evolutive - e avanzano prima degli altri - e individui che sono invece refrattari ad ogni novità, rimanendo indietro fino ad essere relegati nella sfera di Saturno e perdere - per questa Manifestazione dell'Universo - qualsiasi opportunità di progresso. La parola-chiave è quindi sempre la stessa: "Adattabilità", senza la quale rimane solamente la cristallizzazione.

Ricordiamo che il Cristo disse di essere venuto per "Cercare e salvare le pecorelle che si erano smarrite". Nel nostro comportamento ed atteggiamento quotidiano, non dobbiamo noi forse fare - o tentare di fare, al nostro meglio - altrettanto? Il "diverso" può pertanto trasformarsi, sotto molti aspetti, da nemico a nostro Maestro! Noi sappiamo che l'evoluzione ci sta chiedendo di inaugurare un'epoca di Fratellanza Universale; rimanere nella logica anticristiana della tribù e costruire nuovi o vecchi "ghetti", ci farebbe allontanare dalla sfera Solare ed avvicinare a quella di Saturno.

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