Vale la pena di conoscere i Vangeli apocrifi
Seppur vi sono delle modeste e comprensibili discordanze i Vangeli apocrifi
restano dei documenti che vale sicuramente la pena conoscere perché in essi vi
sono messaggi che possono integrare le narrazioni limitate ai Vangeli sinottici,
anche se questi ultimi risultano, senza dubbio, più organici e meno fiabeschi
(Franco Libero Manco).
L’eVangelista Luca dice che in molti si erano messi a raccontare ciò che era
avvenuto ad opera di Cristo. Complessivamente furono scritti almeno una
cinquantina di Vangeli, ma dal 4° secolo i libri estranei al corpo biblico e al
catalogo ufficiale della Chiesa, quelli non riconosciuti come sinottici, cioè
ispirati, furono considerati apocrifi, cioè eretici, falsi, anche se l’aggettivo
del vocabolo greco "apocrifo" aveva un significato totalmente diverso da
quello che comunemente gli venne attribuito, infatti significava metro di
paragone, segreto, rivelatore di verità nascoste.
L’aggettivo apocrifo nel N.T. appare solo 2 volte nelle lettere di S. Paolo:
in uno con il valore di misura e l’altro di norma. Nei riguardi del V.T.
l’attribuzione di apocrifo esiste ancora e varia a seconda che ad applicarla
siano i cattolici, i protestanti o gli ebrei
Nella versione religiosa indicava i libri segreti, rivelatori di verità
occulte non facilmente accessibili alle masse e destinati agli iniziati, persone
di istruzione superiore. Poi l’aggettivo fu esteso a tutti i testi sospetti di
eresia e comunque non conformi alle norme della dottrinale ufficiale.
Sia gli apocrifi della proto-letteratura cristiana sia quelli della
letteratura greco-romana si sviluppano in un’area culturale sostanzialmente
pre-paolina.
Tale proliferazione nasce dal bisogno di consolidare e radicare
attraverso la tradizione la rivelazione rivoluzionaria del messaggio messianico.
Nascono sette, gruppi, scuole ecc., i più noti erano:
- gli Esseni,
comunità religiosa di derivazione ebraica sulle sponde del Mar Morto,
considerati i puri, i poveri in spirito; erano vegetariani, guaritori, esperti
di profezia, praticavano vita comunitaria, il digiuno, la carità, la povertà, la
castità; cercavano la conoscenza diretta e personale di Dio;
- gli Ebioniti, chiamati anche gli umili, i poveri, probabilmente erano gli Esseni che
confluirono nel cristianesimo originario: seguivano unicamente il Vangelo
secondo Matteo, il solo scritto in lingua ebraica; e rifiutavano l’apostolo
Paolo, e le sue lettere, che consideravano apostata;
- i Docetisti, insegnavano che Cristo solo in apparenza era nato e morto rivestendosi di un
corpo, e che l’Eucaristia non contiene realmente il corpo di Cristo);
- i Marcioniti, tra le più importanti sette del cristianesimo primitivo,
respingevano l’Antico Testamento mentre del Nuovo prendevano solo il Vangelo di
Luca e le lettere di S. Paolo, rinunciavano ai beni materiali e al matrimonio
vivendo da asceti; sostenevano che il mondo era opera di un Dio imperfetto al di
sopra del quale vi era il Dio buono che aveva inviato il suo spirito incarnatosi
solo in apparenza nel Cristo;
- gli Gnostici, gli adepti di questa
filosofia religiosa pretendevano di avere la conoscenza totale e privilegiata
della Divinità; la salvezza non viene dalla fede né dalle opere ma dalla
conoscenza intuitiva di Dio ottenuta per illuminazione diretta;
- i Manichei, ai quali aveva aderito S. Agostino, per lungo tempo fu considerata una corrente
del cristianesimo; religione universale rivelata, basata sui principi dualistici
tra il bene, identificato con la luce, in eterno conflitto con il male
identificato con la materia; la redenzione per mezzo della preghiera e del
digiuno viene per opera di Gesù;
- gli Encratici, si astenevano dalla
carne, dal vino e dal contrarre matrimonio e celebravano il ricordo di Gesù
cenando con pane ed acqua;
- i Nicolaiti, casti, poveri e vegetariani,
fondati da uno dei primi 7 diaconi degli Apostoli.
Ogni comunità cristiana
utilizzava, senza distinzione alcuna, un Vangelo particolare. Questo stile di
vita di povertà e frugalità dilagherà anche nel Medioevo con i Càtari,
con i Valdesi e più tardi con gli Spiritualisti eredi di S.
Francesco.
Verso la metà del 2° secolo l’apologista Taziano tentò di fondere i 4 Vangeli
cosiddetti sinottici in un’unica opera, puntando sulla concordanza testimoniale.
Ma l’impresa non ebbe seguito e nei secoli successivi finì col prevalere la
lettura individuata e integrale di ciascuno dei 4 Vangeli canonici. Però un filo
conduttore lega le correnti eretiche del cristianesimo originario e le tante
sfaccettature si espressero nel più fantastico sincretismo che la storia
religiosa abbia mai conosciuto. Tutto il mondo mediterraneo accolse i Vangeli
apocrifi e li feci propri. Gran parte dei temi eVangelici presenti nel Corano
hanno origine apocrifa.
L’avversione verso i Vangeli apocrifi inizia con S. Paolo che dà
un’interpretazione personale al problema cristologico e osteggia non solo un
Vangelo diverso dal suo (cioè quello di Luca scritto su sua narrazione, anche se
Paolo non conobbe mai Gesù, si convertì al cristianesimo 35 anni dopo la morte
di Cristo e fu un tenace persecutore dei primi cristiani) e dello stesso S.
Giovanni eVangelista.
Soprattutto appare perché nei Vangeli apocrifi emerge una
figura troppo umana di Gesù, appare non come la vittima espiatoria delle nostre
colpe ancestrali, né come il figlio di Dio che vuole essere adorato, ma l’uomo
che si propone come esempio e come modello di purezza e rigore morale. Un Cristo
umanizzato non era adatto al mondo greco e romano in un momento storico in cui
il cristianesimo stentava a sopravvivere tra varie persecuzioni e il messaggio
fu adattato nell’intento di soddisfare le esigenze culturali e i bisogni delle
masse pagane.
La stessa riabilitazione di Pilato viene operata dagli eVangelisti
canonici per motivi di evidente opportunità, nel tentativo di non urtare la
suscettibilità del popolo romano. Tutta le responsabilità della condanna di Gesù
viene deviata sugli ebrei che vengono considerati popolo deicida. I Vangeli
giudeo-cristiani, che appartengono a piccole comunità della Palestina e della
Siria (ebioniti, nazorei, mandei ecc.) con impronta sociale e con realistica
umanizzazione del Messia, non sarebbero stati adatti al mondo greco-romano per i
quali era più utile un messaggio in chiave esoterica per i bisogni culturali
delle masse pagane.
Per questi furono scritti i 4 Vangeli sinottici mentre i
Vangeli gnostici non ebbero fortuna nella maggioranza delle comunità cristiane.
Ma prima di essere messi al bando la dottrina gnostica ebbe il tempo di
esercitare una profonda influenza sul pensiero cristologico e verso la metà del
II secolo venne composto il Vangelo secondo Giovanni.
Va precisato che nei Vangeli apocrifi non vi è Chiesa, ma vita comunitaria, non vi
è dottrina ma regola esistenziale, non vi è gerarchia ecclesiastica ma solo
diaconi, e questo trovò l’opposizione della Chiesa ufficiale che andava mano a
mano acquisendo potere nella gerarchia dei vescovi, veri e propri regnanti.
I più antichi apocrifi erano i Vangeli appartenenti a comunità giudaiche
sparse fin dagli albori del cristianesimo in Palestina e in Siria. Di questi
Vangeli non rimane che qualche traccia distorta negli scrittori posteriori Padri
della Chiesa.
Fin dal I sec. nel colto ambiente di Alessandria d’Egitto erano cominciati a
diffondersi i Vangeli gnostici di ispirazione neoplatonica che interpretano
l’insegnamento di Gesù su basi razionali: in questi Gesù è visto come un simbolo
che illumina la conoscenza.
Forti movimenti religiosi, soprattutto protestanti, ai nostri giorni, tornano
ad accentuare questo aspetto di Gesù predicatore contro ogni ingiustizia e
oppressione, perciò il suo messaggio è rivoluzionario.
Nel corso del II secolo ogni comunità cristiana piccola o grande, in
Palestina come in Siria, in Egitto come in Asia Minore, in Grecia come a Roma,
utilizzava un Vangelo particolare. Giustino, nella sua apologia, attinge
indifferentemente da parecchi di essi senza far questione di canonicità. Solo
dal IV secolo si trova usata la parola canone per indicare un elenco di scritti
neotestamentari ufficialmente riconosciuti da qualche Sinodo e la parola
apocrifo col significato di falso ed eretico.
Molti influssi ebbero sulle masse del primo cristianesimo i Vangeli
Dualistici, attribuiti a Simon Mago, nei quali il Dio del bene si
contrapponeva in eterna antitesi al Dio del male.
Un gran numero di manoscritti circolavano nel Medioevo, nel periodo di
reazione dei fedeli alla corruzione del clero, con aggiunte e varianti più o
meno attendibili. Si trovano numerose traduzioni in siriaco, in armeno, in
copto, in arabo, in rumeno, in sassone.
La difficoltà maggiore nell’accettare come storicamente validi i Vangeli
apocrifi sta nella narrazione spesso romanzesca delle vicende che sovente
vennero adattate dai vari traduttori al contesto in cui cercavano di
diffonderli, anche se la stessa Chiesa cattolica non ha esitato a prendere da
questi, come dati storici, molti particolari riguardati la vita di Maria, come
nel ProtoVangelo di Giacomo, il più antico di tutti gli scritti
neotestamentari, in cui troviamo l’angelo che dice a Maria: "Ave o piena di
grazia, il Signore è con te. Benedetta tu fra le donne…" E ancora: "Ecco, io
sono la serva del Signore; avvenga di me come tu hai detto." E l’episodio in cui
Elisabetta riceve Maria: "A che debbo che venga a me la madre del mio Signore?"
E i Re Magi che chiedono: "Dov’è il re dei Giudei che è nato perché abbiamo
visto la sua stella ad Oriente e siamo venuti per adorarlo?" Nello stesso
ProtoVangelo una splendida immagine di Maria che era "allevata nel Tempio come
una colomba e riceveva il cibo dalla mano di un angelo" e quando chiede
all’angelo in che modo ella concepirà e partorirà si sente rispondere con la
stupenda immagine di Luca: "Ti coprirà come un’ombra la potenza del Signore."
Alcuni Vangeli apocrifi, specialmente in quello Arabo e quello Armeno
narrano le vicende di Gesù bambino, tra i 5 e i 12 anni, come di un ragazzo
terribile, vendicativo e prepotente che spesso ricorre alle sue prerogative
divine per rimediare alle sue bricconate. La materia narrativa è ricca di
colorito romanzesco e di arcaiche fiabe popolari. I personaggi dei Vangeli
canonici hanno una loro funzione sobria ed essenziale, nei Vangeli arabi
dell’infanzia incontriamo un Gesù stizzoso e irritabile, una sorta di Gian
Burrasca di cattivo umore costretto a ricorrere ai propri attributi divini per
rimediare alle sue malefatte e ai suoi sgarbi. Un ragazzo urta Gesù per strada e
Gesù lo fa secco. I genitori del morto se ne lamentano e lui per tutta risposta
li acceca. Un’altra volta lo accusano di aver fatto precipitare dalla terrazza
un amico con cui stava giocando, che muore, per discolparsi lo fa resuscitare
affinché parli e dica che non è stato lui a farlo cadere. Un’altra volta un
ragazzo dispettoso gli rovina un gioco di acqua e fango e ancora una volta Gesù
lo fulmina, anche se alle rimostranze di Maria lo fa resuscitare a calci nel
sedere.
Anche con Giuseppe Gesù a volte è brusco e insofferente. Più volte gli leva
dalle mani uno scappellotto e una volta vediamo il padre putativo che, in un
campo di fave, insegue Gesù con un randello in mano. La stessa sacra famiglia è
malvista e tenuta a distanza a causa di questo bambino dal pugno proibito. l
povero Giuseppe non sa cosa fare con un figlio così e verso il quale Gesù è
insofferente e non perde occasione di ricordargli che non è suo figlio e che è
venuto al mondo prima di lui. Il quadro generale della sacra famiglia è quello è
di una famiglia impossibile, malvista e tenuta a distanza perché il figlio è una
specie di eroe vendicativo.
Però nello Pseudo-Matteo troviamo anche un Gesù bambino dolce e commovente
quando durante il viaggio attraverso il deserto Maria si riposa all’ombra di una
palma e desidera assaggiare i frutti che sono in cima all’altissimo tronco. Gesù
sorridente leva il capo dal grembo materno e dice: "Piegati albero e con i tuoi
frutti dà ristoro alla mia mamma."
Nel Vangelo Armeno un linguaggio di estrema eleganza teologica
di Gesù quando risponde al soldato che gli chiede le generalità: "Io sono senza
padre sulla terra e senza madre in cielo. Come prima nascita sono nato da mio
padre senza aver avuto una madre e come seconda sono nato da mia madre senza
aver avuto un padre".
Ma anche questo Vangelo racconta le marachelle di Gesù.
"Presa della polvere da terra la gettò in aria e quella si mutò in mosche e
zanzare e tutta la città ne fu ripiena. Uomini ed animali erano fortemente
infastiditi. Prese dell’argilla e ne fece api e zanzare che aizzò contro i suoi
compagni di gioco che mise in agitazione."
E più avanti. "Soffiò sul volto dei
ragazzi e li fece diventare ciechi, ma subito dopo impose loro le mani e
restituì la luce ai loro occhi. A quelli che aveva ferito colpendoli impose le
mani e li guarì. Introdusse un dito nelle orecchie dei ragazzi e li rese sordi,
poi soffiò e restituì loro l’udito." Nello stesso Vangelo scopriamo un bambino
sgarbato anche nei confronti della madre. Maria dice a Gesù: "Figlio mio, perché
sei fuggito così da quella gente?" E Gesù risponde: "Madre sta in silenzio e
continua tranquilla la tua strada." E più avanti quando la madre scorgendo il
figlio gli dice: "Dove sei stato tutto il giorno mentre io non sapevo cosa ti è
capitato e sto in apprensione per te?" Gesù le risponde: "Che vuoi da me…" E
ancora Maria dice a Gesù: "Noi abbiamo cercato di farti apprendere tutti i
mestieri ma tu non ti sei applicato in nulla. E Gesù dice: "Hai detto delle cose
assolutamente insensate…"
Giuseppe, insieme a Maria è il personaggio che in questi Vangeli apocrifi
viene alla ribalta con umanità scontrosa ed umile. Sostanzialmente imbarazzato
del proprio ruolo e con muso lungo vorrebbe sottrarsi al matrimonio con Maria e
sino a che la colomba non si posa sul suo bastone cerca di non dare neppure
nell’occhio. Affidatagli Maria è tutto un susseguirsi di sane incredulità, di
sospetti e di onesti pentimenti. Giuseppe non è un bravo falegname e Gesù deve
stargli sempre accanto, per rimediare con i suoi prodigi, alle misure sbagliate.
Contemporaneo alle tendenze giudaico-cristiane troviamo un cristianesimo di
ispirazione gnostica che ha influito sul Nuovo Testamento e specialmente su
Giovanni l’eVangelista.
Tra i Vangeli gnostici quello di Tommaso,
considerato come il 5° Vangelo, risale all’anno 120 d.C. circa. In questo
Vangelo Gesù esprime alcuni concetti estranei al linguaggio canonico. Dice:
"Beato il leone che mangia l’uomo cosicché il leone diventi uomo e sventurato
l’uomo che il leone mangia cosicché l’uomo diventi leone." E ancora,
contrariamente a quanto da Gesù stesso affermato nei Vangeli Esseni ed in quelli
sinottici dice: "Se voi digiunerete, commetterete colpa verso voi stessi; se
pregherete sarete posti sotto giudizio; se farete elemosina farete danno al
vostro spirito; se vi riceveranno mangiate ciò che vi viene posto davanti,
poiché non ciò che entra nella bocca contamina l’uomo ma ciò che esce dalla
bocca." Più avanti troviamo una splendida immagine di modernità olistica. "Il
Tutto è uscito da me e il Tutto è ritornato a me. Fendi il legno e io sono la;
solleva la pietra e là mi troverai."
Via via che ci allontaniamo dall’infanzia di Gesù il panorama degli apocrifi
muta sostanzialmente. I racconti perdono il carattere di narrazione popolare
lirico-romanzesca per avvicinarsi ad un genere più ambizioso ricco di spunti
mitici e allegorici. Vi sono infatti miracoli insoliti per scenario ed azione:
Gesù bambino scende dall’alto di un castello appeso ad un raggio di luce.
Gran parte della tradizione artistica figurativa medioevale si ispira ai
Vangeli apocrifi; persino in una basilica di Roma, S. Maria Maggiore, un mosaico
riproduce l’episodio di Affrodosio governatore di Sortine che vede gli idoli
cadere nel Tempio.
I Vangeli apocrifi riempiono il silenzio dei Vangeli canonici sulla
fanciullezza di Gesù, anche se in questi Gesù appare come un piccolo dio
vendicativo e prepotente.
Nel primo medioevo e nei moti ereticali del XI e XIII sec. uscirono molti
scritti religiosi con l’intento di rimproverare la corruzione della Chiesa.
Più tardi la riforma protestante, con la libertà di interpretazione dei testi
sacri, ha stimolato un’indagine senza pregiudizi su tutte le fonti scritte del
messaggio cristiano, compresi gli Apocrifi. Nel 700 fu fatta la prima traduzione
moderna degli apocrifi. Un’ampia raccolta con indagine filologica fu pubblicata
per la prima volta ad Amburgo nel 1719. Nell’800 si sviluppano studi sempre più
numerosi e approfonditi. Tra il 1897 e il 1905 vennero ritrovati in Egitto
alcuni frammenti di papiri che riportavano detti di Gesù identificati con alcuni
passi dei Vangeli apocrifi. Nel 1945 in Egitto scavi archeologici hanno portato
alla luce un’intera biblioteca contenente testi di Vangeli ed altre opere
gnostiche totalmente sconosciute. L’altra grande scoperta è avvenuta nel 1947 a
Qumran nei pressi del Mar Morto contenente commenti biblici e manuali di
disciplina della comunità degli Esseni.
L’elenco dei Vangeli apocrifi parte con il ProtoVangelo di Giacomo il Minore,
fratello di Gesù, il più antico di tutti gli scritti neotestamentari, scritto
prima del 150; anche se non sembra un’opera organica scritta da un solo autore,
le novità di questo Vangelo stanno principalmente nel fatto che i personaggi di
Maria e Giuseppe acquistano notevole interesse.
La vera e sostanziale differenza tra il Gesù dei Vangeli canonici e il Gesù
dei Vangeli apocrifi sta in tre aspetti fondamentali:1° i Vangeli apocrifi danno
notizie inerenti la vita di Gesù bambino, del suo carattere e dei suoi tanti
prodigi compiuti in età adolescenziale; 2° rivelano una natura profondamente
umana di Gesù più vicina alla condizione esistenziale dell’uomo; 3° emerge un
aspetto totalmente nuovo dell’insegnamento di Gesù nella sua compassione verso
gli animali e il rispetto per la natura. A proposito di quest’ultimo aspetto nel
Vangelo degli Ebrei Gesù dice: "Sono venuto ad abolire i sacrifici e se
non cesserete di fare sacrifici non si allontanerà da voi l’ira di Dio." Nel
Vangelo degli Ebioniti (comunità vegetariana e con un profondo rispetto per
gli animali) quando un discepolo gli chiede: "Dove vuoi che prepariamo per te,
per consumare la Pasqua? Gesù risponde: "Ho forse manifestato il desiderio di
mangiare carne con voi in questa Pasqua?".
Ma il suo aspetto misericordioso verso
la condizione degli animali, come l’aspro rimprovero per colui che li uccide o
ne mangia le carni, lo troviamo nel,EVangelo Esseno della Pace, secondo
l’apostolo Giovanni delle Chiese Cristiane d’Oriente, originale aramaico del 3°
sec. Bibl. Vatic. N.156-P, "Chi uccide un animale uccide suo fratello e la carne
degli animali uccisi nel suo corpo diventerà la sua stessa tomba. Chi si nutre
della carne degli animali uccisi mangia un corpo di morte. Non uccidete e non
mangiate la carne delle vostre prede innocenti se non volete diventare schiavi
di Satana: questo è il sentiero che conduce alla morte attraverso la sofferenza.
Poiché la vita viene solo dalla vita e dalla morte viene solo la morte.
Non uccidete dunque né uomini né animali perché i vostri corpi diventano ciò che
mangiate e il vostro spirito ciò che pensate. Io vi chiederò conto di ogni
animale ucciso come di ogni uomo. Nell’aramaico "Vangelo della vita perfetta"
si legge: "Maledetti siano i cacciatori perché saranno a loro volta cacciati."
Nel Vangelo dei 12 Aspostoli sta scritto: "Ecco che quest’uomo ha cura di
tutte le creature. Perché egli le ama tanto?".
E nelle pergamene del Mar Morto,
scoperte nel 1947 in una località dove vissero gli Esseni, l’Angelo dice a Maria:
"Tu non mangerai carne né berrai bevande forti perché il bambino sarà consacrato
a Dio dal ventre di sua madre." Negli stessi testi Gesù dice: "Siate rispettosi
e compassionevoli non solo verso i vostri simili ma verso tutte le creature
poste sotto la vostra tutela." E troviamo ancora Gesù che rimprovera aspramente
i pescatori: "Forse che i pesci vengono a voi a chiedere la terra e i suoi
frutti?" Lasciate le reti e seguitemi, farò di voi pescatori di anime." E,
inoltre, condanna duramente i cacciatori avvisandoli che saranno ripagati con la
stessa ferocia.
Però nel Vangelo dell’infanzia Armeno, in disaccordo con quanto dice nel
Vangelo Esseno della Pace, Gesù dice a dei compagni di gioco: "Venite, andremo
in una località lontana e là daremo caccia agli uccelli, per catturarli." E
ancora. "Gesù stese la mano sull’acqua e vi comparve un gran numero di pesci.
Egli ordinò ai bambini di prenderne ed essi presero numerosi pesci che si misero
ad arrostire."
Anche se vi sono delle modeste e comprensibili discordanze i Vangeli apocrifi
restano dei documenti che vale sicuramente la pena conoscere perché in essi vi
sono messaggi che possono integrare le narrazioni limitate ai Vangeli sinottici.
E anche se questi ultimi risultano, senza dubbio, più organici e meno fiabeschi
forse più di quelli apocrifi hanno subito adattamenti ed interpolazioni nel
corso dei secoli.
La scelta dei 4 Vangeli sinottici è avvenuta a molta distanza di tempo dalle
origini cristiane. In molti casi sorge spontaneo il sospetto che
l’interpretazione più genuina fosse proprio quella scartata dove la narrazione è
più scarna e schematica essendo mancata a questi la lunga elaborazione che ha
arricchito i canonici.