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RACCONTI DELLA NUOVA ERA PER RAGAZZI

Giugno 2005

GEMELLI - VERSATILITÀ

Farò un tentativo," disse Gwen. "Non dovrebbe essere troppo difficile." Gwen non aveva mai lavorato come venditrice o fatto scambi fino ad allora, ma quando Jean si era ammalata qualcuno aveva dovuto prendere in mano il banchetto delle Ragazze Scout al bazar, e Gwen si era offerta volontaria.

Gwen era sempre pronta a provare qualcosa di nuovo, e di solito le riusciva. Si poteva contare sul suo impegno e sul suo aiuto nella maggior parte delle emergenze, e se veniva chiamata a fare qualcosa che conosceva appena, si applicava nel compito fino ad impararlo. Era capace di cucinare e di cucire i propri vestiti, era attiva nel circolo teatrale, segretaria della classe, aveva buoni voti, amava i bambini e spesso li accudiva.

"In effetti," si era sentito dire dalla sorella Jo con stizza, "Gwen può fare di tutto. Vi sono delle persone così fortunate!"

"Non è per niente una fortuna," sua madre aveva tentato molte volte di dirle. "Gwen solo si convince che è in grado fare qualcosa, e ci lavora finché ci riesce. Non ha paura di provare." Jo non aveva mai accettato di buon grado questa spiegazione, tuttavia, e continuava ad insistere che le capacità di Gwen erano tutte dovute alla fortuna.

"Come va?" chiede Jo fermandosi alla baracca delle Ragazze Scout. "Bene," disse Gwen. "Ho avuto un sacco di clienti, ed è proprio divertente. Senti, Jo, potresti starci tu per un po'? È passata l'ora di pranzo, e sto morendo di fame."

"Non conosco i prezzi della merce, o di qualsiasi cosa," protestò Jo, "e mescolerei tutto facendo gli scambi. Ti porterò un panino, se vuoi."

"Oh, ti prego, Jo - vorrei uscire di qui per un po'. I prezzi sono tutti segnati, e gli scambi non sono così difficili, solo che calcoli. Ti prego." Alla fine Jo acconsentì, riluttante, a restare nel banchetto per un'ora, e il suo primo cliente apparve nello stesso istante in cui Gwen era sparita dalla sua vista. Incerta, Jo guardò i prezzi della merce, e annaspò maldestra negli scambi. Il cliente sembrava seccato e Jo fu sorpresa nel vedere che alla fine acquistò tutto. "Avrei potuto fare di meglio," si lamentò con se stessa. "Come ho fatto a fare tutta quella confusione?". Parecchi clienti si avvicinavano. Questa volta Jo fece un profondo respiro e disse: "Vi prego di perdonarmi se sono lenta, ho cominciato solo pochi minuti fa e mi sto ancora guardando attorno. Che cosa posso mostrarvi?" I clienti furono pazienti, Jo intuiva la loro simpatia e, sentendosi più a suo agio, concluse le vendite con una certa sicurezza. All'arrivo di un cliente successivo, Jo si accorse che aveva imparato la maggior parte dei prezzi, e che fare gli scambi era abbastanza semplice se non si distraeva.

Al suo ritorno, Gwen trovò Jo che indicava i vantaggi di una merce ad un cliente, e si comportava come se avesse passato nei banchetti tutta la vita. "Sei già di ritorno?" le chiese Jo. "Perché non ti riposi ancora un po' o qualcosa del genere? Mi sto divertendo un mondo!" "Allora resta ed aiutami," rise Gwen. "Sembra che venga molta gente nel pomeriggio, e avremo bisogno di due persone." Un gran numero di clienti si avvicinò al banchetto quel pomeriggio, e Gwen si considerò molto fortunata dall'inaspettato aiuto della sorella. La merce fu venduta velocemente, e ad un certo punto Jo sospirò: "Vorrei che ci fossero più articoli da vendere. Il prossimo anno dovremo fare un rifornimento maggiore."

Gwen sogghignò, ricordando quanto Jo fosse stata riluttante nell'avere qualcosa a che fare con il bazar, quando la lasciò sola. Era mai possibile che divenisse una delle forze trainanti nel banchetto del prossimo anno?

Parecchie ore dopo, la loro madre fu sorpresa di vederle entrambe nel banchetto, Jo che lavorava con più professionalità di Gwen. Le guardava da lontano, e poi, senza farci notare, riprese la sua strada. Quella sera Gwen spillò il modello del suo nuovo vestito nella stoffa, e cominciò a cucirlo. Jo guardava criticamente. "Non sembra così difficile," disse. "Scommetto che lo farei anch'io."

"È naturale che lo faresti," disse Gwen. "Tutto quello che devi fare è leggere le indicazioni e seguirle." "Penso che domani mi prenderò della stoffa e ci proverò," meditò Jo. "Sai, è davvero piuttosto divertente fare delle cose nuove. Se qualcuno mi avesse detto stamattina che avrei maneggiato in quel modo nel banchetto, e che avrei finito per divertirmi facendolo, penso che sarei tornata subito a letto! Ma l'ho fatto senza alcuna preoccupazione, dopo qualche errore iniziale, e, credimi i no, ero davvero dispiaciuta quando è venuta l'ora di chiudere!"

La mamma entrò con un piatto di cioccolatini. "Beh, Jo, vedo che hai avuto una giornata fortunata anche tu oggi," sorrise. "Eh?", Jo guardò in su confusa. "Oh, quello! Beh," strizzò l'occhio alla mamma, "non è stata proprio per niente fortuna, sai. Ho solo deciso che dovevo farlo, e ci ho lavorato su fino a riuscirci. Posso fare qualunque cosa, vedi?"

"Lo vedo," rise la loro madre, "e vedo anche che ho due ragazze versatili a disposizione. Suppongo che avrò il mio daffare a trattenervi. Va bene questo per un nuovo inizio?" Porse il piatto ed entrambe le ragazze lo raggiunsero impazienti per prendere qualche cioccolatino.


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