SEMI DI LUCE (6/9)
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Vero spirito di sacrificio è rinunciare all'ego umano
per raggiungere cose più grandi.
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Chi non dona se stesso non può donare altruisticamente; si aspetta di
essere ringraziato e contraccambiato.
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Ricchezza
Solo chi è ricco nell'interiore è
veramente ricco.
Chi è ricco esteriormente
perderà la sua ricchezza
se impoverisce interiormente,
se non adempie il compito ricevuto da Dio
di distribuire tutto equamente.
Infatti la ricchezza del piccolo
è destinata a tutti.
Sommario 

Voi avete udito che vi fu detto:
" Beati gli affamati e gli assetati di giustizia ".
Ma io vi dico: più beato ancora chi nulla desidera,
nemmeno la giustizia,
perché di chi è morto a se stesso
e fa la volontà del Padre è il regno dei cieli.
Il regno dei cieli riposa nella quiete interiore.
Se l'opinione del gregge comune non sarà tua regola di condotta,
Se sarai tollerante con gli altri quanto lo sei con te stesso,
Se saprai comandare più a te stesso che agli altri,
Se sarai giusto più che buono, indulgente e comprensivo specie con i deboli,
Se lavorerai pazientemente,
Se mai risponderai con un rifiuto ad una richiesta o ad un'offerta,
Se potrai avere ricchezze e onori, ma non esserne schiavo,
Se potrai godere della solitudine, ma non avrai paura della
compagnia degli uomini e viceversa,
Se saprai essere povero e parsimonioso,
Se potrai sopportare di buon grado l'oblio e l'ingratitudine
degli uomini,
Se saprai camminare da solo senza grucce, eccitanti ed illusioni.
Se saprai essere infantile coi fanciulli, gioioso coi giovani,
pacato con gli anziani, paziente coi pazzi, felice coi saggi.
Se saprai sorridere con chi sorride,
piangere con chi soffre,
e saprai amare senza essere riamato, allora, figlio mio,
chi potrà contestarti il diritto di esigere una società migliore?
Nessuno, perché tu stesso, con le tue mani, l'avrai creata!
(Kempis)
Considera questo giorno, poiché esso è Vita, vera Vita della Vita.
Nel suo corso fugace, questo giorno racchiude tutte le varietà,
tutte le realtà della tua esistenza: la felicità del fiorire,
la gloria dell'azione, lo splendore della bellezza.
Poiché Ieri non è che un sogno, e Domani non è che una visione.
Ma l'oggi, bene vissuto, fa d'ogni giorno trascorso un sogno di
felicità, fa d'ogni giorno futuro una visione di speranza.
Perciò considera questo giorno.Tale è il saluto dell'Alba.
1. Amo in ogni uomo il fratello e vedo in esso il mio necessario
collaboratore.
2. Opero in armonia coi fratelli e così creo la civiltà umana
veramente umana, perché libera dai contrasti.
3. Ripudio il possesso e il privilegio, affinché sia tutto a tutti.
4. Poiché prodigarmi per i fratelli è Legge per me,
è mio diritto il mio bisogno.
5. Il mio bisogno è il mio potere, potere di essere tramite e
artiere di Vita.
6. Realizzando la Tecnarchia disciplino la trasformazione dei miei
bisogni in poteri vitali e creatori.
7. Esterno, perché è Legge Suprema, i miei Poteri e li differenzio e
li armonizzo, si che si moltiplichino nel bene di tutti e si che si
liberino, perfette note operanti, nell'Armonia della grande orchestra
di tutte le genti.
8. Nel lavoro, IO, creo e mi libero, e mi affermo Eroe a servizio
dell'Umanità.
9. Io vivo la realtà dello Spirito
in tutti gli atti della vita,
per veramente "essere".
10. E così, raggiandomi, IO, Servitore dell'Umanità, e Sposa ad essa,
Figlio del Cosmo e sua operante Voce, realizzo qui l'Armonia, e così
vivo oggi la Pace e sono: Salvatore e Signore della Terra.
Ho gettato via da me la vorticosa danza
della mente,
Ed ora sono libero nel silenzio dello spirito;
Eterno e immortale oltre la natura delle creature,
Centro della mia eternità.
Mi sono liberato e il piccolo io è morto;
Sono immortale, solo, ineffabile;
Sono uscito dall'universo che avevo costruito,
Senza nome e senza misura sono cresciuto.
La mia mente tace in una luce ampia e senza confini,
Il mio cuore è una solitudine di pace e diletto,
I miei sensi non cadono nella trappola del tatto, del suono,
della vista.
Il mio corpo è un punto in bianche immensità.
Sono la gioia solitaria e immobile del solo Essere:
Non sono nessuno IO che sono tutto ciò che È.
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Ama Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la
tua mente, ed il prossimo tuo come te stesso.
Sappi, però, che tutti gli esseri sono il tuo prossimo:
di qui la FRATELLANZA UNIVERSALE.
Quello che l'uomo semina quello raccoglie.
Tutto ciò che ti accade in bene o in male, è dovuto a cause da te
precedentemente scatenate: ma tutto awiene per la tua evoluzione.
Il tuo vero SÈ non è mai nato e non è mai morto,
perché eterno: perciò conosci te stesso!
Esiste un solo peccato: I'ignoranza. Allora, liberati da essa!
La più grande infelicità ha sede nella speranza; nell'assenza di speranza
c'è il vertice della felicità perfetta.
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Nel libro sesto dell'Eneide, Anchise così parla al figlio Enea che
lo interroga sui misteri della vita e della morte:"Sappi dunque, che uno
spirito vitale pervade ed alimenta il cielo, la terra, il mare, il
lucente globo lunare e l'astro solare; e che un'anima diffusa in ogni
parte dell'universo tutto quanto lo muove compenetrandosi nella sua mole
immensa.
Di qui traggono origine la specie umana, quella dei bruti,
le creature alate, e gli animali che il mar produce sotto il suo piano
lucente come marmo.
Dentro a questi esseri vive un fuoco vivificante, emanazione
celeste, che vien reso lento e fiacco dal pesante contatto dei corpi e
delle membra terrene, destinate a morire.
Per questo le anime temono, desiderano, si addolorano, si rallegrano;
e, chiuse in un carcere oscuro, non possono sollevare gli occhi al
cielo; ed anche quando, nel giorno estremo, la vita si spegne, le
meschine non si liberano ancora da ogni male, e da tutte le brutture del
corpo, le quali invece radicate come sono in esse da lungo tempo, si
sono impresse in singolar modo profondo; perciò sono sottoposte a varie
pene e pagano il fio delle antiche colpe.
Di poi siamo mandati nei vasti campi Elisi ove siamo pochi ad abitare
nel lieto soggiorno; fino a che un lungo decorso di tempo, compiuto che
sia il ciclo degli anni ha cancellato ogni macchia rimasta in noi e
lasciato puro il nostro spirito celeste, riducendolo ad una semplice
scintilla.
Queste anime tutte, compiuto il giro di mille anni, sono chiamate
dalla Divinità in lunga schiera al fiume Lete, perché dimentiche del
passato, tornino a rivedere le stelle tratte dal desiderio di abitare
nuovi corpi, ove attraverso esperienza possano risvegliarsi alla
coscienza del loro Divino Essere".
Quando tutto sarà profanato, quando tutti gli altari della bellezza e
del pensiero saranno abbattuti, quando tutte le urne delle essenze
ideali saranno infrante, quando la vita comune sarà discesa ad un limite
di degradazione che sembri impossibile superarlo, quando nella grande
oscurità si sarà spenta l'ultima fiaccola fumosa, allora la folla si
arresterà presa da un panico ben più tremendo di quanti mai squassarono
la sua anima miserabile; e, mancata a un tratto la frenesia che
l'accecava, ella si sentirà perduta nel suo deserto ingombro di rovine,
non vedendo innanzi a sé alcuna luce.
Allora scenderà su lei la necessità degli eroi;
ed ella invocherà le verghe ferree che dovranno nuovamente
disciplinarla.
SE ABUSI DELLA LIBERTA' OGGI, AVRAI LA TIRANNIA DOMANI
"Quando un popolo, divorato dalla sete di libertà, si trova ad avere a
capo dei coppieri che gliene versano quanta ne vuole fino ad ubriacarlo
accade allora che, se i governanti resistono alle richieste dei sempre
più esigenti sudditi, son dichiarati tiranni".
E AVVIENE PURE CHE:
chi si dimostra disciplinato nei confronti dei superiori è definito
un uomo senza carattere, un servo;
il padre impaurito finisce per trattare il figlio come suo pari, e
non è più rispettato;
il maestro non osa rimproverare gli scolari, e costoro si fanno beffe
di lui;
i giovani pretendono gli stessi diritti, la stessa considerazione dei
vecchi, e questi per non parere troppo severi danno ragione ai giovani.
In questo clima di libertà nel nome della medesima non vi è più
riguardo né rispetto per nessuno.
E IN MEZZO A TANTA LICENZA NASCE E SI SVILUPPA UNA
MALAPIANTA: LA TIRANNIA.
(Platone, 427-348 a.c. -la Repubblica- libro VIII)
(semplice decalogo per fare di vostro figlio un delinquente)
1. Fin dall'infanzia date al bambino tutto quello che vuole.
Così crescerà convinto che il mondo abbia l'obbligo di mantenerlo.
2. Se impara una parolaccia, ridetene.
Crederà d'essere divertente.
3. Non dategli alcuna educazione spirituale.
Aspettate che abbia 21 anni e lasciate che allora decida da sé.
4. Mettete in ordine tutto quello che lui lascia in giro:
libri, scarpe, abiti.
Fate voi quello che dovrebbe far lui, in modo che s'abitui a scaricare
sugli altri tutte le responsabilità.
5. Litigate spesso in sua presenza.
Così non si stupirà troppo se a un certo momento vedrà disgregarsi la
famiglia.
6. Date al ragazzo tutto il denaro da spendere che vi chiede.
Non lasciate mai che se lo guadagni. Perché dovrebbe faticare per avere
quel che vuole, come avete fatto voi?
7. Soddisfate ogni suo desiderio per il mangiare, il bere e
le comodità.
Negargli qualche cosa potrebbe dargli pericolosi "complessi".
8. Prendete le sue parti contro i vicini di casa, gli insegnanti,
gli agenti di polizia.
Sono tutti prevenuti verso vostro figlio.
9. Quando si mette in un guaio serio, scusatevi con voi stessi
dicendo: "Non sono mai riuscito a farlo rigar dritto".
10. Preparatevi a una vita d'amarezze. Non vi mancheranno.
La pace scende in noi quando la mente è avvolta nel silenzio.
Pace d'inviolata contemplazione, completa ed immutabile!
Fiamma senza ombre, luce che annienta il rumore dell'esistenza,
oceano di gioia.
Vissi giorni di tenebra, dottrine diverse invasero il mio cammino.
Pensai, soppesai, discussi, volevo che apparisse la luce.
Luoghi solitari mi accolsero, foreste e montagne mi videro senza
riposo.
Chiedevo al sole e alla luna: chi mai tracciò la vostra orbita?
E al vento chiedevo: chi mai ti pose in movimento?
E al mare ripetevo: chi mai te illimitato pose al limite della terra?
Sospirando cercavo il Pertetto, insensato come chi cerca nel fuoco
il granello d'incenso.
E tornasti o Signore del silenzio, dandomi il sigillo del silenzio.
Fa scendere in te il silenzio, non pensare al tu e all'io,
uno è il Reale.
Gloria a te che dimori nel tempo e oltre!
gloria ai devoti del Signore, rapiti nel fiume della gioia.
(Ramana Maharshi)
Anima mia, percorri le vie della tua intelligenza, entra nei luoghi
riposti della tua sapienza;
Discendi nelle strutture della forma che ti riveste, essa è plasmata
di polvere, un corpo fragile e corrutribile.
Esso è uscito da una sorgente inquinata, esso non conosce che lo
spavento.
Fu deposto in una matrice impura, racchiuso in un ventre infetto,
ne uscì con dolore e angoscia per non vedere che vacuità e turbamento.
Viene dall'oscurità e nel buio ritorna; pellegrino indigente e spoglio.
Anima mia ascolta, considera e volgi il tuo orecchio, dimentica il
tuo popolo e la casa di tuo padre.
Sorgi e canta inni al tuo Re, la notte e il giorno; verso di Lui
solleva le mani, curvati sulla terra davanti al suo volto.
La tua pupilla si ricopra di lacrime, i tuoi ginocchi si pieghino;
il Re vuole la tua bellezza, la tua fiducia, la tua pace.
(Bahya Ibn Pakuda)
Nel principio fui un angelo: percorrevo, con l'essere, la via della
devozione servendo Dio.
Si può mai dimenticare la prima chiamata? cancellare dal cuore il
primo amore?
Non fu la sua misericordia che mi chiamò all'esistenza, non fu la
sua mano che mi trasse dal nula?
Lui mi donò il latte nella prima infanzia, Lui mi dondolò nella culla.
La vita che scende col latte non può esser respinta,
le linee del suo sigillo sono la Misericordia, la Grazia, la Protezione.
La Collera è una minuscola macchia sulla superficie breve è la sua
Collera, eterna la sua Misericordia.
Per invidia non volli inchinarnni davanti ad Adamo essa nasceva
dall'amore non dalla disobbedienza.
La gelosia è figlia dell'amore, non accetta che un altro ami l'Amato.
Sulla scacchiera non avevo altra mossa, mi impose di giocarla.
Feci l'unico movimento possibile, precipitai nella maledizione.
Anche nella maledizione godo delle sue delizie,
a Lui sono unito, unito, unito!
(Ialal-al-din Rumi)
Sulla terra l'uomo non agisce secondo il suo desiderio,
il destino lo conduce per vie imprevedibili.
Le costruzioni crollano, le alture si appianano, le unioni
terminano nelle separazioni, la vita muore nella morte.
Il frutto maturo paventa la caduta, l'uomo ha paura della morte.
La casa solida divenuta vetusta si avvalla, l'uomo sottomesso alla
vecchiaia e alla morte vien meno.
Giorni e notti passano consumando la vita degli esseri, come i raggi
del sole estivo fanno evaporare l'acqua.
La vita si consuma per il sedentario e il viandante, con lui la
morte cammina, con lui riposa.
Il sole sorge, il sole tramonta, con gioia lo salutiamo; ma esso
segna il dileguarsi dei nostri giorni.
Gioia è l'inizio di una nuova stagione, il ciclo stagionale logora
il respiro dei viventi.
Nessun vivente può superare i giorni del suo destino, piangere la
morte non ha alcun senso.
La via seguita dai nostri padri è anche la nostra, perché affliggerci
per ciò che non ha scampo?
La vita fugge come l'onda di un fiume, colmiamo di gioia l'anima
nostra, le creature passano per avere diritto alla gioia.
(Ramayana.II)
Lodo te, Padre di tutte le luci,
o infinito di Luce.
Lodo te, sorgente della Luce,
da te procede ogni luce
Lodo te, Luce inesprimibile,
fonte di ogni luce.
Lodo te, risveglio dell'intelletto,
quiete di chi è nel silenzio.
Lodo te, presente in ogni paternità,
dall'inizio fino ad ora.
Lodo te, silenzio di tutti i silenzi,
infinito di tutti gli infiniti.
Lodo te, Intelletto di ogni intelletto,
inafferrabile che tutto afferra.
Lodo te, sapiente di ogni sapienza,
santità dei santi, bontà dei buoni.
Lodo te, sapienza, luce di ogni sapienza,
Luce che dà pace.
Lodo te, inseparabile dalla luce,
e che ogni luce separa.
Lodo te, che comprendi ogni cosa,
e nessuna può contenerti.
Lodo te, che accogli tutto in te stesso,
ma che non puoi essere accolto da nessuno.
(Codex Brucianus)
Santo è Dio, Padre di tutte le cose, la cui volontà;
compie per la propria potenza.
Santo è Dio che vuole essere conosciuto, ed è conosciuto da
quelli che lo amano.
Santo sei tu che formasti gli esseri con la tua parola: la natura è
la tua immagine e tu non formato dalla natura.
Tu sei santo e più forte di ogni potere, santo e al di sopra di
ogni lode.
Ricevi il sacrificio verbale dell'anima e del cuore sale verso di te,
o Ineffabile, cui solo il silenzio dà nome.
Fa' che non ci allontaniamo dalla conoscenza del vero, illumina chi
è nell'ignoranza.
Crediamo fermamente in te,
camminiamo verso la Luce.
Sii benedetto, o Padre, da tutti gli uomini, cui hai dato il potere
di essere partecipi della tua santità.
(Ermes Trismegisto: Il Pimandro)
Le qualità dell'anima non alimentate dalla preghiera sono alberi privi
di terra.
Il Signore pregava nella solitudine dei monti,
lontano dai discepoli.
Il cristiano è uomo di preghiera, Cristo è per lui il padre,
la madre, i fratelli e i figli.
Quando amerà unicamente Cristo, amerà tutte le creature.
Gli uomini pensano di amare prima gli uomini poi Dio, solo
nell'amore di Dio incontriamo il prossimo, e i nemici come creature
divine.
La prima forma dell'amore di Dio è la preghiera la preghiera che
rende gli uomini degni del Vangelo e di Cristo.
Non basta pregare, dobbiamo morire ogni giorno Cristo,
questa morte è la vita del cristiano.
Senza la preghiera non si può amare Cristo, e dalla preghiera
nascerà in te l'amore di Dio.
Prega nel bosco, prega guidando l'aratro, prega nei campi, prega
scavando i fossati, prega silenziosamente e nessuno ti veda.
(Archimandrita Spiridon)
Tutti hanno la nozione del bello e
per opposizione quella del brutto;
tutti hanno la nozione del bene e per contrasto quella
del male.
In tal modo l'essere e il nulla, il difficile e il facile,
il lungo e il corto, l'alto e il basso si formano l'uno nell'altro.
Il suono e la voce, il prima e il dopo Sono nozioni correlative;
conosciuta l'una si apprende l'altra.
Il principio della contrazione si ha all'apogeo dell'espansione;
I'indebolimento segue la forza, la decadenza la prosperità,
la penuria l'opulenza.
Ecco la visione sottile delle cose:
La Potenza e la superiorità vengon vinte dalla debolezza e
dall'inferiorità.
Il più richiama il meno, l'eccesso richiama il difetto.
Il pesce non esca fuori dalla profondità ove vive,
uno stato non ostenti le sue risorse.
Il ritorno indietro verso il Principio, è il movimento di quelli che
seguono la Via.
L'attenzione è l'effetto della conformità al Principio.
Tutto ciò che è nasce dal semplice essere, l'essere è generato dal
non essere. Essi tendono alla Semplicità delle origini.
Quando uno spirito nobile, sente parlare della Via si affretta a
seguirla.
Quando uno spirito mediocre, sente parlare della Via e vi si applica
con indecisione.
Quando uno spirito volgare, sente parlare della Via, la deride.
Che questa gente derida la Via,
è un segno della sua verità.
La Tradizione dice: la luminosità è oscurità, l'andare avanti è
retrocedere, l'estraneo è famigliare.
Per la supremna virtù l'elevazione è abbassamento, il candore
contaminazione, la generosità avarizia, la virtù solida perversità.
Il quadrato più grande non ha angoli, il grande vaso è l'ultimo ad
essere finito, la grande melodia è silenziosa, la grande immaginazione
non ha contorni.
La via è nascosta e non ha nomi, ma sostenendo tutto porta a
compimento tutto.
(Lao-tse)
Quando la gallina è tranquilla produce molto frutto,
quando il pavone è in riposo ha una meravigliosa coda.
Il cavallo mansueto ha il passo veloce,
la quiete di un uomo santo è indizio della sua saggezza.
Il folle proclama le sue doti, il saggio le tiene segrete in se stesso.
Un filo di paglia galleggia sull'acqua, la gemma preziosa abita
nel fondo.
La mente limitata fa queste distinzioni: "questo è il nostro amico,
quello il nostro nemico"
La mente aperta ha simpatia per tutti.
L'uomo eccellente è invariabile in tutte le sue parti come un metallo
prezioso,
l'uomo volgare oscilla come i piatti di una bilancia.
Quando vuoi intraprendere un'opera grande, cerca di avere un compagno
degno di fede,
se vuoi incendiare un bosco ti è necessario l'aiuto del vento.
La scienza che addestra alle arti ed ai mestieri è conoscenza per
guadagnarsi da vivere, la scienza che addestra alla liberazione
dall'esistenza mondana è la sola vera scienza.
Gli insegnanti sono come le increspature sull'acqua, presto scompaiono,
i saggi sono come le incisioni sulla pietra, il loro più piccolo gesto
è incancellabile.
L'amore produce la messe nella prossima rinascita,
la castità è la madre della felicità umana,
la pazienza è l'ornamento di tutti.
La laboriosità è la guida di ogni risultato,
la meditazione chiarifica la mente nebulosa,
L'intelligenza è l'arma che sconfigge ogni nemico.
La Sapienza è figlia della Luce, in lei riposa e dimora lo
Splendore fulgido dei Re.
Il suo aspetto è affascinante, splende di intatta bellezza
le sue vesti sono simili ai fiori della primavera.
Il Re assiso sul trono sopra quello della Sapienza,
nutre di ambrosia chiunque va a lui.
Sulla Sua fronte riposa la Verità, i suoi pieli danzando esprimono
la gioia.
La sua bocca si dischiude con grazia,trentadue persone cantano le
sue lodi.
La sua lingua è come una tappezzeria che s'apre davanti a chi entra,
il suo collo è fatto di volute, lavorate dal creatore.
Le Sue mani segnano il tempo, annunziano il coro del secolo felice,
le sue dita indicano le porte della città.
La Sua stanza nuziale è luminosa, esala l'odore del balsamo e di tutti
i profumi.
È attorniata dai sette pianeti che danzano,i dodici segni
dello zodiaco le stanno intorno obbedienti.
Il loro sguardo è fisso sullo sposo, ne ricevono i raggi luminosi,
gioiscono per sempre della gioia senza fine.
La luce li inonda, dal suo volto sono illuminati, l'ambrosia, il cibo
imperituro li nutre.
Lodano e cantano con lo spirito vivente, il Padre della verità e la
Madre della sapienza.
(Ivi,I)
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Essere veramente compartecipi significa
accettare e accogliere il nostro prossimo.
Da ciò scaturisce vera amicizia e fratellanza.
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