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SUICIDIO E EUTANASIADomanda.In una certa città, a quanto ho letto, si penserebbe di legalizzare l'eutanasia, o soppressione delle vita, nelle persone vecchie, inferme o malate, anelanti alla morte. È giusto, secondo la vostra opinione? Risposta.Sulle prime e dal punto di vista di chi ignori gli insegnamenti occulti, una misura del genere sembra degna di approvazione. Vedendo un animale in preda a grandi sofferenze e senza speranza di salvezza molte persone si sentirebbero umanamente spinte a porre fine alle sue sofferenze. Perché, si dice, non faremmo altrettanto con i nostri simili? Perché li terremmo vivi, in preda a dolori atroci per mesi o per anni, quando non hanno alcuna speranza di recuperare la salute e desiderano la morte come sollievo ai loro tormenti? A chi conosce la legge di conseguenza, invece, e che in questa vita o in un'altra esistenza raccoglieremo certamente quello che abbiamo seminato, il problema appare sotto una luce diversa. Non possiamo sfuggire a quanto ci spetta. Il dolore che viene a noi è necessario, sia per insegnarci una lezione, sia per addolcire il nostro carattere. Il solo modo di diminuire la sofferenza consiste nell'indagare in merito alla condizione che ci infligge questa sofferenza. Se il dolore ha come sede lo stomaco, domandiamoci pure come lo abbiamo maltrattato; abbiamo sempre seguito una dieta confacente al nostro organismo? È forse il cuore? Quante volte abbiamo avuto degli eccessi di collera, imponendo a quest'organo vitale una tensione terribile? Altre parti del nostro sistema sono deboli? Possiamo essere certi che, o in questa vita, o in esistenze precedenti, abbiamo in qualche modo maltrattato il nostro corpo al punto di provocare questi mali. Altrimenti ora non soffriremmo; quanto più in fretta impareremo questa lezione, cominciando a vivere una vita migliore, in armonia con le leggi di natura che abbiamo violate, tanto più presto le nostre sofferenze avranno termine. Noi abbiamo sempre la possibilità di trasformare le condizioni della nostra vita, sebbene naturalmente non si possa cambiare in un giorno quello che si è inquinato attraverso anni o altre vite, ma non vi è altro mezzo per ottenere una guarigione definitiva. Anche se quella speciale legge avesse potuto diminuire le sofferenze, il principio di essa sarebbe stato errato. Possiamo essere sicuri che, quando rinascerà, la persona in tal modo liberata dal suo corpo avrà tendenza a contrarre proprio la malattia alla quale si è sottratta in modo così sfortunato. Inoltre, come abbiamo spiegato nella "Cosmogonia", il nostro corpo fisico è modellato in uno stampo invisibile chiamato archetipo e per tutto il tempo che tale archetipo dura, il nostro corpo fisico rimane vivo. Allorché sopraggiunge la morte per cause naturali o anche per pretesi incidenti - che, in genere, non sono casuali, ma destinati a chiudere una vita secondo il disegno dei Guardiani Invisibili degli umani destini - l'archetipo viene distrutto e lo Spirito vola. Diversamente succede nel caso del suicida, in quanto l'archetipo dura, dopo il decesso, per il numero di anni che sarebbero dovuti passare fino alla morte naturale. Essendo incapace di attirare a sé gli atomi fisici, questo archetipo comunica al suicida, durante gli anni che avrebbero dovuto essere vissuti sulla Terra, una sensazione di dolore continuo simile a una fame morale divorante o ad un ossessionante dolore. Se il progetto che voi citate venisse votato, gli ammalati si riterrebbero autorizzati a richiedere ad altri aiuto per uccidersi (in pratica questo è il significato della legge) e soffrirebbero dopo la loro morte allo stesso modo del suicida che si sia avvelenato o asfissiato. Il progetto è condannabile anche sotto altri riguardi e noi speriamo che simili pratiche non divengano mai legali. (Tratto dal libro "Le Risposte alle vostre Domande - vol. II" di Max Heindel; domanda n.152) Domanda.Il suicida resta più a lungo nel Purgatorio degli altri disincarnati? Risposta.Quando l'Ego ritorna per reincarnarsi discende nel Secondo Cielo, dove, con l'aiuto delle Gerarchie Creatrici, costruisce l'archetipo del suo corpo futuro e vi instilla una vita che deve durare un certo numero di anni. L'archetipo è uno spazio cavo animato da un movimento vibratorio melodioso che attira a sé la materia del mondo fisico e che dispone di atomi nel corpo denso in maniera da farli vibrare all'unisono con un piccolo atomo posto nel cuore, l'atomo-germe che come un diapason dà il tono a tutto il resto del corpo fisico. Quando sulla Terra la vita di questo corpo fisico è arrivata al suo termine, le vibrazioni dell'archetipo cessano, l'atomo-germe si ritira e il corpo fisico si disintegra; il Corpo del Desiderio nel quale l'Ego funziona nel Purgatorio e nel Primo Cielo riveste l'aspetto del corpo fisico. L'uomo comincia allora il suo lavoro post-mortem: l'espiazione delle cattive azioni nel Purgatorio, l'assimilazione nel Primo Cielo delle buone azioni compiute nella vita terrestre. E' così che si svolgono le cose nelle condizioni normali, vale a dire quando nulla è venuto a turbare l'ordine della natura. Il caso di un suicida è del tutto differente. L'uomo che si è suicidato si è spogliato dell'atomo-germe, ma l'archetipo del suo corpo fisico non cessa di vibrare. Di conseguenza il suicida si sente come svuotato. Egli prova una sensazione angosciosa di tormento interiore come potrebbe paragonarsi ai tormenti di una fame intensa. La materia fisica che può servire alla costruzione di un corpo lo circonda da tutte le parti, ma gli è impossibile assimilarla e di costruirsi un corpo perché gli manca l'atomo-germe attorno al quale tutto si crea. Questa spaventosa sensazione di vuoto dura per tutto il tempo che avrebbe dovuto durare il suo corpo fisico se il suicida non l'avesse volontariamente distrutto. Così la legge di Causa ed Effetto gli insegna che è male disertare la scuola di vita e che nessuno può farlo impunemente. In una prossima incarnazione, quando si presenteranno degli ostacoli sul suo cammino, egli ricorderà le sofferenze che il suo suicidio gli ha procurato, e affronterà con coraggio le prove necessarie all'accrescimento della sua anima. (Tratto dal libro "Le Risposte alle vostre Domande - vol.I" di Max Heindel; domanda n.58) |
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GRUPPO STUDI ROSACROCIANI di PADOVA Centro Autorizzato della Rosicrucian Fellowship - Oceanside, California. Centro Promotore della "Comunità Rosa+Croce Internazionale". |