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LA SACRA BIBBIASOMMARIO:
La Bibbia copre tutto l'arco dell'esistenza dell'umanità. Inizia con la descrizione solenne di come si è originato l'universo e l'ultimo libro (l'Apocalisse) presenta la visione di un futuro lontano dove le attuali strutture sembrano ineluttabilmente destinate a sparire. Tra questi due vi è un proliferare di argomenti e di insegnamenti che fanno della Bibbia un libro storico, profetico, poetico e didattico nel contempo (Mario Rizzi). IntroduzionePrima di cominciare l'analisi della Bibbia è necessario dire che le parole della lingua Ebraica, specialmente del vecchio stile, si fondono una nell'altra e non sono divise come quelle della nostra lingua. Insieme con ciò, vi è l'uso di omettere le vocali dallo scritto, in modo che, leggendo, l'interpretazione dipende in gran parte da dove e come esse vengono inserite, e ci si renderà conto allora di come siano grandi le difficoltà da sormontare per accertare il significato originale. Un piccolo cambiamento può alterare completamente il significato di una frase qualsiasi. Oltre a queste serie difficoltà occorre tener presente che dei quarantasette traduttori della versione di Re Giacomo, tre solamente erano ebraisti, e di questi tre, due morirono prima che i Salmi fossero stati tradotti. Dobbiamo inoltre considerare che il decreto che autorizzava la traduzione, proibiva ai traduttori di dare versioni che deviassero troppo dalle credenze ammesse o tendessero ad alterarle. È evidente perciò che le possibilità di avere una traduzione corretta fossero minime. Deve anche notarsi che coloro i quali in origine scrissero la Bibbia, non intesero propagare la verità in forma così chiara da potersi intendere da chiunque. Nulla era più lontano dal loro pensiero che lo scrivere un "libro aperto su Dio". I grandi occultisti che scrissero lo Zohar (testo fondamentale della letteratura cabalista, commentari della Thorah) sono molto espliciti su questo punto. I segreti della Thorah (testo che comprende i primi cinque libri dell'Antico Testamento, o Pentateuco) non dovevano essere accessibili a tutti: "Guai a colui che vede nella Thorah solamente dei semplici racconti o delle parole comuni, perché se in verità non contenesse che ciò, anche oggi si potrebbe comporre una Thorah molto più meritevole di ammirazione. Ma non è così. Ogni parola della Thorah contiene un significato elevato e un mistero sublime... I racconti della Thorah sono le sue vesti. Guai a colui che prende questa veste della Thorah per la Thorah stessa!... Solo i semplici prestano attenzione alle narrazioni e alle vesti della Thorah. Non sanno altro. Non vedono quanto è nascosto sotto la veste. I più istruiti non si curano della veste, ma del corpo che questa ricopre". La Bibbia Ebraica fu originariamente scritta in Ebraico, ma non possediamo nemmeno un rigo del manoscritto originale (anche se gli studi sui manoscritti provenienti dalle grotte del Mar Morto gettano nuova luce su queste questioni). Perfino nel tempo del Cristo vi era già la più grande confusione e diversità di opinione riguardo a quanto era da ammettersi come originale, e a quanto era stato interpolato. Solo al ritorno dall'esilio in Babilonia, gli Scribi cominciarono a riunire le differenti scritture, e non prima del '500 dell'Era Cristiana apparve il Talmud che dava il primo testo somigliante all'attuale, e che, tenendo conto di quanto si è detto, non può essere ritenuto perfetto. (Max Heindel - "La Cosmogonia dei Rosacroce": Cap. XIV)
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