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PER CONOSCERE La sacra Bibbia
Sommario
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CONOSCERE LA BIBBIA (35)
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Lettera ai Romani *
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La Bibbia copre tutto l'arco dell'esistenza dell'umanità. Inizia con la descrizione solenne di come si è originato l'universo e l'ultimo libro (l'Apocalisse) presenta la visione di un futuro lontano dove le attuali strutture sembrano ineluttabilmente destinate a sparire.
Tra questi due vi è un proliferare di argomenti e di insegnamenti che fanno della Bibbia un libro storico, profetico, poetico e didattico nel contempo.
La Bibbia non è solo un manuale religioso, in essa si trovano elementi che coprono tutte le necessità umane: alimentazione, morale, psicologia, misticismo e saggezza sono presenti in ogni pagina di questo volume eccezionale.
Il tema centrale di questa raccolta di testi sacri è quello di dare all'uomo tutte le indicazioni perchè abbia a ritrovare la sua vera identità spirituale. L'uomo ha perso la consapevolezza del suo vero essere da quando si crede il suo corpo, la sua mente e le sue emozioni. A causa del suo corpo terreno l'uomo ha perso di vista la sua natura divina e la Bibbia gli viene in aiuto per ritrovare la sua vera identità.
La Bibbia è una continua promessa; è come una sequenza di lettere che il buon padre invia al figliol prodigo che se ne è fuggito lontano, una serie di avvertimenti, consigli ed istruzioni che Dio ha voluto che l'uomo possedesse per avere una chiara indicazione del percorso da seguire per ritornare alla sua dimora originale.
Tutto nella Bibbia parla di Dio, non di un Dio astratto e fuori dalla nostra portata ma di un Dio vivo che aspetta soltanto che l'uomo si decida a riconoscerlo ed a ritornare a lui. Proprio il fatto che Dio sia stato sentito vivo ed attuale ha portato gli scrittori sacri a rivestirlo di forma e caratteristiche umane che vanno però correttamente interpretate in una lettura profonda ed intelligente.
Nella Bibbia Dio rivela per la prima volta il suo nome, mentre consegna a Mosè le tavole con i 10 comandamenti gli dice di chiamarsi "Io Sono". Dio infatti è colui che è; pura esistenza senza necessità di attributi, quali nome e cognome, usati erroneamente dagli uomini per indicare ciò che essi sono mentre, a tutti gli effetti, indicano soltanto ciò che essi hanno ovvero il corpo e le sue particolarità.
L'umanità oggi ha paura, paura dei microbi, della miseria, della guerra atomica e cosi via. L'uomo ha paura di perdere il suo corpo, i suoi soldi, la sua reputazione e la sua salute. Se riconoscesse che tutte queste cose appartengono al suo corpo, e che lui è un essere creato ad immagine e somiglianza di Dio, tutte queste paure non avrebbero più ragione di esistere.
Malattia, morte, sofferenze e peccato sono solo fatti dell'uomo materiale, ben dice San Paolo quando geme: "Chi mai mi libererà di questo corpo di carne?". È l'ignoranza che paga, eppure nella Bibbia si trova tanta di quella conoscenza che la sua presenza nella nostra vita potrebbe cambiare la nostra situazione attuale in un breve periodo di tempo.
Se l'uomo potesse divenire consapevole e vivere il messaggio biblico nella sua completezza egli tornerebbe a manifestare la sua immagine e somiglianza di Dio; quella immagine e somiglianza che gli dona potere e dominio su tutta la terra, sulle malattie e sulla morte.
Tutto ciò fu ben dimostrato dal Cristo che venne per indicare agli uomini che "il Regno è vicino" e che basta seguire le leggi del Padre per ottenere tutto il resto "in sovrappiù".
La Bibbia ci narra una lunga storia che viene definita sacra perché ha come agente principale Dio stesso e come collaboratori tutti coloro che ascoltando Dio ed obbedendo ad esso cooperano per essere salvi, ovvero ritornare uno con Lui.
La storia della salvezza, così intesa, comprende i successivi interventi di Dio, dalla caduta iniziale dell'uomo (Genesi) alla sua finale rinascita nel mondo spirituale (Apocalisse).
L'Antico Testamento si rivolgeva a uomini ancora primitivi ed era fondato sulla legge. Coloro che ubbidivano alla legge ottenevano i favori di Dio e coloro che andavano contro di essa dovevano aspettarsi un giusto castigo. Gli stessi sacrifici di animali indicano la crudezza di tale rapporto; all'uomo di allora veniva richiesto di sacrificare ciò che possedeva perché al suo livello evolutivo solo questo tipo di sacrificio poteva essere compreso ed effettuato.
Dio era comunque attento al suo popolo, leggiamo nel Deuteronomio: "Infatti quale nazione è così grande da avere tanto vicino a sé i suoi dei così come il Signore, nostro Dio, ogni volta che lo invochiamo?" (Deuteronomio 4:7 e seguenti).
Questo Dio era però impersonale ed astratto; più temuto che conosciuto; rivelava la sua presenza con la protezione o il castigo. Per l'uomo che evolveva si faceva invece sempre più necessaria la venuta di un essere che presentasse Dio in una dimensione umana; un Dio che potesse essere considerato come un Padre amorevole, un amico che offre la mano aperta in ogni necessità.
Già nella maledizione del serpente (Genesi 3:14) Dio indica che nascerà da una donna colui che sconfiggerà il male. Da quel momento in poi l'attesa del Salvatore diventa il tema centrale di tutto l'Antico Testamento (circa 300 riferimenti) che di tale venuta può essere considerato come attesa e preparazione (Giovanni 5:9).
In questo modo i 2000 anni di storia riportati nell'Antico Testamento non sono altro che la rappresentazione di quella che sarebbe stata la venuta del Messia, il Dio che si farà uomo, morrà da uomo, e da allora resterà tra gli uomini per essere il loro: "Consolatore in mezzo alle lacrime, riposo nella dura fatica" (Matteo 11:28).
Con il Nuovo Testamento la promessa è mantenuta; il Messia è arrivato e questo libro ne traccia il profilo della vita e delle opere. Dio si è fatto carne, o meglio ha scelto un corpo di uomo per vivere tra gli uomini. Solo in questo modo essi hanno potuto vedere con i loro propri occhi un esempio vivente di Dio ed avere un modello a cui tendere con tutte le loro energie: "E siate dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro che è in cielo"(Matteo 5:46).
Dio ci indica che con l'obbedienza al suo volere noi sconfiggeremo il peccato, la malattia e la morte; Dio vuole dimostrare quanto dice, egli sceglie un uomo: Gesù di Nazareth e ne fa un esempio vivente delle possibilità che vengono date a chi sintonizza la sua mente con quella divina (Filippesi 2:5).
Il Cristo diventa uomo, vive, soffre e muore da uomo però lo fa di sua spontanea volontà; non può fare altrimenti se vuol realmente dimostrare come deve vivere, soffrire e morire un figlio di Dio (Matteo 8:17). La parola "morire" non è però adatta, ciò che è morto è il suo corpo umano perché Egli, nel suo corpo spirituale avvolge da allora tutta la terra ed è realmente in noi, tra noi e per noi, come sta scritto: "In Lui io vivo mi muovo ed ho il mio essere".
In effetti il Cristo è una presenza viva ed attuale, esso è qui ora come duemila anni fa e tutti gli uomini di buona volontà lo sentono vicino e da Lui ricevono gli impulsi al bene e l'energia per metterli in atto. Egli è la spinta che porta tutti gli esseri a crescere spiritualmente; se non fosse per la Sua presenza il nostro libero arbitrio diventerebbe facile preda dei desideri egoistici e delle passioni pregiudicando così la nostra evoluzione spirituale. Egli è diventato la porta tramite cui si possiamo ancora aspirare al regno dei cieli (Giovanni 10:9, 12:46 14:6).
Con Gesù il Cristo termina l'usanza dei sacrifici animali, il suo è l'ultimo sacrificio cruento; d'ora in poi gli uomini non saranno più tenuti a sacrificare gli animali in loro possesso ma la loro stessa personalità, il loro orgoglio ed il loro egoismo: "Solo se sarete come bambini potrete ereditare il regno dei cieli" (Matteo 19:2).
Certo non è facile lasciare tutto e seguire Gesù, non è facile amare i nemici e perdonare a chi ci fa del male. Dovremmo però riflettere molto attentamente sul fatto che il Cristo stesso è in loro, così come è in noi, ed ogni nostra azione nei loro confronti viene sentita dal Cristo nella sua pienezza di gioia o sofferenza: "E ciò che farete ad uno di questi piccoli è come se lo faceste a me", "Se amate solo coloro che vi amano che merito avete?" (Matteo 5:46, 10:37)
Gesù il Cristo è stato eletto alla posizione di sommo sacerdote di tutta la umanità.
Egli è il nostro mediatore con Dio;
è il nostro fratello maggiore che si è definito: Via, Verità e Vita;
è colui che ci ha promesso che in suo nome potremo fare grandi cose;
che Lui sarà sempre presente;
che non ci mancherà mai la sua intercessione verso il Padre celeste"E quelli che avranno fede faranno segni miracolosi:
cacceranno i demoni invocando il mio nome;
parleranno lingue nuove;
prenderanno in mano serpenti e berranno veleni senza avere alcun male;
poseranno le mani sui malati e li guariranno" (Marco 16:17).
Nell'ultimo libro della Bibbia: "L'Apocalisse di Giovanni" il Cristo sottolinea ancora una volta la nostra libertà di scelta ed il suo ardente desiderio di poter nascere ancora una volta nell'angolo più remoto del nostro cuore:
"Io sono fuori della tua porta ed aspetto...
Se mi farai entrare sarò a cena con te"
(Apocalisse 3:20).
Lo faremo aspettare ancora?.
Per facilitarne la lettura ogni libro della Bibbia è stato suddiviso
in paragrafi ed ogni paragrafo è suddiviso in versetti; ogni paragrafo
ha il suo numero progressivo e così pure i versetti. Ciò facilita la
ricerca perché è sufficiente indicare il libro, il paragrafo ed i
versetti per permettere di raggiungere facilmente il punto indicato.
Vediamo, per esempio, l'indicazione: (Giacomo 1:2), essa indica di
prendere la lettera di Giacomo, di cercare il paragrafo N°1, e quindi
leggere il versetto
N° 2.
Qualora vi fossero indicati due versetti separati da un trattino
(Giacomo 1:2-6) si leggono tutti i versetti dal N° 2 al N° 6.
Nel caso, poi, che vi fossero solo due numeri separati da un trattino
(Genesi 2-4) significa che vanno letti i paragrafi da 2 a 4.
Nella numerazione dei Salmi a volte vengono riportati due numeri
(Salmo 17 (18). Se la Bibbia è una versione dei Settanta, o della
Volgata, vale il numero più basso, per le altre traduzioni vale invece
quello più alto.
Controllate sulle prime pagine della vostra Bibbia e saprete di che
versione si tratta.
Vi sono diversi modi per leggere la Bibbia, il peggiore è quello di leggerla come un romanzo. Se ciò venisse fatto porterà di certo all'abbandono della lettura dopo poche decine di pagine.
Pensiamo che un modo valido sia di prendere esempio dalle formiche che se ne vanno in giro tutto il giorno, senza cercare nulla di ben preciso, ma portando nel loro nido tutto quello che ritengono utile per i loro scopi.
Questo tipo di lettura ci mette in una posizione di aspettativa ricerca, procedendo con calma, e facendo attenzione alle frasi che si presentano ai nostri occhi, succederà che talvolta troveremo un messaggio ben preciso; il messaggio che Dio ha riposto per noi e che aspettava soltanto di essere riscoperto.
Vi sono persone che aprono la Bibbia a caso ed affermano che trovano sempre il messaggio più adatto alla loro necessità attuale; può essere una prova da fare, di certo deve essere fatta con un atteggiamento di fiduciosa sicurezza. Riteniamo che il modo migliore e più graduale, per iniziare una conoscenza biblica, sia una calma lettura dei quattro Evangeli, seguita poi da quella degli Atti degli Apostoli e delle lettere dei medesimi. Si potrebbe leggerne un po' al giorno cercando tra le righe un messaggio che ci colpisca in modo particolare.
Potremmo anche arrivare a scrivere su un quadernetto tutte le frasi che ci hanno particolarmente colpito, cercando poi di impararle a memoria. In questo modo ci metteremmo in condizione di avere una scorta di massime e pensieri da utilizzare per scacciare i cattivi pensieri. La ripetizione di un verso sacro toglie infatti lo spazio mentale ai pensieri negativi e distruttivi.
In inglese i Vangeli sono chiamati: "Gospel" parola derivata da "God" (Dio) e "spell" (parola). La parola di Dio è la forza con cui possiamo fronteggiare ogni forma di male.
Non dobbiamo dimenticare che Gesù stesso, tentato dal Demonio, non si mise a discutere sul come e sul perchè della tentazione, ma usò contro di essa delle frasi bibliche. Per ben tre volte il Demonio tentò Gesù ma questi rispose sempre con brani delle scritture riuscendo così a liberarsi del Principe del male e da quel momento "degli Angeli si avvicinarono a lui e lo servivano" (Matteo 4,1).
O nostro Maestro, Gesù Cristo, che sei la Via, la Verità e la Vita,
fa che noi impariamo la sovraeminente scienza della tua carità nello
spirito di S. Paolo Apostolo e della Chiesa Cattolica.
Manda il tuo Spirito Santo affinché ci insegni e ci suggerisca ciò che
hai insegnato nel beneplacito del Padre.
O Gesù, Maestro, Via, Verità e Vita. Abbiate pietà di noi.
Divino Maestro Gesù, tu hai parole di vita eterna.
Io credo, o Signore e Verità, ma aumenta la mia fede.
Ti amo, o Signore e Via, con tutte le mie forze, poiché tu hai comandato
di osservare perfettamente i tuoi comandamenti.
Ti prego, o Signore e Vita, ti adoro, ti lodo, ti supplico e ti ringrazio
per il dono della Sacra Scrittura.
Con Maria ricorderò e conserverò le tue parole nella mia mente e le
mediterò nel mio cuore.
O Gesù, Maestro, Via, Verità e Vita. Abbiate pietà di noi.
Non senza uno scopo tu hai voluto che si scrivessero tante pagine piene
di arcani. Ch'io ti esulti per tutte le verità che scoprirò nei tuoi
libri, ch'io ascolti la voce della lode e mi abbeveri di te e mediti le
meraviglie della tua legge dal principio, in cui creasti il cielo e la
terra, fino al momento che regneremo con te eternamente nella città tua
santa.
Sia la mia casta delizia la tua Scrittura, o Signore;
volgiti all'anima mia, Dio mio, luce dei ciechi e forza dei deboli;
e insieme luce dei veggenti e forza dei forti, volgiti all'anima mia;
e ascolta il grido che essa ti manda dal profondo.
(Sant'Agostino.)
I seguenti passi biblici, se meditati con fede, possono portare aiuto e conforto nelle occasioni descritte.
Quando si soffre per delle afflizioni: Salmo 34:19, II Corinzi 4:17.
Quando si è stati trattati male: I Pietro 2:19-23 e 4:12-15.
Quando la tentazione è forte: Giacomo 1:2-4 e 12-15, I Corinzi 10:13.
Quando ci si sente soli e depressi: Ebrei 13:5, Salmo 23.
Quando si cerca una guida: Proverbi 3:5-6, Giacomo 1:5.
Quando si abbisogna il perdono: I Giovanni 1:9, Ebrei 4:15-16 Salmi 24, Salmo 50.
Quando si è stanchi in cerca di riposo: Matteo 11:28-30, Galati 6:9.
Quando ci si sente deboli e inadeguati: II ai Corinzi 12:9-10, Filippesi 4-13.
Quando oberati da troppi problemi: Salmo 55:22, I Pietro 5:7.
Quando si cerca la pace nel tumulto: Giovanni 14:27, 16:33, Filippesi 4:6-7.
Quando si è di fronte a un pericolo: Salmo 91, Salmo 121.
Quando ci si sente egoisti: I Giovanni 2:15-17, Salmo 106:13-15, Filippesi 4:8.
Quando sofferenti: II Corinzi 1:3-5, Romani 8:26-28.
Quando necessita il coraggio: Efesini 6:10-13, Salmo 138:3.
Quando sorgono dubbi su Dio: Filippesi 1:6, I Pietro 1:5.
Quando in ristrettezze finanziarie: Salmo 34:10, Filippesi 4:19.
Quando necessita molta pazienza: Giacomo 1:2-4, Romani 8:28-29.
Quando l'orgoglio vince: Filippesi 2:3-8, I Corinzi 4:7.
Quando si cerca di vivere bene: Matteo 5:48, 22:36-40.
Quando sorgono dubbi sulla salvezza: I Giovanni 5:11-13, Giovanni 3:16.
Quando si è ammalati: Salmo 6, Salmo 21, Salmo 37.
Per chiedere l'aiuto di Dio: Salmo 16, Salmo 142.
Per ringraziare Dio: Salmo 4, Salmo 17, Salmo 29.
Per glorificare Dio: Salmo 91, Salmo 134, Salmo 144.
Per esprimere fiducia: Salmo 22, Salmo 138.
Per un lutto: Salmo 129, Salmo 12, Salmo 15.
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"E' nel cuore dell'uomo che risiede
il principio e la fine di ogni cosa".
(L. Tolsoy).
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