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ALCHIMIAIl termine Alchimia deriva da una parola araba che deriva da "fondere", "colare insieme", "saldare", "allegare", ecc. (da khumatos, "che è stato colato, un lingotto"). Un'altra etimologia collega la parola con Al Kemi, che significa "l'arte egizia", dato che gli antichi Egiziani chiamavano la loro terra Kemi ed erano considerati potenti maghi in tutto il mondo antico. Il vocabolo potrebbe anche derivare da kim-iya, termine cinese che significa "succo per fare l'oro". Alcuni autori fanno risalire l'Alchimia Egizia come l'arte ed il sapere trasmesso dal dio Thoth che riunisce sotto un solo ed unico aspetto la scienza, la religione e la cosmogonia umana. Questa fu trasmessa per mezzo dei Geroglifici egizi che sono i segni della loro lingua pittorica. La scrittura primitiva consta di segni che evocano idee, come i numeri in matematica, i quali si leggono indifferentemente in qualsiasi lingua e conservano sempre lo stesso significato. Le lingue più remote come il cinese, ne sono un esempio classico in quanto formate da ideogrammi. In tal modo i letterati asiatici si possono comprendere per iscritto mentre non si comprendono nel linguaggio parlato perché formato da diversi linguaggi. Una scrittura del genere oggigiorno non è pratica perché costringe a pensare, a meditare il significato profondo e multiplo che il simbolo esprime, ad addentrarsi sempre di più nel suo significato che è molteplice in funzione dell'apertura di coscienza dell'osservatore. Un simbolo può essere considerato da un'infinità di punti di vista ed a ogni pensatore è consentito scoprire un significato conforme alla logica delle proprie concezioni. I simboli infatti sono designati a risvegliare le idee assopite nel nostro intelletto. Esercitando una suggestione nel pensiero, lo stimolano, si crea così una intima tensione che è la condizione indispensabile per la quale il "sentire" dell'essere interiore comincia a fluire, ed in tal modo porta alla luce le verità sepolte nella profondità del nostro spirito. Ogni simbolo rappresenta una fonte di conoscenza una fonte di idee che costringe a riflettere e maggiore è la comprensione del simbolo del suo archetipo ( modello originale delle cose di cui la realtà non rappresenta che la sua manifestazione ) maggiore saranno i significati che siamo in grado di attribuirgli fino a diventare il simbolo stesso. Sotto questo profilo c'è un' abisso fra il simbolo ed il dogma. Quest'ultimo si presenta all'indottrinamento tirannico; è lo strumento di una disciplina intellettuale rigida ed assoluta, come la intendono le chiese, le scuole, la politica. Il simbolo favorisce l'indipendenza, garantisce il libero arbitrio dello spirito individuale. Le parole sono invece una strumento fallace con cui i sofisti sanno fare autentici giochi di prestigio. Le parole vengono dette senza che la mente sia costretta a rappresentarsi i suoni che emette. L'uomo si serve delle parole per esprimere il proprio pensiero, ma di fatto parliamo troppo senza pensare, senza soffermarci su ciò che diciamo per non dire nulla. La parola è l'espressione del paradosso, argomentando si può sostenere il pro ed il contro con lo stesso successo. La conoscenza occulta non si trasmette né con i discorsi né con gli scritti; la si può conseguire unicamente con la meditazione. E' necessario rientrare in se stessi e si ingannerebbe chi la cercasse fuori di sé. La legge di evoluzione dà all'uomo tre vie per farlo evolvere e progredire, per condurlo a quella che è la meta finale, uno stato di "sentire" diverso dalla sua condizione di esistenza ordinaria nel mondo sensorio. Queste tre vie sono: la via mistica; la via dell'azione; la via della gnosi. Quest'ultima era il mezzo utilizzato dalla scienza ermetica per condurre l'uomo a quello stato di tensione interiore propizio al fluire della sua coscienza. Occorre che l'uomo attraverso questa conoscenza, creduta intimamente sperimentata e vissuta, raggiunga quello stato di "sentire" che amplia la sua coscienza Due filosofie a tal proposito si sono sviluppate nei secoli passati:
Carattere distintivo di questa filosofia era l'intenzione di fare astrazione delle parole; cioè tendere a sostituire la parola con una formula o con simboli Archetipi, per dedicarsi alla contemplazione delle cose prese in se stesse, nella loro essenza propriamente considerata. Il discepolo di Ermete era silenzioso, rifuggiva da qualsiasi argomentazione e non cercava di convincere nessuno. La Gnosi gli rivelava i principi delle antiche scienze sacre Astrologia, Alchimia, Cabala, che egli doveva comprendere e sentire in se stesso. Altra caratteristica di questa filosofia era che non era puramente speculativa ma perseguiva un risultato pratico effettivo che si realizzava nel compimento della Grande Opera. L'Opus Magnum per l'alchimista è l'accelerazione dell'evoluzione dell'individuo oltre il suo ritmo naturale attraverso la gnosi. Il naturale trasformarsi delle cose e dell'individuo è lento; esso è un passaggio da grado a grado. Accelerare questa naturale lentezza è per l'alchimista il fine dell'opera, che doveva aiutarlo a comprendere e superare, attraverso una ricerca, gli aspetti negativi dei veicoli (fisico, astrale, mentale) necessari alla sua evoluzione sul piano universale. Il problema dell'individuo non è quello di divenire, ma di essere; non è quello di conoscere, ma quello di comprendere; non è quello di sapere ma quello di sperimentare. Nell'individuo la volontà è la base della potenza; la comprensione quella dell'amore; la consapevolezza quella della saggezza. Dobbiamo considerare l'evoluzione dell'individuo a seconda di come si svolge e cioè: da prima i veicoli (fisico, astrale, mentale) si organizzano attraverso gli impulsi del mondo circostante, del mondo che sta attorno all'individuo che provengono dall'esterno; successivamente vi è un'analisi di questi impulsi che vengono dall'intimo dell'individuo. Successivamente ancora, l' uomo trova altre fonti, altre cause che possono giustificare e accrescere le esperienze esterne. Nasce la coscienza, il collegamento fra lo spirito e la mente che dà un enorme impulso all'evoluzione individuale con il fluire di tutto quanto è Scintilla Divina nella mente dell'individuo. L'evoluzione ha un suo ritmo naturale così l'individuo volente o nolente deve evolvere. Se oppone resistenza a questo ritmo naturale incontra sofferenze. La sofferenza l'individuo se la causa da se stesso, opponendosi a questo naturale svolgersi e procedere dell'evoluzione. Gli alchimisti medievali attribuivano il significato di materia prima della Grande Opera all'uomo. Ma siccome in quel periodo storico la chiesa aveva acquisito il diritto di stabilire le regole ed i dogmi di indottrinamento delle faccende umane istituendo l'inquisizione, gli alchimisti utilizzarono simboli metallici, come i massoni utilizzarono la pietra grezza, per indicare un procedimento di trasmutazione della materia metallica. Sapevano benissimo che era un'allegoria per cui sotto le vesti di un'operazione chimica intendevano significare un procedimento spirituale di trasformazione della coscienza umana dall'imperfezione alla perfezione divina. Per loro piombo significava volgarità, imperfezione, ignoranza ed oro l'esatto contrario. Si servirono di una scrittura segreta fatta di simboli e segni, ciascuno dei quali portava il nome di una sostanza. Ma le Parole contavano solo per i profani, mentre il simbolismo dei segni comunicava agli iniziati il significato profondo dei termini usati. La chiave di lettura veniva comunicata all'adepto che doveva essere istruito all'uso dell'intuizione. Iniziamo dalla spiegazione delle quattro figure geometriche piane per leggerne il significato sottile e spirituale. L'evoluzione interessa tutti i piani di esistenza dell'individuo:
e tre fasi: La materia da impiegare dicono gli alchimisti è molto comune e la si ritrova ovunque, basta saperla individuare. Una volta individuata l'alchimista raccomanda di ripulirla esteriormente, per eliminare ogni corpo estraneo bisogna liberarla dai metalli. In massoneria ciò si realizza per il candidato nel Gabinetto di Riflessione. La materia prima è il Matraccio che va sigillato ermeticamente nell'uovo filosofico , questi è posto nell' Atanor o forno alchemico e riscaldato dal fuoco. L'uomo che si immerge in se stesso inizia a conoscersi e ad osservarsi. Per arrivare a conoscersi occorre che egli si astragga da tutto ciò che si trova fuori di lui per immergersi in se stesso, ed essere ammesso al cospetto della propria individualità. Questa operazione rappresenta la discesa agli inferi alla quale allude la parola VITRIOL . Vede in lui mille personalità che di volta in volta si presentano come espressione del suo Io. Ma esse non sono il suo spirito ne sono solo una corruzione. A questo punto la personalità dell'uomo muore e si ha la prima fase detta nigredo o opera al nero, in cui la materia si dissolve, putrefacendosi. Dalla putrefazione della personalità lo spirito risale privato del caput mortuum che resta nel fondo del vaso ermetico. Salendo lo spirito si condensa nel freddo delle altezze e ricade sotto forma di pioggia che lava il residuo putrefatto e tale progressiva abluzione è rappresentata in alchimia dalla putrefazione per acqua. Alternativamente vaporizzata dall'azione del fuoco, poi condensata dal freddo, l'acqua passa incessantemente attraverso il flegma del soggetto che reiterati passaggi fanno sfumare dal nero al grigio e infine diventa albedo o opera al bianco, durante la quale la sostanza si purifica, sublimandosi. Portata al bianco mediante distillazione la materia purificata per l'alchimista si mostra grandemente preziosa, simbolo del saggio che sa resistere a tutti gli impulsi. Occorre a questo punto non fermarsi ed iniziare una nuova opera detta la Prova del Fuoco. Per l'alchimista si tratta di Calcinare il soggetto che viene posto ad un calore tanto forte che ogni cosa in lui brucia, però la distruzione investe soltanto quel che deve essere distrutto. Si tratta di ogni germe di passioni meschine di ogni fermento di ottuso egoismo. Di ogni bassezza o corruzione. Il sale è ormai interamente purificato, mediante sublimazione, la sua trasparenza è perfetta in quanto nessuna materia estranea è più mescolata ai suoi cristalli si realizza la terza fase rubedo o opera al rosso, che rappresenta lo stadio finale. Abbiamo visto come la Grande Opera si sia realizzata attraverso la purificazione integrale del Sale. Si manifesta allora il colore rosso. La prova del fuoco comporta esaltazione dello Zolfo il cui ardore attraversa il candidato per creargli un clima igneo. Lo zolfo è il componete di ogni forma di vita insito in ogni cellula organica così come negli atomi minerali è lo spirito interno che si cristallizza in forme diverse. Vi è dunque distinzione fra l'irraggiamento luminoso che si propaga dall' interno all'esterno ( Zolfo) e quello che partendo dall'esterno si concentra sui singoli focolai d'immissione (Mercurio). Ma non si può parlare di interno ed esterno senza un involucro intermedio, un limite ed un perimetro dove gli opposti irraggiamenti si equilibrano condensandosi. Da questo scaturisce il Sale. Terzo aspetto della luce. Zolfo, Mercurio e Sale, sono i tre principi che i saggi devono distinguere in tutto ciò che esiste. Considerato come il dinamismo lo spirito vivificatore di tutte le cose il Mercurio attivo prende il nome di Azoto dei Saggi. E' lo Spirito Divino che attraverso l'Amore per le sue creature, i suoi figli, esercita una potente azione centripeta che lentamente e costantemente tutto attira in sé per ritornare in Lui puro spirito. Il suo ideogramma si modifica e alla luna passiva posta in alto si sostituisce il segno dell'ariete . E' il soffio divino Rouach Elohim che plana dall'eternità sulle acque salate e che si incarna in seno alla sostanza virginea per dar luogo alla purificazione della luce dello Zolfo. La purificazione dell'involucro Sale che avviene dall'interno per mezzo dello Zolfo fa si che diventi trasparente e l'iniziato vede la luce di Dio. A questo punto occorre coagulare il Mercurio ( Femmina Bianca ) e fissarlo nello Zolfo ( Uomo Rosso). Sono le nozze chimiche fra lo Spirito Individuale e La Principessa Divina. Esse vengono celebrate in noi quando il nostro volere si santifica, quando noi Figli del Padre, dopo aver abbandonato la Casa Divina, sposiamo la causa paterna votandoci alla Grande Opera della Creazione. La vera Grande Opera, infatti, è quella che viene perseguita per l'eternità, è l'opera di Redenzione da cui discendono l'evoluzione, il progresso, il coordinamento del caos e la creazione di un'Umanità migliore acciocché un giorno guardando alle esperienze terrene si dica: Ho conosciuto l'amore degli uomini, ed era possessivo; |
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GRUPPO STUDI ROSACROCIANI di PADOVA Centro Autorizzato della Rosicrucian Fellowship - Oceanside, California. Centro Promotore della "Comunità Rosa+Croce Internazionale". |