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RACCONTI DELLA NUOVA ERA PER RAGAZZIDicembre 2005LA REGINA DEI BUONI PENSIERIEra una bellissima giornata. Si udiva, nell'aria, il canto di un gruppo di ragazzi: "...Se avete un buon pensiero, cantatelo...". La giornata era meravigliosa, tutta la natura era esuberante di vita. i ragazzi avevano terminato di cantare e ora si erano seduti in cerchio sotto i rami degli alberi. Un ragazzo del gruppo, di nome Dick, chiese: "Qualcuno fra voi sa cosa sono i pensieri? Mio nonno, che è un uomo saggio e conosce molte cose, mi ha insegnato l'altro giorno un poemetto." "Oh, recitalo" dissero gli altri ragazzi. "Bene, eccolo: So che i pensieri son cose viventi, Che hanno corpo, fiato e ali, E che tutti quelli che emetti, Riempiono il mondo tali e quali." "È tutto qui?", chiesero i ragazzi, "Sembra strano" disse un altro, "e cosa significa che hanno corpo, fiato e ali, e che noi emettiamo? Non credo di avere capito bene, si direbbe che i pensieri sono come degli uccelli, delle farfalle o qualcosa di simile. Allora, Dick, spiegaci cosa significa tutto questo." "Non so spiegarvelo, ed è per questo che vi ho fatto la domanda", obiettò Dick. "Perché non andiamo a cercare qualcuno più grande di noi che possa spiegarcelo?" replicò. "E chi?", chiesero in coro. "Non so, - rispose Dick - ma se facciamo una passeggiata nel parco forse incontreremo il nonno o qualcuno che lo sappia." I fanciulli andarono gaiamente a passeggiare nel parco. Tutto ad un tratto Dick udì un risolino strano, e nel calice di una viola del pensiero vide Elf-Kin, suo amico. "Ciao, Dick, cosa c'è di nuovo oggi?" chiede Elf-Kin. "Cerchi le lucertole, amico?". "No, - rispose Dick - voglio sapere qualcosa sui pensieri". "Bene - rispose Elf-Kin - se vuoi aspettare fino a quando tutti i miei aiutanti tornano a casa, ti condurrò da una fata molto saggia che sa tutto sui pensieri". Quindi Elf-Kin chiamò il suo aiutante e gli disse: "Zufola alle cavallette e poi riunisci tutti i decoratori, e per quest'oggi basta. Poi, quando i piccoli decoratori dei fiori monteranno sul dorso delle cavallette e faranno ritorno a casa, Elf-Kin sarà libero." Comodamente seduto sulle spalle di Dick, Elf-Kin diresse i bambini verso un'altra parte del parco. Arrivarono in una piccola, quieta e riposante valle. Elf-Kin disse: "Ora state tranquilli perché i folletti sono molto timidi e non amano vedere arrivare nella loro vallata degli intrusi e dei turbolenti. Se voi però avrete riguardo, tutto andrà bene. Restate qui fino a quando farò ritorno." E lo persero di vista. Riapparve più tardi accompagnato da due bellissimi elfi, che dissero loro: "Venite avanti, la Regina dei Buoni Pensieri desidera ricevervi." Era un gruppo di bambini giocosi e sorridenti che seguivano gli elfi. Potete immaginare la sorpresa e la gioia che ebbero quando videro la Regina dei Buoni Pensieri, raggiante di luce. Era la più bella creatura che avessero mai visto. I suoi capelli erano di color oro come i raggi del sole, e i suoi occhi brillavano come stelle. I ragazzi le fecero un profondo inchino, dopodiché vennero presentati a tutta la corte. I cortigiani avevano dei bei nomi: Gioia, Felicità, Bontà, Amore, Buona Volontà, e l'ultimo, il più bello di tutti, si chiamava Altruismo. Dopo le presentazioni, la Regina invitò i bambini a sedersi davanti a lei e alla corte. I fanciulli erano come incantati. Poi la Regina prese la parola; la sua voce era come una musica dolce e melodiosa. Chiese prima a Dick di recitarle il suo poemetto, cosa che egli fece con piacere. Quindi aggiunse: "Così, volete sapere tutto sui pensieri." "O, sì - risposerò - vuoi parlarci dei pensieri?" "I pensieri sono cose viventi, che noi inviamo agli altri - disse la Regina. - Quando inviamo dei pensieri di gioia, di felicità, di conforto e di altruismo ed agiamo in questo senso, è ciò che chiamiamo gentilezza, cortesia, amorevolezza. Dobbiamo controllare con attenzione i nostri pensieri, in modo di non averne che buoni. Talvolta dei pensieri cattivi ed egoistici cercano di invadere il nostro spirito e il nostro cuore, ma non dobbiamo mai permettere che si fermino. Dobbiamo semplicemente dire loro: Andatevene, cattivi pensieri; e poi chiudere ermeticamente e bene la porta del nostro spirito. Per farvi capire bene che cosa significhi amorevolezza, vi citerò un esempio. Dick ama molto la sua mamma e il suo cuore è così pieno di pensieri d'amore che egli è molto gentile con lei, e cerca di fare tutto quello che lei vuole. Con ciò, la rende felice. Vedete, è come fare un gioco interessante: quando cerchiamo di essere gentili con gli altri, i nostri pensieri di gioia crescono così rapidamente che non possiamo fare altro che condividerli con i nostri amici. Mediante la loro gentilezza, i cortigiani qui presenti mi procurano gioia, felicità e amore. E vedete come sono tutti così belli. I pensieri aiutano a formare un buon carattere, e se abbiamo un buon carattere tutti ci vorranno bene. Ebbene, cari amici, è desiderio di Dio che ci si ami reciprocamente, perché Dio è amore e il Suo immenso amore ci circonda sempre. Noi tutti siamo come dei magnifici fiori che fioriscono nel Grande Giardino di Amore di Dio, il mondo." La Regina proseguì: "Vi è solo un cattivo pensiero che cerca sempre di entrare nel cuore dei ragazzi: è l'egoismo. Non vive assolutamente qui. E vi dirò un grande segreto per tenerlo lontano: diventate buoni e gentili, ed esso non penetrerà mai nel vostro cuore." La Regina agitò quindi la sua bacchetta magica ed essi si ritrovarono di nuovo nel parco. Ma non dimenticarono mai quello che aveva raccontato loro. |
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