SEMI DI LUCE (7/9)
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Vivere nello Spirito significa vivere interiorizzati e non aspirare
alle cose esteriori o pensare in modo confessionale
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Orientarsi nel Supremo significa lottare contro se stessi.
Se hai sconfitto te stesso sei divino.
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IO LUI
IO LUI
IO LUI
IO LUI
IO LUI
IO LUI
IO LUI
Sommario 

Quando i nomi e gli esseri non
esistevano, io ero.
La sola indicazione della Presenza divina era la chioma inanellata
dell'Amato, la chioma inanellata non esisteva ancora
Le cose e i nomi tutti emanarono da me, nell'istante in cui tutti i
tempi son presenti, quando né Io né Noi esistevamo.
In quell'istante antico e primo, quando Gesù ancora non fremeva nel
grembo di Maria, mi prostrai a Dio.
Percorsi da un capo all'altro la croce, conobbi i Nazzareni:
sulla croce non c'era!
Andai nelle pagode, nei templi antichi dei monaci:
nessuna traccia di lui scoprii!
Volsi le redini alla Mecca, tra i giovani e gli anziani di quel luogo
sacro: lui non c'era!
Ascesi sulle cime dei monti ai confini del mondo:
nessun segno trovai della Fenice immortale!
Interrogai la tavola di diaspro e il càlamo cli Dio:
l'uno e l'altro furono senza risposta!
L'occhio assetato solo di Dio non vedeva che forrme estranee al
Divino.
Fissai lo sguardo nel cuore:
là e non in altro luogo Egli era.
Stupefatto ed ebbro fui assorbito nel mare dell'Essere,
io più non ero.
(Ialal-al-din Rumi)
O Bellezza così antica e tanto nuova, tardi ti ho amato,
tu eri dentro di me ed io fuori di te;
Fuori di me ti cercavo e, nel mio squallore, mi gettavo
sopra la bellezza delle tue creature.
Tu eri con me, mentre io non lo ero.
Le creature che non esistono senza di te,
mi tengono lontano da te.
Mi chiamasti, il tuo grido ha rotto la mia sordità,
mi illuminasti, e la tua luce ha vinto la mia cecità;
Esalasti il tuo profumo, l'ho sentito e verso di te
sospiro;
Te gustai, e di te ho fame e sete, mi toccasti e brucio d'ardore
per la tua pace.
Quando sarò unito a te con tutto l'essere, non avrai
più dolore o angoscia;
La mia vita di te ricolma, sarà veramente vivente.
Sollevi in alto l'uomo ricolmo di te, non sono ancora
ricolmo di te e sono di peso a me stesso.
Tu Sei il medico io l'ammalato; tu sei misericordioso, io infelice.
Concedimi di fare ciò che vuoi da me, e comanda ciò che vuoi
da me.
(S. Agostino)
Tu, o Eterno, sei nell'altissimo cielo, nelle profondità della terra,
nell'immensità dello spazio.
Tu sei il primo e l'ultimo, all'infuori di te non c'è altro Dio.
Raccogli i dispersi dai quattro angoli della terra, e tutti
riconoscano che tu solo sei Dio.
Tu hai creato il cielo e la terra, il mare e gli esseri che
li abitano.
Padre nostro che sei nei cieli, vivente e permanente, sii giusto e
misericordioso con noi.
Tu eri l'Unico prima della creazione del mondo, Tu sei l'Unico dopo
la creazione del mondo.
Tu sei Dio nel mondo presente, Tu sarai lo stesso Iddio nel mondo
futuro.
Santifica il tuo nome in questo mondo, a favore del popolo che
santifica il tuo nome.
Con la tua salvezza, o nostro Re, mantieni vigorosa la nostra forza.
Salvaci per amore del tuo nome!
Sia benedetto chi santifica il tuo nome tra gli uomini.
(dal Rituale ebraico: Shaharith)
Il Verbo si rivelò nella creazione della materia.
Prima l'Infinito esprimeva la sua potenza e bontà nel Pensiero silente.
Il Verbo rivelato nella creazione della materia esisteva nel
Pensiero.
La Scrittura dice "E Dio disse" cioè Dio si rivelò nella forma
del Verbo.
La semenza divina, germe della creazione, apparve all'esistenza,
manifestando il Pensiero nel Verbo fece risuonare esteriormente
una vibrazione.
Nel più insondabile mistero l'Infinito colpì il vuoto con
il suo Verbo, il Verbo fu il principio della materializzazione
del vuoto.
Il Verbo fece sorgere un punto luminoso, mistero supremo ed
inconcepibile.
La luce indica la scintilla che scaturì quando il Verbo
colpi il vuoto, la luce è l'origine del creato, palazzo costruito per
la gloria del Misterioso.
Scintilla che è il germe sacro del mondo, e "il germe originario è
sacro".
(Zohar.I)
Gesù, vincitore del male e della morte,
liberaci dalla tentazione di
cercarti soltanto nel cielo.
Donaci la capacità di vederti in ogni essere, presente e Vivo,
come il seme che attende la germinazione nel sole.
Fa' che il nostro vivere insieme
sia sotto il segno della tua prima Chiesa.
Insieme nella preghiera e nel lavoro,
insieme nel silenzio contemplativo
e nella frazione del pane.
Insieme nel dividere i frutti del nostro lavoro,
insieme nel dividere i doni del tuo Spirito.
Insieme nell'attesa del tuo ritorno,
insieme nel pacifico lavoro
che accelera la tua venuta.
Amen!
(Anonimo)
L'Antico Testamento appartiene al tempo del Padre,
è il primo cielo o la chiarità delle stelle.
Il Nuovo Testamento è legato al tempo del
Figlio è il secondo cielo o il chiarore della luna.
Il Vangelo eterno dominerà nell'era dello Spirito Santo
sarà simile alla luminosità del sole.
L'Antico Testamento è il vestibolo,
il Nuovo Testamento il santuario,
il Vangelo eterno il Santo dei Santi.
Nel primo opera il timore,
nel secondo la grazia e la fede si manifestano,
nel terzo si avrà la piena fioritura dell'Amore.
Il primo fu il tempo della schiavitù,
il secondo del vassallaggio filiale,
nel terzo splenderà la libertà.
Il primo fu notte rischiarata dalle stelle,
nel secondo è spuntata l'alba,
il terzo porta la gran luce dell'ora meridiana.
Il primo fu la stagione invernale,
il secondo la primavera,
il terzo l'estate matura.
La fioritura del primo furono le ortiche,
quella del secondo le rose,
il terzo porterà i gigli.
E si può dire che il primo è la terra,
il secondo l'acqua,
il terzo il fuoco.
Nel Vangelo di Cristo ci sono dei significati
occulti,
nel Vangelo eterno non si troveranno né
parabole né figure.
In esso cesseranno tutte le parabole, e la Verità
apparirà senza veli.
(Gioachino da Fiore)
Non seguire delle vie complicate, per raggiungere ciò che puoi fare
con mezzi semplici.
Nessuna sostanza diviene perfetta, senza una lunga sofferenza.
La natura deve essere aiutata dall'arte, ogniqualvolta abbia
insufficiente forza.
La natura può essere migliorata solo in se stessa la natura usa la
natura, la comprende e la vince.
Chi non conosce il movimento non conosce la natura.
Ciò che non è maturo sia aiutato da ciò che è giunto a maturità.
Nell'alchimia niente produce frutto senza essere stato preventivamente
mortificato.
Ciò che uccide produce la vita, la morte fa la resurrezione, la
distruzione crea.
Tutto si moltiplica ed aumenta mediante un principio maschile e
femminile.
La facoltà di ogni germe è di nutrirsi a ciò che fa parte del suo
regno.
Una matrice pura fa nascere un frutto puro, il seme è sterile, se
non è posto in una matrice appropriata.
Adopera unicamente quei metalli che sono perfetti.
(Assiomi Ermetici)
Non considerare con disgusto e disprezzo la terra,
essa è bella e contiene tutti i desideri e le volontà dell'origine.
La terra è la tua necessità,tu vi esisti per apprenderlo.
Cerca in te stesso l'abilità migliore, nella divina scintilla che ti
anima.
Non chiudere gli occhi sulla terra per un illusorio al di là, il tuo
compito è qui, per questo tu sei vivente.
Non rinnegare l'Eternità, per paura o ignoranza, per un inesistente
materialismo; non è facile ricollegare il tempo e l'eternità.
Non predicare l'astinenza, di' a quelli che consumano la vita in
effimeri piaceri che sono nell'errore.
La vita è una forza che bisogna saper rimaneggiare, ed è necessario
imparare a dirigere.
È più potente di qualunque tensione, trattala con la
necessaria cautela.
Rivolgi queste parole a chi è forte e coraggioso, bruciato dal
desiderio di superare se stesso.
A chi ha sperimentato la vacuità di ogni intellettualismo davanti
alla vita, ed è animato dal desiderio della conoscenza mistica.
Invitali a portare la loro forza per innalzare il tempio in se
stessi, la luce scenderà in loro come risposta a ciò che ricercano.
(R. A. Schwaller de Lubicz)
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Signore ti ringraziamo.
Ciò che abbiamo preparato oggi per noi e per il nostro prossimo,
lo riceveremo nel presente e nel futuro.
Il ricco può diventare mendicante
e il mendicante ricco.
La bilancia divina è la giustizia
Solo l'uomo che riesce a rendere ricchi gli altri
è veramente ricco.
Se l'uomo raccoglie tesori esteriori, impoverisce
nell'interiore.
Grande è colui che compie la volontà del Padre, non colui che
ne parla soltanto.
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La santa e gloriosissima signora, genitrice di Dio,
madre di Cristo, si alzò e andò a vedere le pene.
La madre di Cristo chiese dei peccatori e disse all'arcangelo Michele
"Quante pene ci sono la dove è punito il genere umano?".
E disse l'arcangelo Michele "Le pene non hanno numero".
E dischiuse l'arcangelo l'inferno verso occidente, e vide la santissima
madre di Cristo molte pene della gente umana; ed erano nell'inferno
pianti di molto tormento.
Dalla pena i peccatori la videro e gridarono con voce alta e dissero
"O Signore pietoso, figlio del Padre! Da secoli non vediamo la luce,
ma ora vediamo te, che hai partorito il Signore".
E gridarono tutti gli angeli a voce alta "Rallegrati o benedetta
madre del Signore, eternamente vergine!
Rallegrati, luce inestinguibile! E rallegrati anche tu, arcangelo
Michele, giusto imploratore per le anime di tutti".
E videro i peccatori e piansero. E la onoratissima vide il lamento
degli angeli per i peccatori e lacrimò.
E gridarono i peccatori e dissero "Benvenuta tra noi, che siamo
nelle tenebre per l'eternità!".
E disse la santissima all'arcangelo "Di' agli angeli di prendermi e
di portarmi davanti al Padre invisibile".
E l'arcangelo lo disse agli angeli, e arrivarono allora i cherubini e
i serafini e presero la santissima Maria e la posero davanti al
Padre invisibile;
E tese le sue mani verso il trono terribile, e alzò gli occhi verso il
Figlio suo, Signore del cielo e della terra, pregò e disse
" Abbi pietà, o Signore dominatore, dei cristiani! Poiché ho visto
tormenti da non potersi sopportare, e io voglio soffrire con loro!".
E rispose Cristo e disse "Come potrei avere pietà di loro, quando
non ne ebbero per i loro fratelli e per i miei poveri?".
E ancora così parlò la onoratissima " Aiutami, o Signore!".
E le disse Dio "Non c'è sulla terra un solo uomo che m'invochi e
non lo ascolti; ma essi non hanno voluto invocare il mio nome!".
La santissima Maria si volse verso i santi e disse " Venite,
tutti gli angeli, quelli che vivono nei cieli,
e tutti i giusti di Cristo nel suo regno, e che hanno l'audacia di
pregare per i peccatori!".
E l'arcangelo Michele lo disse a tutti e s'inginocchiò egli stesso
con tutti gli angeli, con tutti gli ordini dei santi, e le sante,
con grande carità.
E disse la splendidissima al Figlio suo "Figlio amatissimo
discendi e vedi la preghiera per i peccatori!".
E discese il Figlio del Padre, Signore Cristo, dal Santo Trono.
E lo videro anche i dannati dai tormenti e gridarono ad alta voce e
dissero "Abbi pietà di noi, Figlio di Dio!".
Disse il Signore così "Ascoltate, tutti gli uomini! per la
pietà della madre mia e per la preghiera degli angeli;
Dalla mia resurrezione nel giorno di Pasqua fino alla domenica di
tutti i santi, abiterete in paradiso; dopo questo nuovamente
tornerete nel tormento".
E tutti i santi glorificarono Dio e attesero il giorno della
resurrezione di Cristo.
(L'Apocalisse della Madre del Signore)
È il segreto di "Io sono La verità" che ha fatto sbocciare la
rosa, come il fuoco apparso nel roveto ardente di Mosè.
Nel fuoco del crogiolo, intatta come oro puro, appare al mondo,
miracolosamente intatta, la rosa
Lacerata dalle spine, come la veste di Giuseppe nella prigione
terrena, notte e giorno, piange la rosa.
Da quando ha dato il profumo dell'anima, simile al soffio
animatore di Gesù, attira, come il narciso l'occhio della gente
sagace, la rosa.
Come Salomone affida ai venti il suo trono sovrano e con la
sua impronta domina il genio dell'acqua, la rosa.
Potrebbe oscurare la lucentezza dei candelabri del
trono divino, essa è il riflesso delle bellezze d'Ahmad l'eletto.
Il suo cuore brucia come fiamma accesa dal sospiro degli
usignoli, le sue braccia son cosparse di sangue, come l'amante,
la rosa.
Perché il vento non la calpesti, o la mano rozza l'avvicini,
ha circondato di spine il suo santuario, la rosa.
(Lamii)
Un uomo non può accompagnare il suo parente morto, se muore nello
stesso momento: il cammino di Yama è sbarrato per tutti i suoi,
eccettuata la moglie.
Solo il merito lo segue ovunque vada. Esercitate dunque senza
indugi il merito, in questo mondo privo di solidità.
Fate oggi stesso il lavoro di domani, e nella mattinata quello del
pomeriggio! Perché la morte non aspetta che il compito sia o non sia
finito.
Mentre il vostro spirito s'attacca al campo, alla bottega,
alla casa o a qualche altra cosa, improvvisa la morte vi rapisce
come una lupa che azzanni un agnello.
Il tempo non è amico di nessuno, non è nemico di nessuno;
quando gli atti che accompagnano l'esistenza sono esausti, egli
porta via l'uomo di forza.
Non si muore prima che il tempo sia venuto, anche se si è stati
trafitti da centinaia di frecce.
Non si vive quando è giunto il momento, anche se si è stati
solamente sfiorati da un filo d'erba.
Nè le piante o le formule, nè le offerte o le litanie salvano un
uomo aggredito dalla morte o dalla vecchiaia.
Una disgrazia incombente non potrebbe essere evitata da cento
contromisure. A che serve allora lamentarsi?
Come un vitello trova sua madre fra migliaia di vacche,così
l'azione compiuta trova a colpo sicuro il suo autore.
(Visnusmurti. XX)
Il Beato disse "Io sono il non nato, I'imperituro, il Signore degli
esseri, la natura mi è di veste quando per il mio potere decido di
manifestarmi.
Quando la bontà vien meno e il male cresce, creo a
me stesso un corpo visibile.
In ogni età Io ritorno per liberare i giusti, distruggere il
peccato dei peccatori, ristabilire il Dovere.
Colui che conosce l'essenza della mia nascita divina,
non rinascerà quando abbandona il corpo, viene a Me.
Libero da paura, da bramosia e da collera, trova rifugio in
Me, suo protettore e salvezza, purificato dall ardore del mio essere;
molti trovano in Me la loro dimora.
Qualunque strada uno scelga per venire a Me,
essa è la mia, su qualunque sentiero s'incammini, Io lo precedo.
L'azione non mi contamina, non desidero il suo frutto,
chi conosce questo mio aspetto non sarà schiavo delle sue azioni.
Devi imparare a conoscere l'azione, a discernere
l'azione non giusta e l'inazione, misterioso è il cammino dell'azione.
Chi scopre l'inazione nell'azione, l'azione nell'inazione,
è saggio, quando agisce dimora nella tranquillità del Divino.
I veggenti dichiarino saggio chi compie l'azione
senza bramosie, l'azione consumata dalla fiamma della sapienza.
Distaccato dai frutti dell'azione, nulla domanda in cambio,
agisce ed è al di là dell'azione.
Senza bramosie, unificati la mente e il corpo,
nien dichiara suo, compie l'azione e non si macchia, di colpa alcuna.
Accetta ciò che gli vien dato, non turbato da piacere o dolore,
distaccato nel successo e nella sconfitta agisce e non è legato
dall'azione.
Quando le catene sono infrante e il cuore riposa nella
sapienza, ogni azione diventa offerta al Divino.
Il Divino è l'offerta. Il Divino è la liberazione sparsa dal
Divino sul fuoco del Divino.
Alcuni yogi compiono solo le offerte rituali, altri
offrono nel fuoco di Brahma l'unione del loro io con il Divino.
Altri separano i loro sensi dagli oggetti esteriori per questi
l'udito e la sensibilità sono l'offerta, la disciplina il fuoco
sacrificale.
Altri sacrificano nel fuoco dello yoga acceso dalla
conoscenza, e dal dominio dei sensi e delle forze vitali.
Gli anacoreti e gli asceti compiono le loro offerte dando i loro
beni, vivendo nell'austerità, nelle letture silenziose, cercando la
sapienza. `
Altri sacrificano la respirazione regolando il flusso
inspiratorio ed espiratorio, consacrandosi alla scienza della
respirazione.
Altri, sobri nel cibo, dominano la loro natura, per attenuare
i desideri dei sensi e raggiungere il controllo di se stessi.
Tutti questi conoscono il significato del sacrificio,
con sacrificio offrono la loro vita nella vita.
Consumando gli alimenti consacrati dal sacrificio, ottengono
l'immortalità e raggiungono l'Eterno Brahma.
La terra non è fatta per chi non offre sacrifici, tanto
meno il mondo divino è per lui.
Molteplici e vari sono i sacrifici offerti all'Eterno, tutti
nascono dall'azione. Comprendendo questo, sarai liberato".
(Bhagavad-Gita.IV)

Immersi nell'oceano dei significati, abbiamo decifrato le linee
dell'universo nell'esistenza incarnata.
Il giorno e la notte, la grande orsa notturna, i comandamenti incisi
sulla pietra, tutto è nell'Essere.
Il Sinai, dimora celeste di Dio, Israfil, tromba del giudizio,
tutto è nell'Essere.
La Bibbia, il Vangelo, il Corano, il Talmud, la sentenza della luce,
tutto è nell'Essere.
Gli infiniti cieli, gli angeli che li popolano, i veli che
nascondono i segreti della vita interiore, i settantamila veli,
tutto è nell'Essere.
I sette cieli, le sette terre, le montagne e i mari, il paradiso e
l'inferno, nient'altro sono che esistenza.
(Yunus Emrè)

O creatore del mondo materiale, tu solo sei santo!
Qual è il primo luogo dove la terra è più felice?
Là dove un credente sosta in preghiera;
Elevando la voce in armonia con la religione,invocando Mitra,
il Signore delle vaste terre.
O creatore del mondo materiale, tu solo sei santo!
Qual è il secondo luogo dove la terra è più felice?
Là dove il fedele costruisce una casa per il sacerdote, la moglie,
i figli, il gregge;
E dentro il bestiame, il foraggio, il cane, il valore fioriscono, e la
moglie, i figli, il fuoco, le cose buone della vita danno i loro frutti.
O creatore del mondo materiale, tu solo sei santo!
Qual è il terzo luogo dove la terra è più felice?
Là dove il fedele semina abbondante grano, erba e frutti.
Dove porta l'acqua per la terra arida, e incanala quella del terreno
umido.
O creatote del mondo materiale, tu solo sei santo!
Qual è il quarto luogo dove la terra è più felice?
Là dove i greggi e gli armenti crescono sani e forti.
O creatore del mondo materiale, tu solo sei santo!
Qual è il quinto luogo dove la terra é più felice?
Là dove i greggi e gli armenti depongono abbondante ingrasso.
(Zend-Avesta)
Signore, io consacro la mia vita
alla causa del bene,
al servizio tuo e dell'umanità.
Accetta la mia offerta e prendi
tutta la mia vita.
Disponine nel modo che tu vuoi
per quello che tu sai.
Io affido me stesso e le mie cose
nelle tue mani.
Rimetto a te tutto ciò che mi riguarda
perchè sia fatta solo la tua volontà.
Aiuta il mio proposito,
sostieni la mia azione per il bene,
rafforza la mia costanza per sempre.
Questo è il mio proponimento
per tutta la mia esistenza terrena.
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La sofferenza è il primo gradino
verso l'esperienza interiore.
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