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RACCONTI DELLA NUOVA ERA PER RAGAZZI

Ottobre 2005

BILANCIA - EQUILIBRIO

Sandy aveva lo sguardo fisso mentre metteva giù la cornetta. "Linda è ammalata," annunciò. "Oh, non ci voleva," disse sua madre, "spero non sia niente di serio". "Non lo è, però non potrà fare il discorso al Circolo Comunale stasera, e la sig.ra Greer vuole che lo faccia io."

Sandy e Linda avevano passato l'estate lavorando al campo per bambini poveri. Erano state invitate dal Circolo Comunale a raccontare le loro esperienze e a Linda, sempre estroversa e comunicativa, piaceva l'idea di dover fare un discorso. Sandy, che gelava solo all'idea di stare in piedi di fronte a un gruppo di persone, aveva detto che sarebbe andata per sostegno morale e per mostrare alcune diapositive delle attività del campo. Ora il presidente del Circolo Comunale voleva che Sandy parlasse.

"Non posso fare un discorso, mamma," si lamentò Sandy. "Tutta quella gente che mi squadra - semplicemente morirei!"
Sua madre sapeva bene com'era Sandy, e segretamente era contenta che fosse costretta infine ad uscire dalla sua conchiglia e affrontare il pubblico. "Non morirai, cara, e puoi parlare delle esperienze nel campo proprio come avrebbe fatto Linda." "Io non posso parlare come fa Linda, mamma," protestò Sandy. "Lei ha sempre tutto sulla punta della lingua, e tutto ne esce come un racconto, e non importa cosa la gente le chieda, lei trova sempre una risposta."

"Perché dovresti parlare come Linda?" chiese sua madre. "Parla come Sandy. Ti piaceva il tuo lavoro al campo, non è vero?" "Sicuro che mi piaceva!" esclamò Sandy. "Era magnifico vedere quei bambini dei bassifondi diventare felici e sani. E il modo in cui alcuni di loro non avevano mai visto un coniglio prima..."
Sandy continuò esuberante per alcuni minuti, mentre il sorriso sul volto della madre si allargava. "Vedi," la interruppe dopo un po', "tu stai parlando del campo senza alcuna preoccupazione, e così facendo tutto sembra meraviglioso. Di che cosa hai paura?" "Oh, mamma!" il volto di Sandy tornò serio, "sto parlando a te. Capiscimi. Stasera dovrò parlare a tutte quelle persone estranee."

"Non credi che capiranno? Sono persone, non mostri. E non pensarci. Pensa a tutte le cose meravigliose che sono successe al campo e il discorso andrà avanti da solo."
Dopo che la mamma fu uscita, Sandy si sedette abbattuta per un po', quindi andò in camera sua e cominciò a prendere degli appunti. Alla fine, ragionò, se aveva alcuni appunti da consultare la sua mente non sarebbe stata del tutto vuota, e avrebbe potuto dire qualcosa, anche se poteva suonare noioso. Passò la maggior parte del pomeriggio a far pratica per il discorso, diventando sempre più nervosa, e all'ora di cena riuscì a mangiare a malapena qualcosa.

Suo padre la prese un po' in giro, sperando di farla sorridere, ma quando vide che cominciavano a spuntarle le lacrime, smise. Andarono in macchina al Circolo Comunale in silenzio, e uscendo dall'auto il papà l'abbracciò e la mamma le strinse le mani, augurandole buona fortuna. "Grazie," sospirò Sandy, molto pallida, con le mani che tremavano così tanto che faticava a tenere i suoi appunti. Prese posto sul palcoscenico, e si sedette intontita mentre iniziavano i preliminari del programma. Alla fine il presidente disse: "Ed ora, signore e signori, la signorina Sandra Devis vi racconterà del suo lavoro presso il Campo Cascade."

Tra gli applausi, Sandy camminò fino al centro della scena. Con una fievole, tremante voce cominciò a parlare. Ci fu un rimescolamento fra il pubblico, e lei vide suo padre, seduto quasi di fronte, mimare la parola "Più forte!" con le labbra e con un sorriso di incoraggiamento. "Oddio," pensò Sandy, "sono già agitati, e non riescono a sentirmi."

Quindi improvvisamente scrollò le spalle e alzò il mento. "Va bene, mi farò sentire." Appoggiò gli appunti e disse: "La mia amica Linda Johnson avrebbe dovuto fare questo discorso. Io non sono capace di farlo come lei, ma vi racconterò il campo a modo mio, se sarete pazienti con me." Vi fu un incoraggiante accenno di applauso, e Sandy sorrise e si rilassò un po'. "Sapete che vi sono dei bambini della nostra città che non hanno mai visto un coniglio? Nel mio primo giorno al campo..." continuò con gli aneddoti con lo stesso entusiasmi con cui aveva chiacchierato con la mamma quella mattina. Parlò senza gli appunti per circa mezz'ora, diventando così assorbita nell'argomento che era quasi inconsapevole del pubblico - il quale, a sua volta, ascoltava affascinato. Alla fine Sandy disse: "Avevo pensato di mostrare qualche diapositiva dopo il discorso di Linda. Le volete ancora vedere?" Seguì un altro applauso, quindi Sandy mostrò le diapositive e rispose alle domande.

Durante il rinfresco che seguì al programma, molti membri del circolo si raggrupparono attorno a Sandy, facendole altre domande. Lei, sorridente e distesa, padroneggiò la situazione, divertendosi della cosa. Un buon amico di famiglia si avvicinò alla madre di Sandy. "Ho sempre pensato che Sandy fosse una ragazza timida," sussurrò. "Cosa le è successo?"

"Ha trovato il suo equilibrio, oggi," sorrise la madre. "Ora che ha trovato sicurezza in se stessa, sono certa che lavorerà duro per renderla una parte naturale del suo carattere."

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