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EDITORIALE DEL MESE DI GIUGNO 2005

La personalità del fondatore

Una delle impronte che Max Heindel, il nostro Fondatore, volle dare, sotto l'impulso dei Fratelli Maggiori, e che risalta nelle pagine da lui scritte quando parla dell'Associazione Rosacrociana, è quella dell'indipendenza e autonomia necessarie a chi si voglia mettere nel sentiero spirituale. Il nome da lui coniato di "Associazione Internazionale di Mistici Cristiani" suggerisce quanto l'esistenza e la continuità di questa ideale unità di individui, faccia appello esclusivamente ai singoli Studenti, e soprattutto Probazionisti, indipendentemente da qualsiasi altro "supporto" di natura materiale.

Egli stesso, dotato di forte personalità, si è sempre presentato in grande umiltà, attento a non far prevalere se stesso sugli Insegnamenti e a non far fondare su se stesso la convinzione, che dev'essere solo interiore, di chi li studia e pratica. Imporre la propria "personalità" - che rappresenta la parte inferiore della composizione dell'uomo - non può infatti alla lunga supportare un via che vuole essere del tutto di carattere spirituale. Un errore simile sarebbe quello di vedere in una serie di edifici la "sede" spirituale: questa non può che essere eterica, e un punto fisico e geografico può solo servire da catalizzatore temporaneo, fintantoché l'archetipo della Scuola non sia formato. Il Tempio che dobbiamo costruire singolarmente è il Tempio Interiore, dimora dello Spirito, che è, con le parole di Max Heindel, il più sacro mai edificato sulla terra. Solo l'insieme di questi Templi costituirà in futuro il vero Tempio Eterico, dipendente allora dal comportamento di tutti coloro che aspirano a costruirlo e abitarlo.

Qualsiasi organizzazione, o insieme di individui, che si fondi sulla "personalità" del fondatore, è destinata a rimanere invischiata nei meandri e ingranaggi propri della forma: Max Heindel ha sempre tenuto a dire che egli aveva ricevuto gli Insegnamenti Rosacrociani dall'Ordine, e quindi che non erano "suoi", e che li aveva solo comprovati grazie alle sue doti chiaroveggenti. Il lavoro quindi è "nostro", di ciascuno di noi, al quale abbiamo l'onere e l'onore di partecipare nella maniera più immediata e accessibile: il nostro comportamento nella vita di tutti i giorni.

Possiamo quindi ritenerci fortunati a poter contribuire a quest'opera, destinata ad essere fondamentale per il cammino dell'umanità, sapendo di essere singolarmente utili; a ciascuno di noi è richiesto di collaborare e di sentirsi responsabile.

Teniamo però presente la frase che abbiamo recentemente rinvenuto, e fatta nostra: ciascuno di noi è Dio, ma Dio non siamo noi, come ogni singola nota è musica, ma la musica non è una singola nota!

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GRUPPO STUDI ROSACROCIANI di PADOVA
Centro Autorizzato della Rosicrucian Fellowship
Oceanside, California.