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DA NATALE A PASQUA
Quaresima
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Il mio lavoro è
una goccia nell'oceano.
Ma se io non la mettessi
l'oceano avrebbe
una goccia di meno.
(Madre Teresa.)
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Sommario
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La Quaresima prese il nome dalla parola latina Quadragesima che vuol
dire quaranta ed è di istituzione apostolica. La Chiesa, nell'imporla,
intese di destare nei fedeli il desiderio di imitare Gesù Cristo, il
quale digiunò per quaranta giorni. Volle ancora che noi con essa ci
preparassimo a celebrare degnamente la Pasqua, soddisfacendo per i
nostri peccati.
Nei primi secoli della Chiesa la Quaresima era rigorosissima,
regolata con Brevi, Bolle e Massime dei suoi dottori; ora però, per le
mutate cose, non è più di così di stretta osservanza.
La Quaresima inizia con il giorno delle Ceneri e dura fino al sabato
che precede la domenica di Pasqua; nelle chiese di rito ambrosiano, per
antica consuetudine, inizia la domenica dopo le Ceneri.
Eterno Padre, per amore di Gesù
Cristo, date forza a tutti i vostri
fedeli di cominciare questa Quaresima con la dovuta pietà, e di
proseguirla con fiduciosa devozione.
Signore, noi ascoltiamo da tutte le parti i vostri oracoli che ci
spingono ad umiliarci nella profondità del nostro nulla. Tutto nel
linguaggio della vostra Chiesa ci ricorda il digiuno, la preghiera,
il pensiero di un'avvenire del quale Voi soltanto disponente a vostro
piacimento. Oh mio Dio! Chi non tremerebbe al vedersi coperto da tante
iniquità, al riconoscersi così debole, così povero, e malgrado ciò così
poco inclinato al dolore ed alla compunzione?
Ah! Io ben lo sento, Voi desiderate essere commosso dalle nostre
lacrime, e volete che le versiamo ai vostri piedi, o Signore, ed alla
presenza dei vostri altari; che scorrano dunque al pensiero delle mie
innumerevoli infedeltà, e della mia morte, forse prossima, nella quale
dovrò comparire dinanzi a Voi, e sentire il terribile giudizio che mi
condannerebbe in eterno, se non mi sforzerò di calmare la vostra
giustizia con una severa penitenza.
O mio Dio! Per la gloria del vostro Nome cancellate tutti i miei
peccati, santificate la mia penitenza, e per virtù del vostro divin
Sacrificio, al quale desidero partecipare, fate che io senta in me le
preziose impressioni di una sincera e stabile conversione.
Così sia.
Questo è l'unico giorno in cui non si celebra la Messa in rispetto al
Sacrificio cruento che Gesù Cristo fece di Sé stesso sulla Croce.
Il Venerdì Santo è chiamato Parasceve, nome che deriva dal greco e
significa Apparecchio, usato dagli Ebrei per indicare il giorno
precedente la Pasqua, nel quale apparecchiavano il necessario agli usi
della vita per il giorno seguente, in cui non era lecito preparare cosa
alcuna. Questo giorno, ritenuto l'antico nome, fu dai tempi apostolici
consacrato alla memoria della Passione di N. S. Gesù Cristo. In questo
giorno la Chiesa innalza preghiere per ogni sorta di persone per
indicare che Gesù Cristo è morto per tutti.
Questa preghiera va iniziata dopo il mezzodì del Venerdì Santo e
continuata per tre ore di seguito, sino al momento in cui si fa l'annua
memoria della morte del Divin Redentore. La pratica può essere fatta in
pubblico o in privato meditando, secondo la propria capacità, quanto
patì in quelle tre ore Gesù Cristo e le sette parole ch'Esso proferì
sulla Croce.
Oltre alle meditazioni proposte si possono leggere dei Salmi, cantare
degli inni e recitare altre orazioni, però sempre attinenti con il
sacrifico del Cristo.
V. Deus, in adjutorium meum intende.
R. Domine, ad adjuvandum me festina.
Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio,
et nunc, et sempre et in saecula saeculorum.
Amen.
Prima parola: "Padre, perdonate loro, perché
non sanno ciò che si fanno".
V. Adoramus Te, Christe, et benedicimus tibi.
R. Quia per sanctam Crucem tuam redemisti mundum.
Caro Gesù, che per mio amore agonizzate sulla Croce al fine di
pagare con le vostre pene i debiti dei miei peccati, ed aprite la vostra
divina bocca per ottenermene il perdono dall'eterna giustizia, abbiate
pietà di tutti i Fedeli agonizzanti e di me, quando sarò in quell'
estremo; e per i meriti del vostro preziosissimo Sangue, sparso per la
nostra salute, dateci un dolore così vivo delle nostre colpe, che ci
faccia spirare l'anima nostra nel seno della vostra infinita
misericordia.
Tre Gloria Patri, ecc.
Miserere nostri, Domine, miserere nostri.
Mio Dio credo in Voi, amo Voi, spero in Voi e mi pento di avervi
offeso con i miei peccati.
Seconda parola: "Oggi sarai meco in
Paradiso".
V. Adoramus.....
Caro Gesù, che per mio amore agonizzate sulla Croce, e con tanta
prontezza e tanta liberalità corrispondete alla fede del buon ladrone,
che in mezzo alle vostre umiliazioni vi riconosce per Figlio di Dio, e
lo assicurate del Paradiso, abbiate pietà di tutti i Fedeli agonizzanti
e di me, quando sarò in quell'estremo; e per i meriti del vostro
preziosissimo Sangue ravvivate nel nostro spirito una fede così ferma e
costante, che non vacilli a qualunque suggestione del demonio, affinché
anche noi ne otteniamo il premio in Paradiso.
Tre Gloria Patri.....
Miserere nostri.....
Mio Dio....
Terza parola: "Ecco la tua Madre. Ecco il
tuo Figlio".
V. Adoramus.....
Caro Gesù, che per mio amore agonizzate sulla Croce, e dimenticando i
vostri patimenti ci lasciate in pegno dell'amor vostro la stessa vostra
Madre santissima affinché col suo mezzo possiamo con fiducia ricorrere a
Voi nei nostri maggiori bisogni, abbiate pietà di tutti i Fedeli
agonizzanti e di me, quando sarò in quell'estremo; e per l'interno
martirio di così cara Madre ravvivate nei nostri cuori una ferma
speranza nei meriti infiniti del vostro preziosissimo Sangue, onde
possiamo evitare l'eterna condanna che ci siamo meritata con i nostri
peccati.
Tre Gloria Patri.....
Miserere nostri.....
Mio Dio....
Quarta parola: "Dio mio, Dio mio, perché mi
avete abbandonato?".
V. Adoramus.....
Caro Gesù, che per mio amore agonizzate sulla Croce, e che,
aggiungendosi patimenti a patimenti, oltre a tanti dolori nel corpo,
soffrite con infinita pazienza la più penosa afflizione di spirito per
l'abbandono dell'eterno vostro Padre, abbiate pietà di tutti i Fedeli
agonizzanti e di me, quando sarò in quell'estremo; e per i meriti del
vostro preziosissimo Sangue dateci la grazia di soffrire con vera
pazienza tutti i dolori e le angustie della nostra agonia, affinché,
unendo alle nostre le vostre pene, possiamo poi essere partecipi della
vostra Gloria in Paradiso.
Tre Gloria Patri.....
Miserere nostri.....
Mio Dio....
Quinta parola: "Ho sete".
V. Adoramus.....
Caro Gesù, che per mio amore agonizzate sulla Croce, e che non sazio
ancora di tanti obbrobri e patimenti vorreste soffrirne anche di più,
purché tutti gli uomini si salvassero, mostrando così che tutto il
torrente della vostra Passione non è bastante ad estinguere la sete del
vostro Cuore amoroso, abbiate pietà di tutti i Fedeli agonizzanti e di
me, quando sarò in quell'estremo; e per i meriti del vostro
preziosissimo Sangue accendete tanto fuoco di carità nel nostro cuore,
che lo faccia languire dal desiderio di unirsi a Voi per tutta
l'eternità.
Tre Gloria Patri.....
Miserere nostri.....
Mio Dio....
Sesta parola: "Tutto è consumato".
V. Adoramus.....
Caro Gesù, che per mio amore agonizzate sulla Croce, e da questa cattedra di verità annunziate di aver compiuto l'opera della nostra redenzione, per cui da figli d'ira e di perdizione siamo diventati figli di Dio ed eredi del Paradiso, abbiate pietà di tutti i fedeli agonizzanti e di me, quando sarò in quell'estremo; e per i meriti del vostro preziosissimo Sangue distaccateci interamente dal mondo e da noi medesimi; e nel punto di nostra agonia dateci la grazia di offrirvi di cuore il sacrificio della nostra vita in espiazione dei nostri peccati.
Tre Gloria Patri.....
Miserere nostri.....
Mio Dio....
Settima parola: "Padre, nelle vostre mani
raccomando il mio spirito".
V. Adoramus.....
Caro Gesù, che per mio amore agonizzate sulla Croce, e che a
compimento di sì gran Sacrificio accettate la volontà dell'eterno Padre,
rassegnando nelle sue mani il vostro spirito, per poi chinare il capo e
morire, abbiate pietà di tutti i fedeli agonizzanti e di me, quando sarò
in quell'estremo; e, per i meriti del vostro preziosissimo Sangue,
dateci nella nostra agonia una perfetta uniformità al vostro divin
volere, onde siamo pronti a vivere o morire, come più piacerà a Voi; e
null'altro desideriamo che il perfetto compimento in noi della vostra
adorabile volontà.
Tre Gloria Patri.....
Miserere nostri.....
Mio Dio....
Tre Ave Maria.
Miserere.....
Mio Dio....
Maria, Mater gratia,
Mater misericordiae,
Tu nos ab hoste protege
Et mortis hora suscipe.
V. A subitanea et improvisa morte,
R. Libera nos Domine.
V. Ab insidiis diaboli,
R. Libera nos domine.
V. A morte perpetua,
R. Libera nos Domine.
Gesù, Giuseppe e Maria, vi dono il cuore e l'anima mia.
Gesù, Giuseppe e Maria, assistetemi nell'ultima mia agonia.
Gesù, Giuseppe e Maria, spiri in pace con voi l'anima mia.
Pasqua significa Passaggio, e, presso gli Ebrei, serviva a ricordare
i due transiti prodigiosi:
1. Il passaggio dell'Angelo Sterminatore,
che uccise in una sola notte tutti i primogeniti degli egizi,
risparmiando quegli degli ebrei.
2. Il passaggio del mar Rosso che fece
il popolo d'Israele sotto la guida di Mosè.
La Pasqua cristiana fu istituita da Gesù Cristo stesso la sera
dell'ultima cena, in memoria dell'Eucarestia, e gli Apostoli vi unirono
il ricordo della Resurrezione. I primi cristiani la celebravano nel
giorno del plenilunio di marzo, secondo l'uso Ebreo; gli Apostoli la
prescrissero nella domenica successiva a quel plenilunio.
Il Concilio di Nicea (325 d.C.) per togliere ogni differenza stabilì per
plenilunio di marzo quello consecutivo all'equinozio di primavera, in
modo che la Pasqua deve cadere tra il 22 marzo e il 25 aprile,
La Chiesa chiama la Pasqua: Solennità di tutte le solennità e il
giorno di Pasqua può dirsi con ragione il massimo dei giorni, poiché la
Risurrezione del Salvatore è il primo giorno del mondo novello. È questo
il giorno che il Signore ha fatto, e nel quale uscendo dal sepolcro, è
venuto ad illuminare non già i corpi, con una luce temporale e visibile,
ma bensì le anime con un lume eterno ed invisibile.
Pertanto, celebrando la Risurrezione di nostro Signore Gesù Cristo,
dobbiamo lavorare alla risurrezione dell'anima nostra, vale a dire
lavorare ad una nuova vita, conforme a quella di Gesù Cristo, spogliarci
del vecchio uomo e rivestirci del nuovo, e raddoppiare l'allegrezza
interna della coscienza con quella che appare esternamente.
O eterno Redentore Gesù, è ben giusto che tutto il mondo oggi
gioisca, e canti alleluia, poiché risuscitando da morte sei veramente
nostro Gaudio, nostra Speranza e Vita.
Intanto guardami Tu ora con grande pietà; spezza d'intorno a me i nodi
delle mie colpe e attirami a TE, manifesta la tua misericordia
sull'anima mia e sul corpo mio. Vedi, i nemici miei mi circondano da
ogni parte, sono molti e l'uno è più potente dell'altro, difendimi dalle
loro insidie in vita ed in morte.
Cada pure questo mio corpo di fango e di peccato, e ritorni alla
polvere, ma viva però l'anima mia, e lodi Te, o Signore, e aspetti di
nuovo la luce dopo le tenebre. Perché io so, Redentor mio, che nel
giorno della Risurrezione dei Morti Ti vedrò qual Tu sei, gloriosissimo
nella luce che ora Tu abiti.
Questa speranza sta riposta dentro il mio cuore; essa mi conforterà
nel sepolcro. Deh! Esaudiscimi Signore!.
O notte più chiara del giorno!
O notte più luminosa del sole!
O notte più bianca della neve,
più illuminante delle nostre fiaccole,
più soave del Paradiso.
O notte che non conosce tenebre;
tu allontani il sonno,
e ci fai vegliare con gli Angeli.
O notte, terrore dei demoni,
notte pasquale, attesa per un'anno!
Notte nuziale della Chiesa
che dai la vita ai nuovi battezzati
e rendi innocuo il demonio intorpidito.
Notte in cui l'Erede introduce
gli eredi nell'eternità.
(Asterio d'Amasea).
Pentecoste è una parola greca che significa Cinquantesimo giorno.
Presso gli Ebrei la Pentecoste era una delle più grandi feste,
solennizzata in memoria dell'aver dato Iddio la sua Legge agli Israeliti
sul Monte Sinai, cinquanta giorni dopo la prima Pasqua, cioè dopo la
liberazione dalla loro schiavitù sotto il Faraone.
La nostra Pentecoste ricorda invece la discesa visibile dello Spirito
Santo sopra gli Apostoli, cinquanta giorni dopo la Pasqua di
Risurrezione.
Questa solennità ci ricorda ancora:
I. La promulgazione del Santo Vangelo e la fondazione della Chiesa,
la quale riceve dal divino Paraclito la sua forza invincibile nelle
persecuzioni, la purezza della sua dottrina e la santità dei suoi
costumi.
II. La discesa dello Spirito Santo sulle anime nostre con la sua
azione santificante per la quale noi siamo rigenerati, fatti consorti
della divina natura e chiamati figlioli di Dio.
Venite, oramai, o divinissimo Spirito, consolatore delle anime
afflitte, gioia dei cuori, sollievo nelle tribolazioni. Venite, o
Santificatore dei peccatori, Maestro degli umili, Padre pietoso degli
orfani, Fortezza dei deboli e Ristoro dei poveri.
Penetrate nell'intimo del mio spirito con il vigore della vostra
grazia. Sostenete la mia fiacchezza col vostro possente braccio,
infiammate col vostro santissimo fuoco la mia tiepidezza. Ferite
salutevolmente il mio cuore con un dardo della vostra soavissima carità.
Datemi da assaggiare una stilla delle vostre celesti dolcezze, affinché,
in avvenire, io abbia a nausea ogni piacere dei sensi, e possa solamente
godere dei diletti dello spirito.
Così sia.
 
"L'amore non ha limiti, se non
quelli che le poniamo".
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