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RACCONTI DELLA NUOVA ERA PER RAGAZZI

ARIETE - AZIONE

Lisa stava di nuovo dormendo in pieno giorno mentre tornava lentamente a casa, riflettendo e guardando, passando loro davanti, le vetrine dei negozi. Sognava molto spesso durante il giorno, e pianificava questo e quello, o altri ambiziosi progetti che aveva in mente. Raramente, però, faceva qualcosa per realizzare questi schemi.

Vide qualche materiale che sarebbe stato ideale per il vestito che da settimane pianificava di fare, ma pensò che poteva attendere fino al giorno dopo per comperarlo. Non c'era alcun bisogno di cominciare il vestito immediatamente. Solo quel pomeriggio aveva lasciato passare, per nessuna buona ragione, il termine delle prove generali per il Dramma Club senza leggere la parte che aveva visualizzato per sé, ma si consolò col pensiero che vi sarebbero state altre esibizioni con altre prove generali "più avanti". Una mostra di cartoline d'auguri le ricordò che aveva a lungo pianificato di disegnare una cartolina elaborata per i nonni, nel 50° anniversario del loro matrimonio, fra solo due giorni. "Beh, suppongo che non potrò più farla dopo tutto", si disse. "Comprerò loro una cartolina domani."

Quando arrivò a casa, sua madre stava mescolando gli ingredienti di una nuova ricetta. "Oh, volevo andare ieri dal droghiere, in modo che fosse pronto per stasera" disse Lisa.
"Lo so, cara, l'avevi detto", disse sua madre rassegnata, "ma poiché non ci sei andata lo farò meglio ora."
Lisa stava scendendo le scale, quando si fermò sentendo la voce della sorella al telefono.
"Io lo so che ha promesso di raccogliere le donazioni nel vicinato, ma tu sai che non possiamo fidarci di lei. Dice sempre che farà qualcosa e non lo fa mai. L'iniziativa è per venerdì prossimo e lei non ha ancora iniziato. La signora Marshall mi ha detto che ha un'intera pila di vestiti vecchi, ma finirà per darli alle signore della chiesa se non andiamo a prenderli subito."

La sorella di Lisa era presidente del club femminile d'aiuto alla scuola superiore, che aveva sponsorizzato una raccolta di vestiti per bambini d'oltreoceano. Lisa, col suo solito entusiasmo, aveva detto: "Certo, li prenderò io dai nostri vicini. Bastano poche ore al giorno, e in un paio di settimane avrò tutti i vestiti." Ora le tornava alla mente lo sguardo scettico sul viso di sua sorella mentre le diceva: "Sei sicura che lo farai?", e la sua stessa replica risentita: "Ho detto che lo farò, no?"

"Credo che abbia ragione" pensò Lisa, punta sul vivo. "La gente non può fidarsi molto di me. Bene, glielo mostrerò. Procurerò la roba adesso, anche se è troppo tardi."
La madre si mostrò dapprincipio riluttante a prestare la macchina a Lisa, ma quando lei le spiegò che voleva rimediare alla sua precedente pigrizia e raccogliere tutti i vestiti donati dal loro piuttosto vasto vicinato quel pomeriggio, e quando notò la rara, determinata espressione sul suo viso, si intenerì.

Parecchie ore più tardi, la famiglia era seduta a tavola quando Lisa irruppe in casa. "Il sedile dietro e il bagagliaio della macchina sono pieni di vestiti vecchi," disse, con la noncuranza migliore che le riuscì, alla sorella. "Se la mamma è d'accordo li porterò con la macchina a scuola domani."

"Vuoi dire che alla fine li hai raccolti?", le chiese, stupita, la sorella.
"Sì, l'ho fatto", disse Lisa, "Da questo momento penso che la gente può fidarsi un po' di più di me. Oh, va bene," sorrise alla sorella che stava arrossendo in viso, "ho sentito quello che dicevi al telefono, e all'inizio mi ero arrabbiata, ma adesso sono contenta di averlo sentito. Suppongo che un sacco di persone siano disgustate per il fatto che non mantengo le promesse, ma tutto ciò sta cambiando. È arrivata l'ora di rimediare."

"Non hai idea di quanto sia felice di sentirti dire queste cose, Lisa" disse sua madre. "Stavamo cominciando a chiederci cosa potevamo fare con te e tutti i tuoi piani che mai si traducevano in azioni. Credo che non dovremo più chiedercelo."
"Non dovrete più chiedervelo, né preoccuparvi" disse Lisa sorridendo. "E d'ora in poi, quando dirò che devo andare dal droghiere, lo farò veramente!"

Lisa mangiò per qualche minuto pensierosa, e poi disse: "Sapete, credo che sia più divertente fare le cose, piuttosto che solo pensare di farle. Mi sento davvero come se avessi fatto qualcosa di importante, questo pomeriggio. Forse è quello che la gente chiama 'un senso di soddisfazione'. E c'è un'altra cosa che la gente dice, e che ora ricordo: 'le azioni parlano più forte delle parole'."

"Bene, abbiamo un buona dose di filosofia questa sera" ridacchiò il padre di Lisa. "So che qualche persona in fabbrica che potrebbe fare buon uso di questa erudizione. Saresti così gentile da venire a darci qualche dimostrazione pratica?" "Forse è meglio aspettare che abbia fatto un po' di pratica," disse sorridendo Lisa. "Nel frattempo, se mi scusi, devo fare una cartolina per l'anniversario dei nonni. Non posso farne una carina, se mi tieni occupata proprio ora!"


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