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RACCONTI DELLA NUOVA ERA PER RAGAZZILEONE - DIREZIONE, LEADERSHIPC'era un bailamme nella stanza, quando Jeff entrò, che si guardò intorno, sorpreso. A causa dei suoi compiti di con- trollo, egli arrivava ogni mattina qualche minuto più tardi, e di solito trovava la classe già al lavoro. Oggi, tuttavia, gruppi di studenti erano raggruppati qua e là, parlando e ridendo, alcuni erano con i piedi sul banco fingendo di dormire, una palla di carta stava attraversando la stanza e colpì inaspettatamente una ragazza costringendola a ripararsi. Il rumore era assordante. Ovviamente, la signora Trask non era ancora arrivata, e nemmeno vi era un sostituto. Alcuni ragazzi, con le dita nelle orecchie, tentavano di leggere, ma la maggioranza sembrava godersi una vacanza. "Ehi, Jeff, aggiungiti alla festa," lo chiamò uno, ed egli si avvicinò ad un gruppo che stava facendo piani per il fine settimana. "Non è stupendo?" disse uno corpulento che aveva problemi per restare nella squadra di calcio a causa dei suoi voti; "Non avevo fatto il compito di storia, e se resterà a casa per tutto il periodo sarò salvo!" "Si rifarà con te domani," rifletté Jeff accigliato. "Rendi solo le cose più difficili. Sai che la squadra ha bisogno di te." "Ok, capitano, ok!" il ragazzo si inchinò sardonicamente, "ma sono ancora contento che lei non sia qui." Un altro ragazzo correva velocemente, inseguito da una ragazza strillante; "Marty, dammi la mia borsa!" Jeff lo raggiunse e con mano ferma afferrò Marty per una spalla. "Restituiscile la sua borsa. Sei ancora in prima classe?" gli disse severamente. "Bah!" mormorò Marty, ma restituì la borsa. Jeff, le mani in tasca, sorvegliava la scena un po' da lontano, con occhio preoccupato. Il rumore stava aumentando, i disturbatori della seconda stavano prendendo il sopravvento e la situazione rischiava di sfuggire di mano.Ci pensò su un momento, e si fece forza. Raggiunse a grandi passi l'inizio della stanza e saltò su un banco con una stecca in mano. "Ok ragazzi, smettetela," urlò. Qualcuno guardò in su, ma ci vollero alcuni minuti prima di ottenere il silenzio. "Nessuna sorpresa se ci dichiareranno irresponsabili se ci comportiamo in questo modo non appena veniamo lasciati soli." "Guardate chi sta giocando a fare l'insegnante," disse uno dei disturbatori con scherno. "Stai cercando un lavoro, Prof?" "Stai calmo!" Jeff si rivolse al suo inquisitore con un tono e uno sguardo così autorevoli che il sarcasmo si spense. "Adesso" continuò, "non c'è una persona qui che non abbia niente da fare. Ricordate quell'esame di geometria di domani." I mormorii provenienti da tutta l'aula lo fecero sorridere. "Visto? Ora comportiamoci da persone adulte, sedendoci e cercando di fare qualcosa di utile. Io per conto mio lo farò." Qualcuno tentò di reclamare, ma la maggior parte degli studenti si diresse al proprio banco. "Jeff ha ragione," disse uno; "mi auguro che non sembriamo uno zoo." "Peggio, direi!" rise Jeff. Dopo un po' di tempo, qualche incoraggiamento e tentennamento, qualche parola di Jeff; alla fine tutti erano seduti e, se non proprio studiando, almeno tranquilli. Anche Jeff si sedette e aprì un libro, ma con un occhio sorvegliava ancora i due disturbatori che continuavano a bisbigliare e a guardare significativamente verso di lui. Ben presto tutti erano concentrati nel loro lavoro e tutto era quieto. Improvvisamente la porta si aprì, il direttore entrò e si fermò brevemente con stupore guardandosi attorno, e aprendosi in un sorriso. "Bene," disse; "questa sì è una sorpresa. Per un attimo avevo pensato che fosse arrivata la signora Trask. Ha avuto problemi alla macchina e sarà qui fra mezz'ora. Pensavo di fermarmi qui con voi, ma vedo che non serve. Perfino Marty e Jock sono al loro posto!" Marty e Jock sorrisero angelicamente. "Chi ha operato questo miracolo?" chiese il direttore. Jeff tacque, ma rispose una delle ragazze: "Jeff ci ha messo in riga, signor Hoover. Altrimenti non ci sarebbe questa quiete." La classe rise e il signor Hoover ridacchiò. "No, immagino di no, ma ora tutto è a posto. Bel lavoro, Jeff. Ci vuole un vero leader per organizzare in questo modo le persone, e tu hai fatto un ottimo lavoro." Il signor Hoover uscì, gli studenti continuarono a lavorare sodo, e quando la signora Trask arrivò mezz'oretta dopo, ciascuno osservava con soddisfazione tutto il lavoro svolto. "Grazie Jeff, non avrò compiti da fare a casa oggi," qualcuno disse attirando un applauso. "Il signor Hoover mi ha detto cosa ha fatto Jeff," disse la signora Trask. "E vorrei complimentarmi con lui. Non è compito facile tenere in riga un'intera classe - come solo io so molto bene - e sono felice che egli sia riuscito a rendervi consapevoli dell'importanza di usare bene il tempo, e di ricordarvi il motivo principale per cui siete qui. Spesso sentiamo dire che il mondo ha bisogno di leader migliori, e l'epoca giusta per cominciare è da giovani." "C'è qualcos'altro però, signora Trask," disse Jeff; "un leader non andrebbe molto lontano se le persone che egli cerca di guidare non collaborano. I ragazzi hanno collaborato benissimo." "Sì, l'hanno fatto" sorrise la signora Trask, "e credo che noi tutti abbiamo imparato una buona lezione qui, oggi". |
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