Diapason.jpg

Sommario Racconti Home page

RACCONTI DELLA NUOVA ERA PER RAGAZZI

Settembre 2005

VERGINE - SERVIZIO

Barbara guidò la paziente su una sedia in veranda, ravvivando delicatamente il cuscino dietro la sua testa, e sorridendo.

"Ora, signora Simmons, se ha bisogno di qualsiasi cosa, prema il cicalino."

"Sii benedetta, mia cara", disse la signora Simmons, stringendole le mani. "Voi Giovani Volontarie siete delle ragazze così dolci; non so cosa sarebbe questo ospedale senza di voi."

Barbara gettò una rapida occhiata attorno alla stanza, raccolse delle riviste dal pavimento, girò la carrozzina di un altro paziente per evitargli di guardare direttamente il sole, e si affrettò verso l'atrio con un vaso di fiori appassiti. Stava buttando via i fiori quando arrivò la caposala. "Potresti leggere un po' per il signor Wilkins?" chiese. "È molto agitato oggi."

"Certo," disse Barbara, e andò nella stanza dove il vecchio signor Wilkins, che doveva restare con gli occhi bendati ancora per una settimana, era a letto. "Cosa dice di continuare 'Oliver Twist'?" chiese. "Sono impaziente di sentire cosa succederà ancora."

"Si tratta della mia ragazza preferita?" Il signor Wilkins sorrise per la prima volta in quella giornata. "Quando mi toglieranno queste bende la prima persona che voglio vedere sei tu, specialmente se sei così carina come la tua voce."

Barbara fece una risatina, e fu contenta che il signor Wilkins non potesse vedere il suo rossore. Si sedette e cominciò a leggere, controllando di tanto in tanto l'apprezzamento sul viso di quell'uomo anziano. Dopo 20 minuti, egli tranquillamente si addormentò, lei appoggiò il libro e in punta di piedi uscì dalla camera.

Una allieva infermiera dall'apparenza tormentata si agitava lungo il corridoio, spingendo un carrello pieno di strumenti. "Oh, Barbara, sei libera? Potresti mettere via questi per me? Devo andare alla mia classe proprio adesso, e non posso lasciare questa roba in giro."

"Gimmie," rise Barbara, "rilassati!" L'allieva infermiera spinse con gratitudine il carrello verso di lei e scappò via. Barbara continuò lungo il corridoio, fermandosi a sistemare il letto di un paziente, riempiendo d'acqua la brocca di un altro, e indirizzò alcuni visitatori nella stanza giusta, prima di arrivare al ripostiglio. Aveva appena finito di riporre gli strumenti quando un dottore entrò e disse: "Ah, eccola signorina Peters."

Barbara, ancora non abituata a sentirsi chiamare "signorina", tentò di non mostrare la sua sorpresa e disse: "Posso fare qualcosa per lei, dottore?" "Sì," rispose. "Ho un nuovo paziente al 115: la signora Gabriel. Dev'essere operata domani ed è molto nervosa e preoccupata per i figli, e soprattutto non sa parlare molto l'inglese. Se lei potesse tenerle un po' la mano e cercare di calmarla, sarebbe di grande aiuto."

Come Barbara entrò nella stanza 115 vide la signora Gabriel, con le mani strette tra loro e quasi in lacrime, seduta sul bordo del letto. "Oh, non sembrate essere molto comoda, signora Gabriel," disse. "Credo che possiamo fare di meglio."

Prima che la signora Gabriel riuscisse a dire una parola, si trovò appoggiata ad un letto rialzato, la foto della sua famiglia sul comodino girata in modo che la potesse vedere, e un bicchiere d'acqua in mano. "Che bei bambini!" esclamò Barbara, ammirando la fotografia. "Quanti anni hanno?" Presto la signora Gabriel, in un inglese stentato, stava parlando con entusiasmi dei figli, e quando il medico entrò 15 minuti più tardi, trovò la paziente e Barbara ridere di gusto circa una burla che il figlio più giovane aveva fatto al fratello.

Dopo di ciò, Barbara aiutò a distribuire i vassoi della cena, mise in ordine la sala d'attesa, e portò via i vassoi quando i pazienti finivano di mangiare. Fu stupita di sentire la capo infermiera dire: "Barb, non è l'ora di andare?" e guardò l'orologio per vedere che erano passate le 6. "Perbacco, sì," disse, "la mamma starà aspettando!" Raccolse la sua roba, salutò l'infermiera e corse fuori per vedere la macchina della madre parcheggiata presso la porta. "Caspita! esclamò, e rise sedendosi nel sedile e sorridendo alla madre.

"Pomeriggio impegnativo, cara?" le chiese la madre, inserendosi nel traffico. "Direi! Non mi sono fermata un attimo. Mi dispiace di aver fatto tardi, ma credo di non avere guardato l'orologio. Non capisco come il tempo sia volato." "Questo vuol dire che hai lavorato duro", rise sua madre. "che cosa hai fatto oggi?" Barbara cominciò a raccontarle i lavori del pomeriggio, e mentre diceva tutte le cose che aveva fatto diventava sempre più entusiasta, e aggiungeva nuovi dettagli. Erano quasi a casa quando si fermò pensierosa per un minuto.

"Mamma," disse, "ricordi quella volta in chiesa quando il prete disse che il servizio era gratificante? Io non sapevo cosa voleva dire, ma credo di saperlo ora. Mi è davvero piaciuto questo pomeriggio, e credo fosse perché stavo aiutando le persone. Era un lavoro divertente, non un vero lavoro. La madre rise: "Oh, era vero lavoro, e il vero servizio può essere gradevole. Se ricorderai sempre quello che hai imparato oggi, cara, avrai una vita molto soddisfacente, e molto utile."


Sommario Racconti Home page
GRUPPO STUDI ROSACROCIANI di PADOVA
Centro Autorizzato della Rosicrucian Fellowship
Oceanside, California.