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PER CONOSCERE
La Catechesi
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Ogni creatura,
anche la più piccola
è nelle mani di Dio
come se fosse la
sua unica
preoccupazione.
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Sommario
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Si pensa comunemente che i peccatori siano persone libere da vincoli
morali e che, pertanto, possano vivere meglio degli altri.
Non vi è nulla di più errato. I Comandamenti non sono delle leggi ferree
che limitano il comportamento ma bensì delle regole che permettono di
ottenere quella pace interiore che rappresenta la vera libertà.
Io sono il Signore Dio tuo:
1. Non avrai altro Dio fuori che me.
2. Non nominare il nome di Dio invano.
3. Ricordati di santificare le feste.
4. Onora il padre e la madre.
5. Non uccidere.
6. Non commettere atti impuri.
7. Non rubare.
8. Non dire falsa testimonianza.
9. Non desiderare la donna d'altri.
10. Non desiderare la roba d'altri.
I sette Sacramenti sono: Battesimo, Cresima, Eucarestia, Confessione,
Unzione degli Infermi, Ordine e Matrimonio.
Gesù è il Sacramento di Dio, il segno definitivo del suo amore.
La Chiesa è il Sacramento di Cristo, il segno vivo della sua presenza
nel mondo.
I Sacramenti sono segni per mezzo dei quali Cristo, nella Chiesa, ci
comunica l'amore efficace del Padre.
IL BATTESIMO
E' una nuova nascita: libera gli uomini dal peccato, li rende nella
Chiesa creature nuove, fratelli di Gesù e figli di Dio.
LA CRESIMA
Lo Spirito Santo conferma i battezzati, li unisce in un modo più
perfetto alla Chiesa e li arricchisce di nuovi doni: sapienza,
fortezza e timor di Dio, perché siano nel mondo testimoni di Gesù.
L'EUCARESTIA
Offriamo a Dio Padre il Figlio suo Gesù che rinnova il suo
Sacrificio per noi. Insieme rendiamo grazie a Dio per tutti i suoi doni
e impariamo ad offrire con Gesù la nostra vita. Gesù si dona a noi in
cibo nel segno del pane per unirci sempre di più a sé e tra di noi e per
condurci alla vita senza fine.
LA PENITENZA
Riceviamo da Dio il perdono dei nostri peccati e siamo riconciliati con
lui e con i fratelli.
L'UNZIONE DEGLI INFERMI
E' il segno che il malato non è solo nella prova: a lui è vicino
Gesù che conosce il soffrire per aiutarlo a conservare la fiducia in Dio
Padre e la speranza nella risurrezione.
ORDINE
I vescovi, i sacerdoti, i diaconi vengono consacrati nello Spirito Santo
e sono mandati a istruire con la parola del Vangelo.
MATRIMONIO
Il matrimonio cristiano non è solo una scelta abitudinaria, può considerarsi come una
vocazione, una consacrazione e una missione. La grazie del Sacramento fornisce agli sposi
una garanzia di amore e di reciproca comunione, e lo Spirito gli avvolge trasformando la
loro esistenza e modellandola su quella del Cristo.
1. Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua
anima e con tutta la tua mente.
2. Amerai il prossimo tuo come te stesso.
1. Morte.
2. Giudizio.
3. Inferno.
4. Paradiso.
1. Unità e Trinità di Dio.
2. Incarnazione, Passione, Morte e Risurrezione
del nostro Signore Gesù Cristo.
Le beatitudini sono un messaggio di speranza e conforto per tutti
coloro che in questa vita terrena sono poveri, ammalati o tormentati.
Queste parole, quando meditate con fede, portano quella pace e quel
conforto che possono venire soltanto da nostro Signore Gesù Cristo.
Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati gli afflitti,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché erediteranno la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete
della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per causa
della giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno,
vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi
per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra
ricompensa nei cieli.
Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi.
(Matteo 5:3-12.)
1. Partecipare alla Messa la domenica e le altre feste comandate.
2. Non mangiar carne nei giorni di astinenza e digiuno nei giorni
prescritti.
3. Confessarsi almeno una volta all'anno e comunicarsi almeno
Pasqua.
4. Soccorrere alle necessità della Chiesa, contribuendo secondo le
leggi o le usanze.
5. Non celebrare solennemente le nozze nei tempi proibiti.
1. Fede,
2. Speranza,
3. Carità.
1. Prudenza
2. Giustizia
3. Fortezza
4. Temperanza
L'amore reciproco è il grande distintivo dei cristiani.
Gesù ha detto: "Da questo conosceranno che siete miei discepoli,
se avrete amore gli uni verso gli altri" (Giovanni 13:35).
Il cristiano esercita questo amore mediante le opere di misericordia,
in base alle quali sarà anche giudicato dopo la morte.
La misericordia corporale
1. Dar da mangiare agli affamati.
2. Dar da bere agli assetati.
3. Vestire gli ignudi.
4. Alloggiare i pellegrini.
5. Visitare gli infermi.
6. Visitare i carcerati.
7. Seppellire i morti.
La misericordia spirituale
1. Consigliare i dubbiosi.
2. Insegnare agli ignoranti.
3. Ammonire i peccatori.
4. Consolare gli afflitti.
5. Perdonare le offese.
6. Sopportare pazientemente le persone moleste.
7. Pregare Dio per i vivi e per i morti.
Il peccato, il quale rappresenta una volontaria trasgressione alla
legge di Dio, è di due sorta: originale e attuale.
Il peccato originale è quello con cui tutti (eccettuata Maria) siamo
nati per la disobbedienza del nostro primo padre Adamo; e sebbene ci sia
stato rimesso per mezzo del Santo Battesimo, pure ne restano gli effetti
quali sono l'ignoranza, la mala inclinazione, la difficoltà nel far bene
e la facilità nel far male, le pene, le infermità, ecc, e finalmente
la morte.
Il peccato attuale poi è quello che il
peccatore personalmente commette quando, arrivato all'uso della ragione,
col pensiero, colle parole, colle opere, trasgredisce la divina legge.
Se la trasgressione è grave si chiama peccato mortale, perché dà la
morte all'anima; altrimenti si chiama veniale e se ne ottiene più
facilmente il perdono.
Si noti:
1) Un peccato è mortale quando concorrono tre cose:
a) La gravità di materia, cioè far cosa totalmente contraria alla
legge di Dio o della Chiesa, oppure creduta tale.
b) La piena avvertenza, cioè conoscere perfettamente di fare un
male grave.
c) Pieno consenso, cioè volerlo fare con deliberazione.
2) Il peccato veniale può diventare mortale:
a) Quando si pecca per formale disprezzo della legge o del
legislatore.
b) Quando chi lo commette lo ritiene, sebbene erroneamente, per
mortale, oppure è disposto in cuor suo a commetterlo sebbene fosse
mortale.
c) Quando chi pecca si propone un fine mortalmente cattivo.
d) Quando dal peccato veniale si prevede, o si deve prevedere,
una grave conseguenza o grave scandalo.
e) Quando il peccato veniale può cagionare prossimo pericolo di
peccare mortalmente.
3) Come ci si rende colpevoli dei peccati altrui:
a) Col consigliare il peccato.
b) Con l'istigare al peccato.
c) Col comandare agli altri di peccare.
d) Col consentire all'altrui peccato.
e) Col permettere il peccato potendo impedirlo.
f) Col non castigare il peccato avendone il dovere.
g) Col lodare l'altrui peccato.
h) Col partecipare al peccato.
i) Col difendere l'altrui peccato.
l) Col tacere il peccato quando vi è obbligo di manifestarlo.
4) Noi possiamo soddisfare alla divina Giustizia per i peccati
commessi:
a) Con l'orazione che comprende tutti gli esercizi di Religione e
di pietà, come l'orazione orale e mentale, la devota partecipazione ai
Sacramenti, la lettura spirituale, l'attenzione alla divina parola,
l'assistenza ai divini uffizi, ed altre simili pratiche.
b) Con il digiuno che comprende le mortificazioni, i travagli ed i
patimenti del corpo e dell'anima offerti per amore di Dio.
c) Con l'elemosina, che comprende tutte le opere di Misericordia
corporale e spirituale ed ogni aiuto o servizio che rendiamo al prossimo
per amor di Dio.
I peccati contro lo Spirito Santo sono i peccati di malizia,
quelli che si commettono con premeditazione quasi a sangue freddo, senza
esservi spinti né dalla passione, né dall'ignoranza, né dalla
tentazione, ma soltanto dalla volontà propria deliberata.
Si chiamano peccati contro lo Spirito Santo perché a Lui si
attribuisce la Bontà che si oppone alla malizia.
Questi peccati sono sei:
1. La disperazione della salute.
2. La presunzione di salvarsi senza merito.
3. L'impugnare la verità conosciuta.
4. L'invidia della grazia altrui.
5. L'ostinazione nei peccati.
6. L'impenitenza finale.
Gridano vendetta quei peccati la cui ingiustizia è tanto manifesta
che non si può coprire o nascondere in modo alcuno, questi sono quattro,
cioè:
1. L'omicidio volontario.
2. Il peccato carnale contro natura.
3. L'oppressione dei poveri, massime se orfani o vedove.
4. Il frodare la mercede all'operaio.
Il vizio è une al peccato acquistata col peccare spesso.
Alcuni vizi ne causano altri e si dicono Capitali, sono:
1. LA SUPERBIA, o vanagloria,
per la quale l'uomo pensa di essere di più di quello che è, e non
vuole aver superiore.
Si vince con L'UMILTÀ.
2. L'AVARIZIA,
che è un affetto disordinato alle ricchezze, anteponendole all'onore
di Dio.
Si vince con la LIBERALITÀ.
3. La LUSSURIA,
che è un affetto disordinato ai piaceri carnali.
Si vince con la CASTITÀ.
4. L'INVIDIA,
che è un dispiacere del bene altrui perché pare diminuire la
grandezza propria.
Si vince con la CARITÀ fraterna.
5. LA GOLA,
che è un appetito disordinato di mangiare e bere oltre quel che
conviene.
Si vince con L'ASTINENZA.
6. L'IRA,
che è un desiderio disordinato di vendetta.
Si vince con la MANSUETUDINE.
7. L'ACCIDIA,
che è un dispiacere di essere obbligato ad osservare i Comandamenti di
Dio e di camminare nella via della virtù.
Si vince con la DILIGENZA e col FERVORE.
I piaceri passano: le pene dei piaceri sono eterne.
Le afflizioni passano, le ricompense dureranno eternamente.
Scegliete: o il piacere d'un momento, e le pene dell'Eternità,
o la pena di un momento e il piacere dell'Eternità.
L'Eternità dipende dalla morte. La morte dipende dalla vita.
La vita da un momento. Da un momento dipende l'Eternità.
Angelo significa Inviato, Nunzio, Ambasciatore.
È uno spirito puro dotato di intelletto e volontà perfetta, creato da
Dio nel primo giorno della sua creazione o, come vogliono altri,
prima della creazione del mondo.
Il numero degli Angeli è grande e non può essere conosciuto che da
Dio solo. Essi sono divisi in tre Gerarchie ciascuna delle quali è
composta da tre Ordini o Corti, ovvero:
Prima Gerarchia, o Suprema:
Serafini, Cherubini e Troni.
Seconda Gerarchia, o Media:
Dominazioni, Virtù e Podestà.
Terza Gerarchia, o Infima:
Principati, Arcangeli e Angeli.
La Suprema Gerarchia riceve immediatamente le illuminazioni da Dio e
le comunica alla Media. Questa le attua passandole all'Infima che ne
partecipa e le porge agli uomini.
Ai nomi dei nove Cori Angelici corrispondono altrettanti uffici,
perciò si dice che:
I Serafini, sono tutto ardore di carità;
I Cherubini, luce d'intelligenza,
I Troni, sede dell'Onnipotente;
Le Dominazioni, zelanti la gloria di Dio;
Le Virtù, rivestite di forza divina a bene del mondo;
Le Podestà, armate contro l'inferno e le forze delle tenebre;
I Principati, presidenti alla protezioni delle grandi società religiose
e civili;
Gli Arcangeli, proposti al patrocinio
delle nazioni, Diocesi e Comunità religiose;
Gli Angeli, alla custodia del genere
umano.
È di fede poi che ciascuno uomo, sin dal suo nascere, è dato
dalla bontà e misericordia di Dio ad un Angelo perché sia custodito in
tutte le sue vie.
San Tommaso inoltre dice che non soltanto i cristiani buoni hanno
questo Angelo, ma eziandio i malvagi ed anche gli stessi infedeli.
Ci resta da dire qualcosa intorno ai ministeri angelici.
Tali ministeri sono cinque:
1. Innalzare un perpetuo canto al Signore.
2. Offrire a Dio le preghiere dei mortali.
Dio costituì gli Angeli come fossero tanti maestri di camera incaricati
di raccogliere le preghiere, e quasi fossero memoriali dei poveri,
di presentarglieli e di darne alla sua presenza lettura, perché proprio
nessuna istanza passasse inosservata.
3. Portare i messaggi divini ai Patriarchi o ai Profeti.
4. Proteggere gli uomini, vuoi singolarmente e vuoi collettivamente
presi. Alla bontà del divin nostro Padre piacque di affidare le
infermità dei mortali a questi suoi potentissimi ministri, e di preporli
ad esse come pedagoghi a fanciulli, o come tutori a bambini, o come
patroni a clienti, o come pastori a pecorelle, o come medici ad
ammalati, o come difensori a pupilli, o come protettori a quelli che non
sanno difendersi se non si rifugiano sotto le ali di persone più potenti.
5. Far vendetta come guerrieri e duci di guerra, delle reprobe
nazioni. Tutti i buoni amino dunque gli Angeli santi come loro
concittadini: paventino i malvagi la loro potenza, perché sono ministri
dell'ira dell'Onnipotente e dalle loro mani nessuno varrà a strapparli.
Demonio, che significa intelligente, sapiente, è lo stesso che
Diavolo il quale è uno spirito maligno. È di fede che i Demoni non sono
stati creati tali. Essi ricevettero, come tutti gli Angeli, la stessa
grazia al momento della loro creazione, e la perdettero per loro colpa.
Tutti i Santi Padri convengono che il peccato del Demonio fu la
superbia: l'amore disordinato della loro eccellenza per cui vollero
essere simili a Dio e superiori a tutto il creato.
Per questo peccato furono cacciati dal cielo dopo una accanita battaglia
con San Michele Arcangelo, e precipitati all'inferno.
I Demoni, per il peccato, non hanno però perduto la loro natura
angelica, ossia l'intelligenza, la spiritualità, l'immortalità,
l'agilità e la potenza; ma soltanto l'innocenza, la bellezza,
la felicità, il Cielo, Dio.
I principali Demoni sono sette:
1. Lucifero: padre della Superbia.
2. Mammon: padre dell'Avarizia.
3. Asmodeo: padre della Lussuria.
4. Satana: padre dell'Ira.
5. Beelzebub: padre dell'Intemperanza.
6. Leviatan: padre dell'Invidia.
7. Belfagor: padre dell'Accidia.
La Santa Madre Chiesa, sempre intenta ad ordinare tutte le cose alla
maggiore gloria di Dio, nostro primo principio ed ottimo nostro fine,
esorta a santificare l'uso, che quasi tutti i popoli antichi avevano di
consacrare a qualche divinità i mesi e i giorni dell'anno.
Essa pertanto vede con piacere che i fedeli consacrino nel modo seguente
i mesi dell'anno ed i giorni della settimana.
Domenica: alla Santissima Trinità;
Lunedì: al Suffragio per i Defunti;
Martedì: ai Santi Angeli Custodi e ai Santi
Apostoli;
Mercoledì: al Patriarca San Giuseppe;
Giovedì: alla Santissima Eucarestia;
Venerdì: alla Passione di nostro Signore
Gesù Cristo;
Sabato: a Maria Santissima.
Gennaio: all'infanzia di Gesù;
Febbraio: allo Spirito Santo;
Marzo: al Patriarca San Giuseppe;
Aprile: alla Divina Misericordia;
Maggio: a Maria Santissima;
Giugno: al Sacro Cuore di Gesù;
Luglio: al Sangue preziosissimo di Gesù;
Agosto: al Padre;
Settembre: agli Angeli;
Ottobre: alla B. V. del santissimo Rosario;
Novembre: alla Commemorazione dei Fedeli Defunti;
Dicembre: all'Immacolata ed al Santo Natale.
Chiesi a Dio la forza di conquistare....
e il Signore mi fece debole
perchè imparassi umilmente ad obbedire.
Chiesi di essere aiutato a fare cose grandi...
e il Signore mi fece ammalare
perchè facessi cose migliori.
Chiesi ricchezza per poter essere felice...
mi dette povertà
perchè fossi saggio.
Chiesi di tutto per poter godere la vita...
ed ebbi la vita
perchè potessi godere di tutto.
Non ebbi nulla di tutto quello che avevo chiesto...
ma ebbi tutto quello che avevo sperato.
A dispetto di me stesso
le mie preghiere furono esaudite.
fra tutti gli uomini, sono il più beneficiato.
 
"Se il ricco tiene per sé la sua ricchezza,
diventerà povero" (L. Tolstoy).
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